Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Formalizm i socialističeskij realizm (di G. Lebedev) [1933] - [D151]
Data direttiva: 1933
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 15-25
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 2
Tipologia della direttiva: Critica
Descrizione sintetica della direttiva:
G. Lebedev critica l’articolo di N. Jurgin, Dve literatury (Slovo k tvorčeskoj diskussii), pubblicato nello stesso numero della rivista nella sezione Tribuna (pp. 159-168), accusandolo di idealismo. Secondo Lebedev, nell’intervento di Jurgin non vi è quasi alcuna tesi corretta: la libertà relativa dell’artista nei confronti del materiale viene confusa con la libertà assoluta e, dunque, con l’idea di un diritto illimitato all”arbitrio creativo’. Inoltre, Jurgin evita di interrogarsi sul motivo per cui la direzione della letteratura sovietica venga definita realismo socialista.
Lebedev osserva che tra gli scrittori è diffusa una concezione volgare e semplificata del realismo socialista, che finisce per allontanarli da questo principio. Molti credono erroneamente che il realismo socialista implichi la semplice riproduzione della realtà ‘così com’è’, riflettendo cioè un’esigenza di fotografismo o di naturalismo priva di elaborazione artistica.
In realtà, il realismo socialista richiede dallo scrittore la verità della vita: non congetture né fantasie gratuite, ma il riflesso autentico della realtà. Si colloca così al di fuori dei due estremi che caratterizzano la letteratura borghese e piccolo-borghese occidentale: da un lato il soggettivismo, che tenta di liberarsi dalle leggi della realtà; dall’altro il naturalismo, che aspira a descrivere ogni dettaglio senza selezione né generalizzazione. Entrambi questi atteggiamenti derivano, secondo Lebedev, dall’incapacità di cogliere la realtà contemporanea nella sua complessità e totalità, sintomo del distacco dell’artista occidentale dal mondo reale.
L’Autore conclude affermando che il formalismo si arresta esattamente dove comincia la scienza della forma letteraria: separare forma e contenuto conduce a derive idealistiche, mentre il realismo socialista ne riconosce la necessaria unità dialettica nel processo di rispecchiamento della realtà.
Lo ‘scontro’ tra Lebedev e Jurgin sulle pagine della rivista mostra che, pur in un contesto già sottoposto a stretto controllo ideologico, la redazione, in questa fase, cercava evidentemente di mantenere uno spazio di confronto tra posizioni diverse, purché espresse entro i confini del discorso ideologicamente accettabile.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova