Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

K itogam diskussii [1936] - [D174]

Descrizione sintetica della direttiva:

L’editoriale, pubblicato in apertura del quinto numero del 1936, torna sulla discussione avviata dagli articoli della “Pravda” in materia letteraria, proponendone una sintesi organica. Pur riconoscendo che tali interventi siano talvolta caratterizzati da un andamento confuso e dispersivo, l’editoriale ne sottolinea l’effetto complessivamente positivo: hanno incrinato l'”autocompiacimento” (p. 5) diffuso nell’ambiente letterario e costretto scrittori e critici a confrontarsi con i problemi reali della letteratura sovietica.
Il criterio decisivo per valutare un’opera d’arte, afferma l’editoriale, è il grado in cui essa riesce a riflettere, in modo profondo e convincente, l’umanesimo proletario, essenza della cultura socialista che è, per sua natura, “incommensurabilmente più ricca” (p. 6) di qualsiasi cultura nata su base proprietaria. Per questo motivo, la letteratura deve mostrare la grandezza morale dell’uomo nuovo.
Una parte centrale dell’editoriale è dedicata alla critica delle affermazioni di Jurij Oleša su James Joyce. La sua ammirazione per la ‘forma’ joyciana è presentata come esempio emblematico di metodo letterario sbagliato. Secondo l’editoriale, la prosa di Joyce riflette con coerenza l’individualismo decadente dell’uomo borghese, fino al solipsismo, sostituendo al personaggio sociale un “complesso” (p. 7) di associazioni casuali e di fenomeni psichici frammentari. Da qui la formula paradossale e molto citata: “La fama di Joyce è la vergogna della moderna cultura borghese” (ibid.). Tale approccio è dichiarato radicalmente incompatibile con la letteratura sovietica, fondata sul realismo inteso come forma di pensiero, non come tecnica. In contrapposizione, l’editoriale ribadisce che il realismo non è un procedimento, ma un modo di pensare. Solo un pensiero artistico realistico può cogliere le contraddizioni essenziali della realtà e contribuire alla costruzione dell’umanesimo socialista.
L’articolo riflette inoltre sul ruolo della critica dopo il decreto del 23 aprile 1932 (Postanovlenie o perestrojke literaturno-chudožestvennych organizacij), che aveva abolito le vecchie associazioni letterarie e istituito l’Unione degli scrittori. Nonostante i progressi compiuti, la critica sovietica soffre ancora di lentezza, mancanza di iniziativa, residui di formalismo, accademismo e falsa erudizione.
L’editoriale insiste sulla necessità di proseguire la discussione — ora sulle pagine dei periodici — e di innalzare il livello qualitativo sia della critica sia della produzione artistica, combattendo fenomeni di negligenza creativa e di superficialità.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Data direttiva: 1936

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 5-12

Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 5

Tipologia della direttiva: Editoriale