“Neistovyj Roland” Ariosto i rycarskaja poèzija ital’janskogo Vozroždenija [P035]
Collocazione paratesto: Neistovyj Roland - Leningrad - GICHL - pp. 3-17
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Višnevskij A.
Profilo autore del paratesto: N/A
Data del paratesto: 1938
Direttive paratesto:
- D030 - Oboronnaja literatura (di P. Pavlenko) [LINK]
- D047 - Reč' tov. A. Tolstogo (discorso di A. Tolstoj) [LINK]
- D076 - Delo česti sovetskogo pisatel'ja [LINK]
- D150 - Delo sovetskich pisatelej [LINK]
- D027 - Vstreča trudjaščichsja Moskvy s delegatami mezdunarodnogo antifašistskogo kongressa pisatelej [LINK]
- D032 - Rol' pisatelej v izbiratel'noj kompanii [LINK]
- D060 - Antireligioznye stichi Majakovskogo [LINK]
- D061 - Deficitnaja literatura. O massovoj chudožestevnnoj antireligioznoj knige [LINK]
- D181 - Vtoroj meždunarodnyj kongress pisatelej [LINK]
- D064 - Reč' tov. M. Rozentalja [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Orlando Furioso
Data dell'opera originale: 1516
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Ariosto Ludovico
Profilo autore del testo originale:
Ariosto Ludovico (Reggio nell'Emilia, 1474 - Ferrara, 1533). Autore del maggiore poema epico-cavalleresco italiano, da giovane si dedicò agli studi umanistici e coltivò i legami di amicizia con i poeti della cerchia ferrarese, come Ercole Strozzi e Pietro Bembo. Dal 1501 al 1503 ricoprì l'incarico di capitano della rocca di Canossa. Legato da stretti vincoli alla famiglia d'Este, per la quale curò anche l'allestimento di feste e la composizione di testi teatrali, nel 1503 entrò al servizio del cardinale Ippolito d'Este, svolgendo per lui mansioni militari e diplomatiche fino al 1517. Dal 1518 al 1522 fu cortigiano di Alfonso d'Este, duca di Ferrara, e dal 1522 al 1525 governatore di Garfagnana. Nel 1525 fece ritorno a Ferrara, dove trascorse gli ultimi anni.
Nel 1516 pubblicò la prima edizione dell'Orlando furioso, poema epico in ottave, inizialmente di 40 (poi di 46) canti, concepito come continuazione dell'Orlando innamorato di Matteo Boiardo. L'opera fu il primo capolavoro di un autore non toscano redatto nel dialetto toscano e contribuì in modo decisivo alla sua affermazione come lingua letteraria nazionale.
Ariosto fu anche autore delle Satire (scritte tra il 1517 e il 1524, pubblicate postume nel 1534) e di diverse commedie.
Bibliografia: N. Sapegno, Ariosto Ludovico, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, 1962, vol. 4, pp., anche per la bibliografia.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Orlando Furioso
Collocazione traduzione: Leningrad – GICHL
Nome traduttore: Kuroševa Aleksandra Ivanovna
Profilo traduttore:
Kuroševa Aleksandra Ivanovna (San Pietroburgo, 1891 - Leningrado, 1962). Poetessa e traduttrice.
Frequentò lo stesso ginnasio di Anna Achmatova (nata Gorenko) a Carskoe Selo e i corsi di lingue romanze presso la Scuola Superiore per Donne Bestuževskie Kursy. Tra il 1922 e il 1923 fu tra i partecipanti dello Studio di Traduzione Poetica diretto da Michail Lozinskij, con il quale tradusse poesie di José-María de Heredia.
In seguito tradusse dal francese, dall'italiano e dall'inglese opere di Alfred de Musset, Pierre Corneille, Ludovico Ariosto e William Shakespeare. Le sue prime traduzioni furono pubblicate nel 1934.
Bibliografia: A.I. Kuroševa. Iz Leningradskogo cikla. Predislovie e publikacija E. Večtomovoj, in Šervinskij Literaturnoe nasledstvo, Moskva, Nauka, 1966, t. 78 (1), pp. 107-112; Pisateli Leningrada: Bibliografičeskij spravočnik. 1934-81, a cura di V. Bachtin e A. Lur'e, Leningrad, Lenizdat, 1982; RGALI. F .631, op. 39, ed.chr. 3208.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Smirnov Aleksandr Aleksandrovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1938
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Situazione dell'”intellighenzia” a Ferrara
Višnevskij apre la prefazione all’edizione di alcuni brani scelti dell’Orlando furioso con l’opposizione tra Firenze e Ferrara. Mentre la letteratura della prima mantiene la sua tradizione comunale, ossia popolare e democratica, anche nel Cinquecento, la seconda, a partire dal XV secolo, diviene il centro di una poesia aristocratica coltivata in una piccola corte feudale, dove l’intellighenzia umanista si mette al servizio dell’aristocrazia. Višnevskij spiega la potenza bellica e la ricchezza culturale di Ferrara con la sua posizione geopolitica sulla via tra Venezia e Roma, che costrinse la città a svilupparsi per opporre resistenza alle pretese economiche e militari dei vicini.
Ruolo negativo del mecenate feudale e religioso
Ludovico Ariosto, secondo il critico, inizia a servire presso la corte ferrarese contro la propria coscienza, unicamente a causa delle difficoltà economiche familiari. Un poeta pacifico, sostenitore dei valori umanistici, entra in dipendenza dal cardinale Ippolito d’Este per quindici anni, diventando testimone della sua violenza e crudeltà. Višnevskij sottolinea quindi l’atteggiamento spietato del cardinale nei confronti dello stesso Ariosto: non accontentandosi del suo lavoro come drammaturgo, lo costringe anche a partecipare a varie missioni diplomatiche e accoglie con freddezza il suo capolavoro, l’Orlando furioso, a lui dedicato; al povero poeta non resta che accettare l’incarico di governatore della Garfagnana, lavoro gravato da numerose difficoltà.
Višnevskij insiste sul carattere forzato di qualsiasi occupazione di Ariosto presso la corte feudale e descrive il poeta come una persona dedita a un lavoro letterario sereno, affezionata ai luoghi e alle persone care, mite, onesta, equilibrata, indifferente alla gloria e alla ricchezza, amante della pace e della libertà; immagine che si oppone alla vita irrequieta, crudele e vana della sua epoca.
Il tema del patriottismo – cfr. le direttive: D030, D047, D076, D150
Passando al poema, Višnevskij individua le sue origini negli antichi poemi epici francesi, i cui temi centrali furono la lotta per l’unità nazionale e la difesa delle terre natie dagli invasori stranieri (infedeli), tema legato all’elemento religioso. Traccia poi la storia dei poemi cavallereschi del Cinquecento fino a Boiardo, mostrando come i poemi italiani ispirati alle leggende della Tavola Rotonda, molto diffusi presso le corti feudali, avessero un’impronta più aristocratica e mistica, tipica della cultura feudale e cattolica del Medioevo, rispetto al ciclo carolingio.
Nel poema di Ariosto si può rintracciare solo il tema del patriottismo, nel suo caso ridotto al desiderio di cacciare dall’Italia tutti gli invasori stranieri, ma non quello dell’unità nazionale.
Pacifismo e spirito antireligioso – D027, D032, D060, D061, D181
Vi sono inoltre la compassione verso il popolo sofferente per la guerra e un marcato pacifismo; le lusinghe agli Estensi sono forzate; l’unico argomento trattato con un’ironia indiscutibile è quello religioso (le idee cristiane, il monachesimo, la devozione e l’ascesi). Ariosto non deride la cavalleria, bensì, spogliandola delle sue vesti medievali e delle convenzioni aristocratiche, la dipinge come un gioioso sogno terreno, come la massima espressione della virtù, della nobiltà d’animo, dell’amicizia e dell’amore, tratti che per Ariosto sono intrinsechi alla natura umana e che la sua ironia contribuisce a rivelare.
Vitalità e realismo – D047, D064
Per il critico sovietico, l’ironia di Ariosto permette di trattare direttamente il tema dell’amore terreno, spogliato dalle sue vesti metafisiche. La sua arte è positiva e vitale; la fantasia viene da lui utilizzata non per sostituire la realtà, ma per rafforzarne alcuni aspetti. Tuttavia, il realismo di Ariosto è limitato: il poeta rifiuta infatti di rivelare il carattere drammatico della realtà, sostituendola con lo spettacolo della pienezza armoniosa delle forze umane e universali. La descrizione delle diverse parti del mondo nella loro intera varietà, la loro “scoperta”, caratterizzano Ariosto come un poeta poliedrico del Rinascimento.
Kristina Landa