Predislovie [P037]
Collocazione paratesto: Facetii - Moskva-Leningrad - Academia - pp. 7-17
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Lunačarskij Anatolij Vasil’evič
Profilo autore del paratesto:
Anatolij Vasil'evič Lunačarskij (1875-1933) fu dal 1917 al 1929 Commissario del popolo per l'Istruzione; scrittore e drammaturgo, si distinse anche come critico letterario e teatrale, traduttore e storico dell'arte. Membro del POSDR dal 1895, aderì alla corrente bolscevica nel 1903 e partecipò attivamente alla rivoluzione del 1905-1907 e a quella d'Ottobre. Arresti ed esili ne segnarono i primi anni di militanza, durante i quali iniziò anche un'intensa attività giornalistica e critica. Collaborò a testate bolsceviche come "Proletarij" e "Vperëd", fu vicino ad Aleksandr Bogdanov e, seppur legato a Lenin, entrò presto in conflitto con lui sul piano filosofico e politico. Nel 1909 fu tra i fondatori del gruppo di estrema sinistra "Vperëd" e partecipò all'organizzazione di scuole di partito per operai russi a Capri e a Bologna. Negli anni precedenti la rivoluzione sviluppò una riflessione sul rapporto tra marxismo e religione, nota come "costruzione di Dio" (bogostroitel'stvo), esposta nei due volumi di Religija i socializm (Religione e socialismo, 1908-1911), dove sosteneva l'esigenza di affiancare alla dimensione scientifica del marxismo anche una componente etica ed estetica.
Accanto alla militanza politica, Lunačarskij coltivò sempre la scrittura e la critica letteraria. Autore di drammi a sfondo simbolico e religioso come Ivan v raju (Ivan in paradiso, 1920) e di un grande progetto di teatro storico, Oliver Kromvel' (Oliver Cromwell, 1920), dedicò numerosi saggi a Shakespeare, Goethe e ai classici russi ed europei, interpretati alla luce del marxismo. Fu direttore della sezione artistica della rivista "Obrazovanie" (1906-1908) e collaborò come recensore di letteratura dell'Europa occidentale, distinguendosi per le sue posizioni contro lo sciovinismo culturale.
Dopo la Rivoluzione d'Ottobre entrò a far parte del Consiglio dei Commissari del popolo e assunse la direzione del Narkompros, incarico che mantenne fino al 1929. In questa veste difese il patrimonio storico-artistico, incoraggiò l'editoria e la diffusione della lettura, e sostenne la traduzione dei classici mondiali attraverso il progetto di "Vsemirnaja literatura" (Letteratura universale), diretto da Gor'kij. Fu un mediatore fra Partito e intelligencija, difendendo spesso artisti e scrittori dalle repressioni e mantenendo un atteggiamento inclusivo verso differenti correnti culturali.
Negli anni successivi ricoprì altri incarichi culturali di primo piano: diresse l'Istituto di letteratura e lingua dell'Accademia comunista, l'Istituto di letteratura russa dell'Accademia delle Scienze e fu tra i curatori della Literaturnaja ėnciklopedija (Enciclopedia letteraria). Intrattenne rapporti con scrittori e intellettuali europei come Romain Rolland, George Bernard Shaw, Bertolt Brecht e H. G. Wells, divenendo una figura di spicco anche sulla scena culturale internazionale.
Nel settembre 1933 fu nominato rappresentante plenipotenziario dell'URSS in Spagna, ma non poté assumere l'incarico per motivi di salute. Morì di angina pectoris a Mentone, in Francia, nel dicembre dello stesso anno, durante il viaggio verso la sua nuova sede diplomatica.
Ilaria Aletto
Bibliografia: R. Boer, God in the World: Lenin, Hegel, and the God-Builders, "The Heythrop Journal ", 60 (2019), pp. 341-547; Ju.B. Borev, Lunačarskij, M., Molodaja gvardija, 2010; Al. Dejč, Lunačarskij, in Kratkaja literaturnaja ėnciklopedija, 1962-1978, A.A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sov. ėncikl., 1967, t. 4, pp. 448-453; S. Fitzpatrick, The Commissariat of Enlightenment: Soviet Organization of Education and the Arts under Lunacharsky. October 1917-1921, Cambridge, Cambridge University Press, 1970; Lunačarskij, in Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011, t. 18, pp. 139-140; Lunačarskij, in Literaturnaja ėnciklopedija: V 11 tt., 1929-1939, A.V. Lunačarskij (otv. red.), Moskva, OGIZ RSFSR, Gos. slovarno-ėncikl. izd-vo "Sov. ėncikl.", 1932, t. 6, coll. 626-635.
Data del paratesto: 1934
Direttive paratesto:
- D135 - O socialističeskom realizme (di V. Kirpotin) [LINK]
- D010 - Učit'sja u Šekspira (di S. Dinamov) [LINK]
- D138 - Marks i mirovaja literatura (di F. Šiller) [LINK]
- D014 - K Plenumu pravlenija SSP. Politika i éstetika (di D. Mirskij) [LINK]
- D160 - Preodolet' otstavanie dramaturgii [LINK]
- D161 - Pered Vsesojuznym s''ezdom sovetskich pisatelej [LINK]
- D061 - Deficitnaja literatura. O massovoj chudožestevnnoj antireligioznoj knige [LINK]
- D001 - Academia (di L. Kamenev) [LINK]
- D019 - Čej Front? [LINK]
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Facetiae
Data dell'opera originale: 1438-1452
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Bracciolini Poggio
Profilo autore del testo originale:
Bracciolini Poggio (Terranuova, 1380 - Firenze, 1459). Umanista, copista, viaggiatore e archeologo, operò presso la curia papale come segretario apostolico dei pontefici Giovanni XXIII, Martino V, Eugenio IV e Niccolò V; fu tenuto in alta considerazione da Cosimo e Lorenzo de' Medici. Tra il 1407 e il 1430 esaminò numerosi codici presso biblioteche monastiche e cattedrali italiane, svizzere, tedesche e francesi, alla ricerca di opere ignote o poco note di Cicerone, Quintiliano, Petronio, Stazio e altri autori classici.
Come osserva Bigi, "L'aspetto davvero caratteristico del Poggio scrittore va indicato piuttosto nella sua singolare capacità di osservare con spregiudicata attenzione e cordiale partecipazione la varia scena del mondo terreno e specialmente del mondo degli uomini nelle loro molteplici manifestazioni; e in una disposizione, altrettanto singolare, a comunicare ai lettori tutto il tesoro di fresche e personali impressioni e opinioni in tale modo raccolte. A questo stesso atteggiamento non è certo estraneo un contenuto morale, una fiducia viva nel contributo che quella osservazione e comunicazione possono offrire alla formazione dell'uomo integrale; ma è anche vero che tale atteggiamento, per la sua intima natura, tende a tradursi in disinteressata rappresentazione artistica, in un'arte cordialmente realistica, che assume volentieri la forma del colloquio, della descrizione, della narrazione, del bozzetto, dell'aneddoto, del 'motto' calzante e arguto" (Bigi, p. 643). Tra le molte opere di Bracciolini, che spaziano tra diversi generi letterari - dialoghi, epistole, invettive, orazioni funebri - le Facetiae, che riscossero grande successo presso i contemporanei, sono valutate da Bigi come aneddoti di intrattenimento leggero, di minor rilievo sul piano artistico e morale rispetto alle sue altre produzioni.
Bibliografia: E. Bigi, A. Petrucci, Bracciolini Poggio, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1971, vol. 13; E. Walser, Poggius Florentinus. Leben und Werke, Berlin, 1914.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Facetii
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia
Nome traduttore: Dživelegov Aleksej Karpovič
Profilo traduttore:
Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo ""sociologico volgare"". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.
Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1934
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
La cultura della borghesia
Introducendo il lettore al discorso sul Rinascimento italiano, Lunačarskij rimanda a una citazione di Marx sulla cultura dell’antica Grecia intesa come infanzia dell’umanità; le ripetizioni di tale infanzia nella storia umana si possomo chiamare rinascimenti. Ogni epoca che vive un rinnovo culturale e politico cerca la propria legittimazione nel passato, mascherandosi con le sue vesti. In tal modo, anche la rinascita dell’antichità in Italia tra il XIV e il XVI secolo appare una sorta di mascherata storica. Lunačarskij sostiene che il significato di quella mascherata fu molto profondo: la borghesia italiana, che iniziava allora ad affermarsi, considerava il Rinascimento consapevolmente come un ritorno a una vera umanità, a forme di vita che manifestavano “una vera natura umana”. Il cosiddetto Rinascimento fu la giovinezza e la primavera della borghesia italiana. Firenze è un esempio di città in cui la borghesia lottava per la propria egemonia di classe contro la nobiltà; la lotta ebbe luogo anche tra varie fazioni dei capitalisti, tra alta borghesia e piccola borghesia, e vi furono persino rivolte proletarie, come quella dei ciompi. Proprio l’alta borghesia ispirò la vita culturale dell’epoca, cercando giustificazioni alla sua brama di potere, piacere e lusso nella cultura. Accanto a questo gruppo, L. considera anche quello dei borghesi della Riforma, che sostenevano valori ascetici, ossia il sacro matrimonio, la nascita dei figli, il lavoro, il risparmio e l’individualismo.
L’AFFINITÀ TRA LA BORGHESIA RINASCIMENTALE E IL PROLETARIATO SOVIETICO – cfr. la direttiva: D135
Secondo L., quest’ultimo gruppo risulterebbe molto più estraneo ai cittadini sovietici rispetto alla borghesia cattolica che affermava la gioia della vita, il piacere della natura e dell’arte, la brama di potere e la crescita infinita dell’individuo. Siccome, infatti, classi diverse appaiono affini nella stessa fase del loro sviluppo, la giovane borghesia assomiglia più al giovane proletariato odierno che a sé stessa nella fase del declino.
L’ARTE COME CAMPO DI BATTAGLIA – vedi: D010, D138
L’ideologia del feudalesimo fu più difficile da combattere del feudalesimo stesso; il campo di battaglia fu l’arte, in cui si manifestò l’amore della nuova classe per la natura e per l’uomo, così diverso dalla rinuncia al mondo materiale e dal desiderio del mondo spirituale tipici del passato. La trama religiosa diventa un modo per camuffare la difesa dell’uomo come un essere bello e potente e del suo diritto all’autoaffermazione, alla felicità e al potere.
LA SUA ATTUALITÀ PER NOI
Si tratta della difesa della natura umana priva di ogni elemento trascendentale.
Pertanto, lo studio e la comprensione dell’arte del Rinascimento italiano sono fondamentali per il nuovo lettore sovietico.
REALISMO – D014, D160, D161
La tendenza puramente realista, che si manifesta nelle miniature pittoriche o letterarie, attrae di meno ma mostra meglio la vita dell’epoca. Le Facetiae di Poggio Bracciolini sono un capolavoro del realismo rinascimentale; l’autore attinse il materiale dai pettegolezzi e dalle barzellette di una “area fumatori” per i funzionari della corte pontificia.
IRONIA ANTIRELIGIOSA – D061
Pur non essendo ateo, Bracciolini non provava alcun rispetto verso la Chiesa o gli “dei” del cristianesimo, che da un lato sembravano ancora sacri e dall’altro già privi di autorità; da quest’ambiguità nasce il suo riso, che talvolta assomiglia a quello di Voltaire.
EROTISMO SENZA PORNOGRAFIA – D001, D019
Le Facetiae sono intrise di erotismo; sono focalizzate sulla vita sessuale, eppure non sono pornografiche, poiché la pornografia malsana si avrebbe se la sensualità fosse descritta al fine di stuzzicare quella del lettore, mentre Bracciolini la descrive per suscitarne il riso. Dato che il disprezzo per la sensualità e per la carne fu un tratto distintivo del cristianesimo, la “carne risvegliata” della borghesia rinascimentale, per festeggiare il proprio trionfo, rinnegava il concetto di amore come peccato attraverso il riso. Tuttavia, poiché il realismo rinascimentale non riusciva ancora a rinunciare del tutto all’ascesi medievale, gli autori sentivano la paura o dei rimorsi in quest’ambito; pertanto, è raro che i realisti dell’epoca avessero un atteggiamento serio e semplice nei confronti dell’amore. Il lato comico nasce proprio da questo conflitto tra il pensiero nuovo e il sentimento antico.
Per tale motivo, Lunačarskij invita il lettore a non provare dubbi riguardo all’aspetto presumibilmente pornografico delle Facetiae, dubbi indegni della coscienza socialista, e a riconoscerle come documento di un’epoca di liberazione, seppure realizzata dalla classe capitalista.
Kristina Landa