Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

N/A [16-02-1936] - [D128]

Descrizione sintetica della direttiva:

La discussione sulla poesia e la letteratura al Plenum degli scrittori sovietici volge alla fine. Queste le conclusioni:
Sbagliano i nostri critici a lodare la poesia di Chlebnikov (es. le lodi di Aseev nei suoi confronti), incomprensibile, o quella di Pasternak (il compagno Mirskij lo loda troppo). Non è questa la poesia di cui ha bisogno l’arte sovietica:
Questi discorsi non hanno contribuito a chiarire lo slogan creativo di base della nostra poesia e della letteratura nel suo complesso, uno slogan che deriva dall’intero corso dello sviluppo della nostra cultura e che ha guidato il lavoro di Majakovskij. La richiesta di semplicità e spirito di popolo (narodnost’) della poesia è la richiesta fondamentale che facciamo ai nostri poeti. Quella semplicità complessa che contraddistingue le migliori poesie di Majakovskij. Quella “nazionalità” che nasce dal legame organico del poeta con la realtà, dalla sua conoscenza dei pensieri e dei sentimenti del popolo, dal costante arricchimento del poeta con i tesori della lingua popolare e del folklore.
La richiesta di semplicità e “narodnost'” è diretta con tutta la sua forza contro il formalismo e la bruttezza nell’arte: nella musica come nella poesia, nella pittura come nella letteratura.
Com’è già stato sottolineato, molti poeti considerano una virtù la propria “incomprensibilità” e sono inclini a giustificare con l’ignoranza dei lettori e con la loro indifferenza la non comprensione delle loro opere; ritengono che il lettore non voglia seguirli nel confuso labirinto di associazioni casuali e ingiustificate scritte in “stile alto” secondo il famigerato metodo Joyce. È tempo che la comunità poetica lo dica a piena voce a molti poeti, cosa che purtroppo i relatori del Plenum non hanno fatto. Non abbiamo forse avuto critici e poeti che non molto tempo fa hanno ammirato i frutti del formalismo e del crudo naturalismo della poesia Il trionfo dell’agricoltura del poeta leningradese Zabolockij? Alla luce delle ultime istruzioni del Partito, non dovremmo forse richiamare l’attenzione di Dm. Petrovskij sul fatto che le sue poesie stanno diventando sempre più un modello di gioco di parole estetico, un trucco formalista?

Un vero poeta della nostra epoca trae i suoi temi, le sue idee e le sue immagini dalla vita del popolo e crea ogni riga della sua opera orientandola sui milioni di meravigliosi lettori del nostro paese, combattenti e costruttori della cultura socialista. In questo modo si esprime concretamente il metodo e lo stile del realismo socialista, fondamentalmente ostile a tali tecniche poetiche, quando per il poeta il suono del verso è più prezioso del suo significato.
La richiesta di semplicità e narodnost’ nella poesia significa una lotta con l’eloquenza, con la difficoltà deliberata del discorso poetico, attraverso la quale il lettore deve guardare il significato dell’opera. I nostri critici avrebbero dovuto parlarne al Plenum, invece di cantare elogi inutilmente ad alcuni autori, tra cui il compagno Pasternak.

Data direttiva: 16-02-1936

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 1

Numero giornale/rivista con la direttiva : 11(574)

Tipologia della direttiva: Direttiva