Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Zolja i Narodnyj front vo Francii (di E. Gal'perina) [26-09-1937] - [D054]
Data direttiva: 26-09-1937
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 4
Numero giornale/rivista con la direttiva : 52 (688)
Tipologia della direttiva: Saggio
Descrizione sintetica della direttiva:
Il nome di Zola negli ultimi anni è sempre più presente nei discorsi e negli interventi degli scrittori progressisti francesi. Il lettore sovietico può stupirsi del fatto che il nome di Zola venga tirato in ballo più spesso rispetto ai grandi realisti francesi dell’Ottocento, persino più spesso di Balzac. Eppure la causa è la seguente: in Zola viene ricercato il modello di un grande coraggio e onestà civile, nonché quello di un autore di grandi romanzi con tematiche sociali. Quarant’anni dopo l’affare Dreyfus, gli scrittori francesi lottano per la giustizia come un giorno fece Zola. Dopo un decennio di dominio di un’imitazione sterile formalista e psicologistica nel campo della letteratura francese, gli scrittori del fronte popolare stanno iniziando a riportare la letteratura sulle vie del grande romanzo realista sociale prendendo a modello Zola, con il suo pathos ottimista e la sua fiducia nel progresso della ragione, scienza e giustizia che sembrano vivifiche dopo il dominio dell’arte devastante di decadenza in Francia. Il suo democratismo dei temi, i concetti, le strutture, il linguaggio e la vitalità dei suoi libri appaiono una boccata d’aria fresca dopo i decenni del culto della “misura”, che appare invece ricercato, raffinato e distaccato dalla vita reale. I punti deboli di Zola non si possono ignorare: per esempio, lo scrittore si appassiona al culto del capitale associato da lui al progresso. Engels, infatti, lo considera uno scrittore meno profondo di Balzac. Pertanto, se abbiamo bisogno di esempi di una profonda analisi della vita sociale, torniamo sempre alle cime del realismo borghese dell’Ottocento, vale a dire a Balzac e Stendhal. Eppure Zola, arrivato qualche decennio più tardi, ha il vantaggio di appartenere all’epoca dell’alba del movimento rivoluzionario operaio. Pertanto, è riuscito a introdurre nel romanzo sociale i nuovi temi del capitalismo e del proletariato contemporaneo, i quali lo rendono molto attuale. I nostri critici sono abituati a descriverlo come l’ultimo realista dell’Ottocento, che trasforma la grande tradizione realista di Balzac riducendola al naturalismo. Questo ovviamente è vero, ma non possiamo ridurre il significato di Zola, artista e combattente, alle volgarità della teoria del romanzo naturalista. Molti dei nostri critici non hanno capito ciò che invece hanno capito bene gli scrittori progressisti francesi, i quali hanno visto in Zola l’anticipazione di una nuova letteratura e di una nuova epoca.