Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Ešče raz o mirovozzrenii v chudožestvennom tvorčestve (di M. Rozental') [1934] - [D164]
Data direttiva: 1934
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 8-34
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 5
Tipologia della direttiva: Saggio teorico-polemico
Descrizione sintetica della direttiva:
Il saggio di Mark Rozental’ costituisce una risposta critica alla posizione di Isaak Nusinov – autore del saggio Socialističeskij realizm i problema mirovozzrenija i metoda, pubblicato sul secondo numero della rivista nello stesso anno – sul rapporto tra mirovozzrenie (visione del mondo) e metodo artistico. Rozental’ contesta l’impostazione di quei teorici che, identificando rigidamente i due piani, negano la possibilità di contraddizione tra le convinzioni ideologiche dell’autore e il contenuto oggettivo dell’opera. Tale approccio — sostiene Rozental’ — conduce al paradosso di riconoscere una valenza positiva al mirovozzrenie borghese o nobiliare anche quando esso è reazionario, giungendo così a una indebita rivalutazione della forza ideologica delle classi sfruttatrici.
In opposizione a questa lettura meccanicistica, Rozental’ ribadisce che una legge generale dello sviluppo letterario risiede nel nesso tra attività artistica, mirovozzrenie e posizione di classe dell’autore; tuttavia insiste anche sulla possibile contraddittorietà interna del realismo borghese, in cui la verità artistica può talvolta superare o addirittura contraddire le idee dichiarate dall’autore stesso. Riprendendo osservazioni di Belinskij, Dobroljubov, Plechanov e la nozione leniniana di “materialismo spontaneo”, Rozental’ mostra come nei classici del realismo tali discrepanze siano frequenti e rivelino la profondità conoscitiva del metodo realistico.
Per contrasto, il critico rivendica il carattere qualitativamente diverso del mirovozzrenie proletario e del metodo del realismo socialista: fondati sulla comprensione marxista-leninista della realtà, questi non presentano le lacerazioni tipiche del realismo borghese e non entrano in conflitto con le tendenze oggettive dello sviluppo storico.
Ilaria Aletto