Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Predislovie [P001]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

L’articolo di Abram Èfros ha tre aspetti essenziali che rispecchiano sia le sue strategie di captatio benevolentiae rivolte alla censura, sia i gusti estetici dello stesso traduttore: 1) Èfros considera Puškin come modello di riferimento nella sua riflessione sul giovane Dante; non solo confronta i due autori tra di loro bensì traccia anche un confronto tra i loro ambienti biografici e letterari. Nel suo saggio il linguaggio dei sonetti centrali della VN viene paragonato a quello di Puškin per la sua purezza e trasparenza. 2) Lo stile dell’articolo non è scientifico, ma quasi colloquiale, ricco di elementi di gergo e di neologismi sovietici. Èfros non cita altri studiosi di Dante e associa la corrente del dolce stil novo alla frazione politica dei guelfi. 3) Èfros non collega la VN al tramonto del feudalesimo, il che gli permette di evitare di parlare dell’ascesi e della teologia. Nel suo saggio la dimensione mistica viene sostituita con quella erotica. Non rileva nella VN i tratti dei generi religiosi. Il conflitto interiore di Dante viene rappresentato come lotta tra i modelli convenzionali della poesia cortese e un’autentica passione erotica che genera le nuove strutture poetiche. Rapporto con le direttive. Captatio benevolentiae: 1) Il paragone tra Dante e Puškin rimanda al dibattito sulla purezza del linguaggio delle opere letterarie che si è svolto sulla stampa periodica nel 1934 (“Literaturnaja učeba”, 1933, №1, D011 e al.). Al contempo, rimanda ai preparativi per l’anniversario di Puškin che “ci riporta alla necessità di studiare il problema del retaggio della letteratura classica” (D015; D010 e al.). 2) Lo stile colloquiale dell’articolo può avere sia la funzione didattica che quella difensiva, dimostrando la purezza delle intenzioni ideologiche dell’autore del paratesto (D011). 3) L’esclusione dell’elemento mistico corrisponde ai criteri della RAPP (D019). Scelta individuale: 3) Il focus sull’erotismo contrasta con l’esclusione della questione “sesso” dalla letteratura sovietica (D019).

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Novaja žizn' – Moskva – Academia – pp. 1-64

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Èfros Abram Markovič

Profilo autore del paratesto: Èfros Abram Markovič (1888, Mosca – 1954, Mosca) – critico dell'arte, critico letterario, traduttore, storico del teatro, membro dell'amministrazione dei musei più importanti di Mosca negli anni Venti. Già negli anni dell'università tradusse il Cantico dei Cantici dall'ebraico antico (1909), fu autore di diverse traduzioni da francese e italiano; compose saggi su Aleksandr Puškin, Michelangelo, Paul Valéry e altri artisti e letterati. Fu inoltre autore di una raccolta di sonetti erotici (Èrotičeskie sonety, 1922). Negli anni Trenta Èfros fu capo redattore della collana Francuzskaja literatura presso la casa editrice Academia. Secondo M. Rac, i paratesti di Èfros alle traduzioni delle opere francesi rappresentano spesso dei piccoli capolavori (Rac 1989: 13). Nel 1937 fu arrestato e mandato in esilio per tre anni nella città di Rostov Velikij. Nel 1950, nel corso delle repressioni antiebraiche contro i "cosmopoliti", fu mandato in esilio a Taškent, dove lavorò fino alla morte come professore all'Istituto statale dell'arte teatrale di Taškent.


Bibliografia: O. Lekmanov, Èfros A.M., in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, Moskva, Političeskaja ènciklopedija, 2017, t. 1, p. 569; P. Nerler, Mandel'štam i Èfros: о prevratnostjach netvorčeskich peresečenij, "Naše nasledie", 114 (2015), pp. 38 -52; R. Timenčik, Iz Imennogo ukazatelja k "Zapisnym knižkam" Achmatovoj: A. Èfros, "Literaturnyj fakt", 3/17 (2020), рр. 292-301; RGB. F. 589. Èfros Abram Markovič.

Data del paratesto: 1934

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Vita nuova

Data dell'opera originale: 1294/1295

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Alighieri Dante

Profilo autore del testo originale: Dante Alighieri (1265, Firenze – 1321, Ravenna) – poeta italiano considerato il padre della lingua italiana e il più grande fra le tre "corone" fiorentine (Dante, Petrarca, Boccaccio). Autore delle opere: Rime, Vita Nuova, Convivio, Fiore, Detto d'Amore, Commedia (in italiano volgare), De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe (in latino). Vedi https://www.danteonline.it/opere/index.php; https://dante.dartmouth.edu/

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Titolo traduzione russa del testo originale: Novaja žizn'

Collocazione traduzione: Moskva – Academia

Nome traduttore: Éfros Abram Markovič

Profilo traduttore: Èfros Abram Markovič (1888, Mosca – 1954, Mosca) – critico dell'arte, critico letterario, traduttore, storico del teatro, membro dell'amministrazione dei musei più importanti di Mosca negli anni Venti. Già negli anni dell'università tradusse il Cantico dei Cantici dall'ebraico antico (1909), fu autore di diverse traduzioni da francese e italiano; compose saggi su Aleksandr Puškin, Michelangelo, Paul Valéry e altri artisti e letterati. Fu inoltre autore di una raccolta di sonetti erotici (Èrotičeskie sonety, 1922). Negli anni Trenta Èfros fu capo redattore della collana Francuzskaja literatura presso la casa editrice Academia. Secondo M. Rac, i paratesti di Èfros alle traduzioni delle opere francesi "rappresentano spesso dei piccoli capolavori" (Rac 1989: 13). Nel 1937 fu arrestato e mandato in esilio per tre anni nella città di Rostov Velikij. Nel 1950, nel corso delle repressioni antiebraiche contro i "cosmopoliti", fu mandato in esilio a Taškent, dove lavorò fino alla morte come professore all'Istituto statale dell'arte teatrale di Taškent.

Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1934

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