Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

Stat'i "Pravdy" ob iskusstve i ich značenie [1936] - [D170]

Descrizione sintetica della direttiva:

L’editoriale esamina una serie di articoli apparsi sulla “Pravda” e diretti contro formalismo e naturalismo, attribuendo loro un ruolo decisivo. L’arte sovietica, e in particolare la letteratura, si è sviluppata in polemica con i principi estetici dell’arte borghese in decomposizione nell’epoca dell’imperialismo; in questo quadro, lo scontro più aspro è stato proprio quello con il formalismo, considerato la forma più diffusa dell’arte borghese contemporanea.
Il formalismo viene quindi descritto come un fenomeno estraneo e inutile per le masse: si colloca al di fuori del loro controllo, offrendo rifugio alla mediocrità e alla ciarlataneria. La messa in primo piano dell’elemento formale, la riduzione della letteratura a un insieme di procedimenti, la proliferazione di gruppi e scuole in lotta tra loro sono interpretate come un effetto dell’impossibilità, nella società borghese, di creare una vera arte realista. Gli stessi formalisti più coerenti non vogliono essere compresi dalle masse; nel loro ambiente dominano pregiudizi, altezzosità di casta e compiacimento parassitario. Il formalismo è incompatibile con l'”orgoglio del vero sapere” (p. 7) e può prosperare solo grazie alla frammentazione, all’oppressione e all’esclusione culturale delle masse nella società borghese.
Il processo di liberazione degli scrittori e degli artisti da queste tendenze è stato complesso e diversificato, e il Partito vi ha svolto un ruolo decisivo: una serie di discussioni condotte sotto la sua guida ha finito per “scacciare” (p. 9) il formalismo dalle sue roccaforti teoriche. Il naturalismo, al pari del formalismo, è definito un erede degenerato del grande realismo, un sintomo del disfacimento dell’arte borghese. Allo stesso tempo, l’esistenza del formalismo offre al naturalismo un alibi per presentarsi come estremo difensore del realismo, mentre il naturalismo, con il suo grigiore, alimenta ancora il formalismo, che contrappone alla sua povertà la propria raffinata “maestria” (p. 10) tecnica.
Poiché formalismo e naturalismo si manifestano in molteplici forme nella letteratura sovietica, il compito dell’intero fronte letterario e della critica è quello di mettere a nudo, su basi di principio, le carenze concrete e le “malattie” (ibid.) della letteratura.
Gli interventi della “Pravda” devono segnare l’inizio di una genuina autocritica, e i suoi articoli sono indicati come un modello di critica di principio delle tendenze antirealistiche. L’editoriale conclude che tutta la critica sovietica deve trarre da queste prese di posizione una lezione essenziale.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Data direttiva: 1936

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 3-11

Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 3

Tipologia della direttiva: Editoriale