Memuary Karlo Gol’doni. Soderžanie – istorija ego žizni i ego teatra, t. I. Perevod, vvedenie i primečanija S.S. Mokul’skogo. “Academia”, 1930 g. [P017]
Collocazione paratesto: "Zvezda" [rivista], 4 – pp. 237-239
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Sollertinskij Ivan Ivanovič
Profilo autore del paratesto:
Sollertinskij Ivan Ivanovič (1902–1944). Tra il 1921 e il 1924 studiò letteratura spagnola e filologia romanzo-germanica presso l'Università di Pietrogrado, nel 1923 si laureò presso l'Istituto della storia delle arti con la specializzazione in Storia del teatro. Fu uno dei critici letterari più importanti degli anni Venti e Trenta, nonché maestro di Dmitrij Šostakovič.
Bibliografia: D.D. Šostakovič, Pis'ma I.I. Sollertinskomu, Sankt-Peterburg, 2006; B. Ja. Kantorovič, Sollertinsikj: Očerk žizni i tvorčestva, Vitebsk, 1997; CGALI SPb. F. R-259. Op. 2. D. 664; CGA SPb. F. Р-7240. Op. 5. D. 3992.
Data del paratesto: 1930
Direttive paratesto:
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Mémoires, pour servir a l' histoire de sa vie, et a celle de son théatre
Data dell'opera originale: 1787
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Goldoni Carlo
Profilo autore del testo originale: Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793). Drammaturgo illuminista veneziano, riformatore della commedia dell'arte, noto soprattutto per aver rinunciato alle maschere e per aver sviluppato la commedia di carattere. Debuttò sul palcoscenico veneziano nel 1734, col dramma popolare Belisario. Le sue commedie più famose sono Il servitore di due padroni, Il cavaliere e la dama, La famiglia dell'antiquario, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La moglie saggia, Le donne gelose, Le donne curiose, La serva amorosa, La locandiera, Le baruffe chiozzotte. Tra il 1745 e il 1748 esercita il mestiere di avvocato a Pisa; nel 1748 torna a Venezia. Dal 1749 inizia la lotta di Goldoni contro l'abate gesuita Pietro Chiari, e quindi contro il conte Carlo Gozzi, fervente sostenitore della commedia dell'arte. Gozzi accusa Goldoni pubblicamente di essere uno scrittore incapace e immorale e lo deride anche nelle sue fiabe. Estenuato da questo conflitto, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove insegna lingua italiana alla figlia di Luigi XV; il pubblico francese, abituato all'improvvisazione e alle maschere del teatro italiano, non accoglie il riformatore con benevolenza. Goldoni muore nel pieno della Rivoluzione nella miseria, privato persino della sua piccola pensione. Il teatro di Goldoni è caratterizzato da un realismo maggiore rispetto alla tradizione precedente; le commedie sono destinate a un pubblico vasto, non raffinato, spesso incolto. Il linguaggio dei personaggi, che passa dall'italiano al veneziano, sfugge ai modelli letterari in uso, rivelandosi più vicino a quello dei comuni cittadini della Serenissima; le situazioni delle commedie sono sempre determinate da concreti contesti sociali (generalmente tipici della vita quotidiana dei borghesi del Nord). Goldoni rinuncia alle trame magiche e ai motivi fiabeschi a favore dei riferimenti alla realtà del momento presente, con tutti i dettagli degli ambienti semplici (locanda, case dei pescatori, piazza), spesso considerati nei salotti dell'epoca come quelli di "basso" livello. Le sue opere contengono sempre una morale (esplicitata anche nelle introduzioni dell'autore) e non vengono mai destinate a un puro svago; Goldoni colpisce diversi vizi, tra cui l'ipocrisia, e, pur accettando le gerarchie sociali, elogia la fedeltà ai valori della tradizione borghese che, secondo l'autore, ciascuno può seguire nel proprio piccolo, ossia la ragionevolezza, l'onestà e la laboriosità.
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Titolo traduzione russa del testo originale: Memuary Karlo Goldoni, soderžaščie istoriju ego žizni i ego teatra
Collocazione traduzione: Leningrad – Academia
Nome traduttore: Mokul'skij Stefan Stefanovič
Profilo traduttore:
Stefan Mokul'skij (1896–1960). Traduttore, storico del teatro e critico teatrale, docente della storia del teatro, capo della sezione della teoria e storia del teatro presso l'Istituto della storia delle belle arti dell'Accademia delle scienze dell'URSS. Nel 1918 si laurea alla facoltà di storia e filologia all'Università di Kiev, a partire dal 1923 vive e lavora a Leningrado, negli anni '40 si trasferisce a Mosca. Appartiene alla scuola teatrale "leningradese" di Gvozdev. Negli anni Trenta segue le tendenze della critica sociologica di Friče, mentre prima gli vengono rivolte le accuse del formalismo. Tra gli anni 1943–1948 è direttore del teatro GITIS a Mosca; nello stesso periodo vi insegnano studiosi rinomati come Dživelegov, Radcig, Gukovskij e altri. Viene licenziato durante la lotta contro i "cosmopoliti" con l'accusa dell''antipartitismo'. Noto soprattutto per le sue ricerche nell'ambito del teatro italiano e francese del Rinascimento e dell'Illuminismo; nell'ambito della letteratura italiana, in particolare per la curatela e la traduzione delle Memorie di Goldoni, nonché per una serie di studi dedicati a Gozzi e Goldoni.
Bibliografia: Ju.B. Bol'šakova, Žizneopisanie S.S. Mokul'skogo, sostavlennoe im samim (1921-1949) (po neopublikovannym archivnym materialam), in "Teatr. Živopis'. Kino. Muzyka", 2013, № 4, p. 9-16; RGALI F. 2342. Op.1. S.S.Mokul'skij, CGALI SPb. F. R-407. Op.1. D.207-212; CGALI SPb. F. R-371. Op. 2. D. 143. Mokul'skij Stefan Stefanovič.
Curatore dell'edizione della traduzione: Mokulskij Stefan Stefanovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1930
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Il critico si sofferma, già dall’inizio, sulla storia dei rapporti tra Gozzi e Goldoni definendola come “una pagina affascinante della storia del teatro e allo stesso tempo una storia di un’inconciliabile inimicizia”. Interessante è il confronto da lui tracciato tra gli “intellettuali estetizzanti” del 1910-1914 che “crearono in noi una sorta di culto di Gozzi” (l’epoca della rivista “Le tre melarance” del dottor Dapertutto, ossia il regista Vsevolod Mejerchol’d), e il teatro socialista che si espresse decisamente a favore di Goldoni le cui commedie presero uno spazio importante nella parte classica del repertorio sovietico. Questo confronto di Sollertinskij che associa il teatro di Gozzi all’attività prerivoluzionaria di Mejerchol’d verrà poi sviluppato da un critico nel periodo del Grande terrore che contribuirà alle repressioni di Mejerchol’d: “Prima della rivoluzione d’Ottobre, si leggerà infatti sul numero “Literaturnaja gazeta” del 20 dicembre 1937, Mejerchol’d lottò contro il teatro realistico contrapponendogli un teatro che si allontanava dalla vita vera, il “teatro delle maschere” e non delle immagini vive; era un teatro convenzionale, estetizzante, mistico e formalista. Dopo la rivoluzione Mejerchol’d perseguì la stessa via sbagliata. La storia del teatro di Mejerchol’d dovrebbe servire da insegnamento a chi crede ancora che le opere d’arte si possano creare per il popolo perseverando nel distacco dalla vita senza prestare attenzione alla voce del nostro popolo immortale” (D062).
Kristina Landa