Titolo della rivista, Numero della rivista, Anno - [ID]:

“Literatura mirovoj revoljucii”, 7-8, 1932 - [S033]

Le idee e le opere caratteristiche degli ALTRI vengono contrapposte a quelle che gli autori sovietici considerano parte di NOI. Prendendo ad esempio l’aggettivo “proletario“, che nel Tolkovyj slovar’ russkogo jazyka [Dizionario della lingua russa] di D.N. Ušakov è riferito al sostantivo “proletario“, nell’accezione di “lišёnnyj sredstv proizvodstva naёmnyj rabočij v kapitalističeskom obščestve” [lavoratore salariato privo di mezzi di produzione nella società capitalistica], si nota uno slittamento semantico, da una semplice (neutrale) designazione di appartenenza a un determinato gruppo sociale (i proletari) verso una valutazione positiva di qualsiasi termine a cui l’aggettivo proletario venga associato. In altre parole, il semplice fatto di questa combinazione permette di includere il referente del sostantivo nella categoria dei “buoni”, alla quale apparteniamo anche NOI. Di conseguenza, tutto ciò che verrà definito come “proletario” verrà valutato positivamente. Risulta pertanto evidente che queste espressioni, possedendo una marcata connotazione ideologica, sono ampiamente utilizzate nella critica letteraria e nella politica culturale sovietica, soprattutto negli anni ’20 e ’30 del Novecento. In particolare, il concetto di “scrittore proletario” viene contrapposto a quello di “scrittore borghese” e il fenomeno della “letteratura proletaria” viene rappresentato come uno strumento necessario sia per descrivere la vita della classe operaia sia per promuoverne gli interessi in opposizione a quelli del ceto borghese (“sfruttatore”). In tal modo, “proletario” acquisisce una connotazione positiva e diventa un marcatore che inserisce il nome in un determinato campo semantico (quello di NOI). In generale, i testi ideologicamente connotati fanno ampio ricorso a immagini forti che contribuiscono a esprimere le nuove idee rivoluzionarie. In altri termini, si osserva un duplice modo di esprimere i pensieri: “my opredeljaem ponjatie ili oblekaem mysl’ slovami v prjamom ich smysle, ili že inoskazatel’no, obinjakami, namëkami, sravnenijami” (Vinokur, O revoljucionnoj frazeologii, 1923: 107) [definiamo un concetto o rivestiamo un pensiero di parole nel loro significato diretto, oppure in modo figurato, perifrastico, attraverso allusioni, similitudini” [Sulla fraseologia rivoluzionaria].

Intenzione comunicativa: Creazione dell'immagine di "UNO di NOI"

Scopo dell'enunciato: Suscitare accettazione e visione positiva

Mezzo / strumento linguistico concreto: Innovazione linguistica (nuovo significato lessicale)

Titolo della rivista: "Literatura mirovoj revoljucii"

Numero della rivista: 7-8

Contesti e esempi: Прежде всего Ассоциация стремится развернуть рабкоровское движение, движение подлинных пролетарских писателей, рабочих, рассказывающих о своей жизни и борьбе.

A cura di Svetlana Slavkova