Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Pervye dekadniki “Litkritika” [1934] - [D147]
Data direttiva: 1934
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: “Literaturnyj kritik”, pp. 206-209
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 2
Tipologia della direttiva: Cronaca
Descrizione sintetica della direttiva:
Il testo riporta un resoconto dettagliato del primo “dekadnik” (ciclo di seminari di dieci giorni) del “Literaturnyj kritik”, dedicato allo studio dell’ideologia e della critica letteraria del fascismo. Fulcro dell’incontro è stato l’intervento di Šiller sulla concezione storico-letteraria del fascismo, seguito da numerosi interventi di influenti critici e collaboratori della rivista.
Georg Lukács
Lukács sottolinea l’importanza di non isolare il fascismo dal contesto storico dello sviluppo ideologico della borghesia imperialista. Denuncia due errori comuni: considerare i fascisti solo come banditi e avventurieri, indipendenti dalla borghesia; e, d’altra parte, ritenere ogni ideologia borghese prossima al fascismo come già fascista. Lukács insiste inoltre sulla necessità di analizzare il fascismo come fase ultima dell’evoluzione ideologica della borghesia tedesca, mettendo in guardia contro le forme mascherate di demagogia, che si presentano sotto le spoglie del “realismo” per attaccare il materialismo marxista.
Andor Gábor
Gábor compie un atto di “autocritica”, ammettendo che la critica marxista ha iniziato troppo tardi lo studio dell’ideologia fascista, nonostante la sua importanza strategica nella lotta di classe internazionale. Invita pertanto a colmare questo ritardo, a centralizzare la documentazione sulla letteratura fascista in un’unica biblioteca e a rafforzare gli strumenti teorici per comprendere e combattere l’ideologia fascista.
[Tamara?] Motyleva
Motyleva evidenzia la natura opportunistica della politica culturale fascista, capace di adattarsi alle circostanze: dal futurismo italiano iniziale all’“arte del popolo” tedesca, impiegata per giustificare la mediocrità artistica sotto il Terzo Reich. Sottolinea inoltre la nuova strategia nazista di legittimazione culturale attraverso l’organizzazione “Kraft durch Freude” (Forza attraverso la gioia), con cui il fascismo cerca di recuperare prestigio culturale dopo i roghi dei libri.
L. Filatova
Filatova analizza la situazione in Inghilterra, dove la riflessione sul fascismo è ancora agli inizi ma in espansione dopo l’ascesa di Hitler. Cita il settimanale fascista “The Blackshirt” e il ruolo crescente di figure come il politico Oswald Mosley e lo scrittore H. G. Wells, promotore di un’ideologia di ‘fascismo liberale’. Sottolinea la confusione ideologica della piccola borghesia intellettuale, sospesa tra fascismo e comunismo, e la necessità di sottrarre questa fascia sociale all’influenza fascista, orientandola verso la causa rivoluzionaria.
Anna Zaprovskaja
Zaprovskaja pone in evidenza la decadenza della cultura borghese sotto il fascismo, denunciando la rozzezza e il razzismo dell”ideologia letteraria’ di figure come Adolf Bartels, teorico del ‘criterio razziale’ in letteratura. Critica la retorica della spontaneità naturale, dell”eroismo primitivo’ e dell’estetica nietzschiana (es. Così parlò Zarathustra), usata come giustificazione ideologica della violenza e della repressione. Cita inoltre la letteratura di propaganda fascista, intrisa di sadismo, kitsch e nazionalismo (Ewers, Jost), nonché la trasformazione di vecchi canti operai in inni fascisti.
Il primo “dekadnik” si chiude con un appello deciso: non basta denunciare genericamente la “decadenza” della cultura fascista, ma è necessario analizzarne i meccanismi, i generi, i processi di produzione e diffusione, contrapponendovi una letteratura rivoluzionaria, realista e vitale.
Il secondo “dekadnik” è stato invece dedicato alla lettura e discussione del racconto politico Valerik del giovane scrittore Vitkovič, ambientato in Daghestan. Il resoconto è stato pubblicato sulla “Literaturnaja gazeta”.
Ilaria Aletto