K perevodu Dantova Ada [P012]
Collocazione paratesto: "Literaturnyj sovremennik" [rivista], 3 – pp. 96-99
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Lozinskij Michail Leonidovič
Profilo autore del paratesto:
Lozinskij Michail Leonidovič (1886–1955) – poeta acmeista vicino anche alle cerchie simboliste di inizio Novecento, traduttore e docente di traduzione poetica, impiegato della Biblioteca nazionale di Leningrado, collaboratore della casa editrice Vsemirnaja Literatura, amico di molti letterati e critici importanti dell'epoca, tra cui Anna Achmatova, Kornej Čukovskij e Nikolaj Anciferov. Lozinskij tradusse molti classici europei da francese, spagnolo, inglese e italiano seguendo in parte il metodo formalista proposto da Gumilev nella traduzione poetica, ossia prestando particolare attenzione alla corrispondenza tra le strutture formali del testo di partenza e quello di arrivo. Il suo capolavoro più noto in questo ambito fu la traduzione della Commedia di Dante, opera che intraprese nel 1936 e portò a termine nel 1942, pubblicando nel frattempo su diverse riviste letterarie le traduzioni di singoli canti. Anche negli anni successivi, tuttavia, non smise mai di rivedere e di integrare il suo commento scientifico al poema dantesco, principalmente a causa delle richieste degli editori determinate da quelle della censura atea del paese. La traduzione, inizialmente commissionata dalla casa editrice Academia, fu pubblicata in tre volumi da GIHL (Goslitizdat) in seguito alla chiusura di Academia nel corso delle repressioni del 1937 e alla trasmissione dei suoi progetti incompiuti all'amministrazione di GIHL. L'Inferno uscì nel 1939 accompagnato dal commento di Ivan Grevs e dalla prefazione di Aleksej Dživelegov e fu successivamente ristampato nel 1940 con il commento di Aleksandr Beleckij; il Purgatorio uscì nel 1944 e il Paradiso nel 1945, anno della fine della Seconda guerra mondiale. Le ultime due cantiche furono puntualmente corredate dalle prefazioni di Dživelegov . Quindi, nel 1950, Goslitizdat pubblicò la traduzione integrale in un unico volume con la prefazione di Konstantin Deržavin. Nel 1952 Lozinskij fu invitato a rivedere il suo commento per una nuova pubblicazione programmata dalla casa editrice di Academia Nauk, mai avvenuta. Oggi la versione canonica viene considerata l'edizione postuma del 1967 pubblicata dalla casa editrice Nauka con la prefazione di Il'ja Nikolaevič Goleniščev-Kutuzov.
Bibliografia: K. Landa, Božestvennaja Komedija v zerkalach russkich perevodov, Sankt-Peterburg, RHGA, 2020, pp. 321-427; K. Landa, Kanonizirovannyj i neprinjatyj Dante. K istorii recepcii i cenzury Božestvennoj Komedii v SSSR, "Studi Slavistici", 18 (2021), pp. 147-173; K. Landa, Le traduzioni russe della Commedia: Il Novecento e Michail Lozinskij, in Dante oltre i confini: La ricezione dell’opera dantesca nelle letteratura altre, a cura di S. Monti, Alessandria, Edizioni Dell’Orso, 2018, pp. 123-138, e la bibliografia
Data del paratesto: 1938
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Tre canti dell'Inferno dantesco: canto I, canto III, canto V
Data dell'opera originale: 1321
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Alighieri Dante
Profilo autore del testo originale: Dante Alighieri (1265, Firenze – 1321, Ravenna) – poeta italiano considerato il padre della lingua italiana e il più grande fra le tre "corone" fiorentine (Dante, Petrarca, Boccaccio). Autore delle opere Rime, Vita Nuova, Convivio, Fiore, Detto d'Amore, Commedia (in italiano volgare), De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe (in latino).
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Collocazione traduzione: "Literaturnyj sovremennik" [rivista], 3
Nome traduttore: Lozinskij Michail Leonidovič
Profilo traduttore:
Lozinskij Michail Leonidovič (1886–1955) – poeta acmeista vicino anche alle cerchie simboliste di inizio Novecento, traduttore e docente di traduzione poetica, impiegato della Biblioteca nazionale di Leningrado, collaboratore della casa editrice Vsemirnaja Literatura, amico di molti letterati e critici importanti dell'epoca, tra cui Anna Achmatova, Kornej Čukovskij e Nikolaj Anciferov. Lozinskij tradusse molti classici europei da francese, spagnolo, inglese e italiano seguendo in parte il metodo formalista proposto da Gumilev nella traduzione poetica, ossia prestando particolare attenzione alla corrispondenza tra le strutture formali del testo di partenza e quello di arrivo. Il suo capolavoro più noto in questo ambito fu la traduzione della Commedia di Dante, opera che intraprese nel 1936 e portò a termine nel 1942, pubblicando nel frattempo su diverse riviste letterarie le traduzioni di singoli canti. Anche negli anni successivi, tuttavia, non smise mai di rivedere e di integrare il suo commento scientifico al poema dantesco, principalmente a causa delle richieste degli editori determinate da quelle della censura atea del paese. La traduzione, inizialmente commissionata dalla casa editrice Academia, fu pubblicata in tre volumi da GIHL (Goslitizdat) in seguito alla chiusura di Academia nel corso delle repressioni del 1937 e alla trasmissione dei suoi progetti incompiuti all'amministrazione di GIHL. L'Inferno uscì nel 1939 accompagnato dal commento di Ivan Grevs e dalla prefazione di Aleksej Dživelegov e fu successivamente ristampato nel 1940 con il commento di Aleksandr Beleckij; il Purgatorio uscì nel 1944 e il Paradiso nel 1945, anno della fine della Seconda guerra mondiale. Le ultime due cantiche furono puntualmente corredate dalle prefazioni di Dživelegov. Quindi, nel 1950, Goslitizdat pubblicò la traduzione integrale in un unico volume con la prefazione di Konstantin Deržavin. Nel 1952 Lozinskij fu invitato a rivedere il suo commento per una nuova pubblicazione programmata dalla casa editrice di Academia Nauk, mai avvenuta. Oggi la versione canonica viene considerata l'edizione postuma del 1967 pubblicata dalla casa editrice Nauka con la prefazione di Il'ja Nikolaevič Goleniščev-Kutuzov.
Kristina Landa
Data dell'edizione della traduzione russa: 1938
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Rapporto con le direttive: Lozinskij apre il saggio con le famose parole di Puškin sull’Inferno dantesco (“anche solo il piano dell’Inferno dantesco è già frutto di un alto ingegno!”) richiamando l’autorità del poeta russo appena celebrato in occasione dell’anniversario del 1937 a sostegno della propria tesi sulla grandezza dell’opera dantesca (D023; D026). L’anniversario di Puškin, infatti, “ci riporta alla necessità di studiare il problema del retaggio della letteratura classica” (D010; D015; D025 e al.). Lozinskij, così come Friče, definisce Dante come un poeta medievale e cattolico. Tuttavia, contrariamente a Friče, mette in rilievo le forti passioni del poeta “implacabile e indomabile” che traspaiono dalle pagine della Commedia, nonché l’espressività realista delle terzine dantesche e la partecipazione attiva dell’Alighieri alla lotta politica della Firenze del suo tempo; infine, Lozinskij afferma che Dante non scrisse il poema con uno scopo didattico e religioso bensì politico; l’autore della Commedia sarebbe un giudice spietato della propria epoca che castiga i suoi nemici. Lozinskij sottolinea la vitalità, la passionalità e il “potente individualismo di Dante”. Inoltre, nota che in esilio Dante non si considerava più membro di nessun partito politico ma lottava in solitudine per il suo ideale, ossia per l’unificazione della sua patria dilaniata dalle guerre locali sotto il potere riconciliante dell’imperatore. Nello stesso numero della rivista: Smascheramento del blocco trozkista di destra con feroci insulti nei confronti dei “nemici politici” che avrebbero voluto staccare diverse repubbliche dalla gloriosa Unione Sovietica, potente grazie alla sua unità politica e guidata dal genio di Stalin. Viene menzionato anche il “nobile sangue” di Maksim Gor’kij, scrittore che ha sempre lottato per la politica di Stalin ed è stato ucciso dai nemici trozkisti e fascisti. Contributo individuale: Lozinskij descrive, senza enfasi particolare sulle questioni politiche, la struttura narrativa e poetica della Commedia.
Kristina Landa