Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Dante [P004]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Dante è un poeta del tramonto del feudalesimo. Viene sottolineato il carattere astratto della VN come espressione della cultura ascetica e aristocratica; la tesi di Boccaccio sulla realtà storica del prototipo di Beatrice è infondata; ogni tratto della realtà nel libro è camuffato; ogni tratto del quotidiano è offuscato da una nebbia del mistero. La caratteristica fa parte del metodo considerato nel 1934 come “sociologico volgare” (vul’garno-sociologičeskij): D005; D007; D009; D014

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Očerk razvitija zapadnych literatur – Moskva – Gosudarstvennoe učebno pedagogičeskoe izdatel'stvo – pp. 54-59

Tipologia di paratesto: Testo didattico (manuale)

Autore del paratesto: Friče Vladimir Maksimovič

Data del paratesto: 1934 [1928]

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Vita nuova

Data dell'opera originale: 1294/1295

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Alighieri Dante

Profilo autore del testo originale: Dante Alighieri (1265, Firenze – 1321, Ravenna) – poeta italiano considerato il padre della lingua italiana e il più grande fra le tre "corone" fiorentine (Dante, Petrarca, Boccaccio). Autore delle opere: Rime, Vita Nuova, Convivio, Fiore, Detto d'Amore, Commedia (in italiano volgare), De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe (in latino). Vedi https://www.danteonline.it/opere/index.php&; https://dante.dartmouth.edu/

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Titolo traduzione russa del testo originale: Novaja žizn'

Collocazione traduzione: Moskva – Academia

Nome traduttore: Èfros Abram Markovič

Profilo traduttore: Èfros Abram Markovič (1888, Mosca – 1954, Mosca) – critico dell'arte, critico letterario, traduttore, storico del teatro, membro dell'amministrazione dei musei più importanti di Mosca negli anni Venti. Già negli anni dell'università tradusse il Cantico dei Cantici dall'ebraico antico (1909), fu autore di diverse traduzioni da francese e italiano; compose saggi su Aleksandr Puškin, Michelangelo, Paul Valéry e altri artisti e letterati. Fu inoltre autore di una raccolta di sonetti erotici (Èrotičeskie sonety, 1922). Negli anni Trenta Èfros fu capo redattore della collana Francuzskaja literatura presso la casa editrice Academia. Secondo M. Rac, i paratesti di Èfros alle traduzioni delle opere francesi "rappresentano spesso dei piccoli capolavori" (Rac 1989: 13). Nel 1937 fu arrestato e mandato in esilio per tre anni nella città di Rostov Velikij. Nel 1950, nel corso delle repressioni antiebraiche contro i "cosmopoliti", fu mandato in esilio a Taškent, dove lavorò fino alla morte come professore all'Istituto statale dell'arte teatrale di Taškent.

Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1934

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