Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
V poriadke oznakomlenija (di S. Najdenov) [1940] - [D189]
Data direttiva: 1940
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 157-159
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 1
Tipologia della direttiva: Critica di altri periodici letterari
Descrizione sintetica della direttiva:
Il contributo V porjadke oznakomlenija (A titolo informativo), firmato da S. Najdenov, apre alcuni interventi polemici che, in questo numero del “Literaturnyj kritik”, prendono di mira altri periodici letterari e le loro pratiche redazionali (si veda, ad esempio, Dnevnik kritika, pp. 160-168).
Il testo prende avvio dalla polemica riguardo alla rivista “Internacional’naja literatura”, accusata dalla “Pravda” di aver falsificato citazioni di Marx sulla rivoluzione borghese, episodio definito come manifestazione di “sconsideratezza politica” (p. 157). Secondo Najdenov, anziché trarre insegnamento da questo richiamo, la redazione della rivista avrebbe assunto un atteggiamento moralistico e incoerente nei confronti di altri critici e periodici.
L’autore analizza quindi il modo contraddittorio in cui “Internacional’naja literatura” valuta la letteratura inglese contemporanea. Nei numeri 7-8, la redazione attacca con toni semplificatori Rudyard Kipling, definendolo un “bulldog dell’imperialismo britannico” (pp. 291-292, cit. a p. 158), mentre nello stesso fascicolo pubblica senza un’adeguata presa di distanza un passo della biografia di Jack London scritta da Irving Stone, in cui Kipling è presentato come modello letterario e viene accostato a Maksim Gor’kij.
Un’analoga incoerenza viene messa in luce nel caso di John Boynton Priestley. La redazione critica i paragoni avanzati da Pavel Gromov (Priestley e Čechov) e da Rašel’ Miller-Budnickaja (Priestley come “Dickens moltiplicato per Hemingway”) nei materiali apparsi su “Zvezda”, ma al tempo stesso giustifica la pubblicazione della pièce Opasnyj povorot (Dangerous Corner) come semplice iniziativa “a titolo informativo” (p. 158).
Najdenov ricorda tuttavia che la stessa “Internacional’naja literatura” aveva precedentemente promosso Priestley in termini apertamente elogiativi. In particolare, nell’articolo di Isaak Zvavič (“Internacional’naja literatura”, 1938, n. 6), lo scrittore inglese veniva avvicinato a Charles Dickens per realismo, attenzione al “piccolo uomo” e critica del capitalismo (pp. 192-198; cit. a p. 159). La formula “a titolo informativo” appare dunque, secondo Najdenov, come un espediente retorico volto a eludere la responsabilità critica e politica delle scelte editoriali.
Attraverso questi esempi, il saggio denuncia una pratica editoriale opportunistica, fondata su valutazioni mutevoli e contraddittorie, e ribadisce la necessità di una critica coerente, ideologicamente fondata e consapevole delle proprie funzioni culturali.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova