Collocazione paratesto: Sovremennaja francuzskaja lireratura, L. Goslitizdat, 1939
Tipologia di paratesto: Testo didattico (manuale)
Autore del paratesto: Rykova Nadežda Januar'evna
Profilo autore del paratesto: Nadežda Januar'evna Rykova - (1901, Simferopol' - 1996, San Pietroburgo) - traduttrice dal francese, inglese, italiano e tedesco, critica letteraria. Di origini nobili, nata in Ucraina, dal 1916 studiò in un liceo femminile privato, nel 1919 si diplomò al ginnasio e si iscrisse alla Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Kiev. Nel 1923 si trasferì all'Università di Pietrogrado e nel 1925 si laureò alla facoltà di Linguistica (Fakul'tet Jazykoznanija i material'noj kult'tury Leningradskogo universiteta); nel 1927 venne accettata come traduttrice nella sezione leningradese dell'Unione dei Poeti sovietici; dal 1928 iniziò a pubblicare una serie di articoli e recensioni di letteratura straniera; nel 1930-1936 lavorò come bibliografa e bibliotecaria nella celebre Biblioteca pubblica di Leningrado, nel 1936-1941 fu redattrice nel dipartimento di stranieristica del Goslitizdat, di cui fu direttrice a partire dal 1937. Nel 1939 fu pubblicata la sua monografia Sovremennaja francuzskaja literatura (Letteratura francese contemporanea). Allo scoppio della Guerra Patriottica fu evacuata da Leningrado a Perm', dove lavorò come redattrice in una casa editrice locale. Nel marzo 1943 fu richiamata a Mosca, dove trovò lavoro presso "Chudožestvennaja literatura" e presso la TASS. Nell'autunno del 1944 viene arrestata per "propaganda antisovietica e derisione del patriottismo sovietico". Senza processo, la Rykova fu condannata a cinque anni di Gulag, da cui fu liberata nel 1949; dopo la morte di Stalin le fu permesso di tornare a Leningrado. Nel 1956 firmò un contratto con Goslitizdat per la traduzione delle opere di E. Verhaeren. Nel corso della sua vita tradusse molto, prevalentemente dal francese e dall'inglese, tra cui opere di Molière, Proust, Anatole France, Victor Hugo, tragedie di Corneille e Racine, il romanzo Le relazioni pericolose di Laclos, opere di J. Romain, Shakespeare (King John), Machiavelli (Storia di Firenze), il romanzo I vecchi e i giovani di L. Pirandello (insieme a G. Rubtsova), Noa-Noa di P. Gauguin, I quarantacinque di A. Dumas, gli Essais di Montaigne, Gli Uscocchi di Georges Sand, Il Corsaro Rosso di Fenimore Cooper, Le acque di San Ronano di Walter Scott. Numerosi articoli e recensioni di Rykova furono dedicati a scrittori sovietici. fu autrice dell'antologia Zapadnoevropejskaja lirika (1974), in vecchiaia pubblicò memorie su scrittori e intellettuali suoi contemporanei, tra cui Maksimilian Vološin e Anna Achmatova. Nel 1993 è stato pubblicato un suo libro di poesie originali, dal titolo Stichi prošedšich let. Fonte: Rykova, N. in Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011.
Data del paratesto: 1939
Author image:
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: NA
Data dell'opera originale: 1913-1927
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: NA
Profilo autore del testo originale:
Marcel Proust (1871 - 1922), celebre scrittore francese, nato e morto a Parigi. esponente del modernismo letterario, europeo. Proveniente da famiglia alto borghese (con discendenza ebraica da parte di madre); malato di asma sin dalla tenera età, frequenta il prestigioso liceo Condorcet di Parigi, prescelto dall'élite culturale dell'epoca. Dopo la morte dei suoi genitori, si dedica completamente alla scrittura, isolandosi nel suo appartamento parigino di Boulevard Hausmann. Sin da giovane collabora con riviste letterarie e di costume come "Le Banquet", rivista fondata (1892) da un gruppo di amici del Condorcet, la "Revue blanche", dal 1903 scrive per "Le Figaro". Dal 1914 uscirono sulla "Nouvelle revue française" ampî estratti delle sue opere. Fin dagli anni liceali frequentò assiduamente i salotti dell'alta borghesia e dell'aristocrazia parigina, di cui avrebbe poi stigmatizzato lo snobismo, e nell'affaire Dreyfus si schierò in favore della tesi innocentista.
La sua opera principale, À la recherche du temps perdu, è composta da sette volumi pubblicati tra il 1913 e il 1927. Il primo volume, Du côté de chez Swann, uscì nel 1913 a spese dell'autore presso l'editore Grasset (dopo che il parere negativo di André Gide ne aveva impedito la pubblicazione presso Gallimard); a partire dal 1918 pubblica con Gallimard i restanti tomi del romanzo: À l'ombre des jeunes filles en fleur, anche premio Goncourt, Le côté de Guermantes (2 voll., 1920-21), Sodome et Gomorrhe (3 voll., 1921-22). Solo dopo la morte di Proust escono le ultime tre parti: La prisonnière (1923), Albertine disparue (1925, chiamato anche La fugitive) e Le temps retrouvé 1927. Attraverso una narrazione autobiografica, il romanzo esplora il tema del tempo perduto e ritrovato tramite la memoria involontaria, rappresentando anche un affresco della società francese del tempo. (Fonte: Enciclopedia Treccani, 'Marcel Proust').
Titolo traduzione russa del testo originale: V poiskach za utračennym vremenem
Collocazione traduzione: M.Prust V poiskach za utračennym vremenem, 1934-1938, Leningrad, Gosilitizdat
Nome traduttore: Adrian Frankovskij,
Profilo traduttore: Adrian Antonovič Frankovskij, intellettuale, traduttore di origine ucraina, tra i più importanti nei primi decenni dell'Unione sovietica, nacque nel 1888 nel villaggio di Lobačev, vicino a Kiev. Nel 1911 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo. Insegnò nelle scuole secondarie e presso l'Istituto degli insegnanti di Leningrado, trasformato nel 1918 in 2° Istituto pedagogico. Dal 1924 fu scrittore e traduttore professionista. Le sue traduzioni, soprattutto dal francese e dall'inglese, ancora oggi conservano il loro valore artistico e vengono ripubblicato. Visse sempre a Leningrado. Dai romanzieri inglesi del XVII-XVIII secolo tradusse J. Swift, G. Fielding, L. Sterne, dal francese del XVIII secolo - D. Diderot, dagli autori del Novecento - R. Rolland, Romain Rolland, André Gide, M. Proust. L'iniziativa di tradurre Marcel Proust fu un merito importante di Frankovskij: alla fine degli anni Venti pubblicò nella sua traduzione la prima parte del romanzo-epopea Alla ricerca del tempo perduto. Negli anni Trenta, Frankovskij partecipò sia come traduttore che come curatore alla pubblicazione delle Opere di Proust. Il primo e il terzo volume (GIChL 1934-1938). Morì nel febbraio 1942, durante il primo, durissimo, assedio di Leningrado.
Data dell'edizione della traduzione russa: 1934-38
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Rykova inserisce in questo libro alcune pagine dedicate a Marcel Proust, anche se non gli dedica un vero e proprio capitolo, ma inserisce semplicemente quello che era in gran parte il suo saggio del 1936 (v. P024), con alcune modifiche, nella sezione del manuale intitolata Poslevoennye sud’by buržuaznogo realizma [Il destino della letteratura borghese nel dopoguerra]. In queste pagine su Proust Rykova ripropone in gran parte il contenuto della sua analisi di qualche anno prima, modificando però alcuni punti chiave, in particolare la conclusione, poiché deve insistere qui, alla soglia del testo, sulla maggiore presenza di ‘realismo storico’ e di critica sociale in Proust. Ciò corrisponde ancora una volta allo spirito del tempo: nelle direttive letterario-politiche dell’inizio del 1939 questo tema era stato ribadito con forza, all’inizio di marzo si era tenuto il XVIII congresso del Partito, seguito anche dal Congresso dell’Unione degli scrittori a Mosca; Aleksandr Fadeev, che da un lato richiedeva più ‘realismo storico’, e conseguentemente maggiore quantità di dettagli all’interno dei testi letterari, citava all’uopo i due campioni del romanzo storico russo: Tolstoj e Šolochov; d’altro canto sempre Fadeev sottolineava anche che non era sufficiente “scrivere libri su argomenti interessanti”, ma che “era necessaria una maggiore qualità nella letteratura e nello stile letterario”, dichiarando guerra ai ‘dogmisti’ (“Nužno ob”javit’ bor’bu dogmistam”), pur ribadendo naturalmente l’inevitabile prospettiva marxista e la sempre maggiore importanza della visione di classe all’interno della letteratura (v. D154, D081). Rykova si adatta dunque a tale visione, individuando anche nuovi esempi a suffragio di questo nuovo “realismo critico”, in chiave antiborghese, di M. Proust. ra il 1930 e il 1940, la ricezione critica di Marcel Proust in Francia e nell’Europa occidentale non fu caratterizzata da un grande numero di monografie sistematiche sull’autore (che era morto nel 1922) ma piuttosto da dibattiti su stile, memoria e romanzo moderno, da recensioni periodiche, da traduzioni e da posizioni di critici e intellettuali europei che reimpostarono il significato della Recherche nell’orizzonte letterario moderno.
Ricezione di M. Proust in Occidente: in Francia, la discussione contemporanea si muoveva attorno al ruolo della memoria e della struttura narrativa proustiana: le recensioni su À la recherche du temps perdu cominciarono già negli anni ’20 ma continuarono negli anni ’30 in riviste letterarie come la “Nouvelle Revue Française”; vi erano giudizi contrastanti tra coloro che percepivano la Recherche come un “poema in prosa” interminabile e chi, come André Gide, ne lodavano la profondità emotiva. André Gide in particolare cambiò come noto opinione sul grande romanzo di Proust, e pubblicò una lettera aperta nella quale si pentiva del giudizio prima negativo rivolto a questa opera; il suo affrettato giudizio aveva infatti contribuito al rifiuto di pubblicare Du côté de chez Swann sulla Nouvelle Revue Française nel 1912. In questa lettera, datata 11 gennaio 1914, Gide esprime invece ammirazione per l’opera, affermando: “Le refus de ce livre restera la plus grave erreur de la N.R.F. – et (car j’ai honte d’en être beaucoup responsable) l’un des regrets, des remords les plus cuisants de ma vie.” Negli anni Venti e Trenta critici e scrittori francesi spesso ribadirono la rottura proustiana con il realismo tradizionale, aprendosi a una nuova «coscienza moderna» del romanzo, Tra gli intellettuali del tempo, si può notare l’eco di figure come Jacques Rivière, la cui azione editoriale e critica aveva già contribuito negli anni ’20 alla divulgazione dell’opera e la cui influenza continuava a permeare le letture proustiane nei periodici letterari francesi. Cfr. Marcel Proust, “Nouvelle Revue Française” (dicembre 1922), pp. 641-642; qui troviamno un saggio in cui Rivière analizza la portata psicologica e scientifica della Recherche. vedi anche, sempre di Rivière, Marcel Proust et l’esprit positif, “Nouvelle Revue Française” (gennaio 1923), pp. 179-187, in cui si ha un ragionamento sull’opera in rapporto a psicologia e psicoanalisi. All’inizio degli anni ’30 il dibattito fu dominato ancora dalla “Nouvelle Revue Française”. Uno dei contributi più significativi fu Proust (1930) di Samuel Beckett (pubblicato in inglese ma cruciale per l’asse franco-irlandese), che esplora il tempo e l’abitudine. Sul fronte stilistico, Leo Spitzer con i suoi Stilstudien (1928, ma influenti nel decennio successivo) applicò la critica linguistica alla frase proustiana. Fondamentale fu anche l’opera di Pierre Abraham, Proust (1930), che utilizzò un approccio quasi fisiologico per indagare i legami tra salute e creazione. Uno scrittore da sempre ostile all’opera di Proust fu invece Louis-Ferdinand Céline, che attraverso il suo eroe Bardamu in Voyage au bout de la nuit lancia coloriti strali contro l’autore della Recherche. Germania: Walter Benjamin pubblicò il saggio Zum Bilde Prousts (Per un ritratto di Proust, 1929/1932), interpretando la Recherche come uno sforzo di memoria involontaria contro la disgregazione dell’esperienza moderna. Italia: La ricezione fu mediata da Giacomo Debenedetti, che nei suoi Saggi critici (Serie I, 1929; Serie II, 1934) propose una lettura psicologica e analitica, accostando Proust alle scoperte della fisica moderna. Spagna: José Ortega y Gasset scrisse Tiempo, distancia e forma en el arte de Proust (1923), concentrandosi sulla struttura temporale e la “lentezza” narrativa. In Europa occidentale, più in generale, la Recherche influenzò critici e scrittori anche attraverso traduzioni e interpretazioni moderne: ad esempio quella in lingua inglese a cura di Charles Kenneth Scott Moncrieff, intitolata Remembrance of Things Past (1930).
Alessandra Carbone