Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Memuary Karlo Gol’doni, soderžaščie istoriju ego žizni i ego teatra, t. I. Perevod, vvedenie i primečanija S.S. Mokul’skogo. “Academia”, 1930 g. [P043]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Forza vitale e realismo

G. scrive le Memorie in vecchiaia, ma neppure i toni pacati di un anziano rassegnato riescono a offuscare l’energia vitale dell'”ideologo della borghesia italiana in via di sviluppo”, il quale attingeva il materiale per la sua arte dalla vita circostante e dall’esperienza personale.

Psicologia dell’arte

Il valore de le Memorie di G. è determinato, tra l’altro, dalle preziose informazioni che forniscono per lo studio della sua epoca e della psicologia dell’arte. Le Memorie rappresentano infatti una fonte di primaria importanza per tale ambito di ricerca.

Rinuncia al passato e sua trasformazione – cfr. le direttive: D019, D020

G. smantella le forme ereditate dal passato e rielabora radicalmente il “retaggio letterario” ricevuto dai suoi predecessori. Non esita ad avvicinare il teatro alla quotidianità.

Il valore delle sue Memorie

L’affresco dell’epoca non viene mai oscurato dal destino personale dell’autore. Pertanto, le Memorie superano i limiti di un significato puramente soggettivo, confermando la tesi dell’estetica moderna secondo cui attraverso l’arte si esprime sempre una “realtà di classe” (“klassovaja suščnost'”) – in questo caso, quella della borghesia del Settecento.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: "Novyj mir" [rivista], 12 - pp. 206-207

Tipologia di paratesto: Recensione

Autore del paratesto: Markov Pavel Aleksandrovič

Profilo autore del paratesto: Markov Pavel Aleksandrovič (Tula, 1897 - Mosca, 1980) - critico teatrale, regista, teorico e storico del teatro. Nel 1921 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca. A partire dal 1918 lavorò nella sezione teatrale del Commissariato del Popolo per l'Istruzione (Narkompros) e dal 1919 iniziò a pubblicare articoli su riviste teatrali.
Nel 1924 diede alle stampe il volume Novejšie teatral'nye tečenija (Nuove tendenze nell'arte teatrale), dedicato alle ricerche di Konstantin Stanislavskij, Vsevolod Mejerchol'd e Evgenij Vachtangov. Dal 1922 al 1930 fu segretario scientifico della sezione teatrale della GAChN (Accademia di Stato di Scienze Artistiche).
Dal 1925 entrò a far parte del Teatro d'Arte di Mosca (MChAT), dove fino al 1949 diresse la sezione letteraria, contribuendo all'inserimento nel repertorio di opere di nuovi drammaturghi sovietici. Collaborò, tra gli altri, con Michail Bulgakov, Vsevolod Ivanov, Leonid Leonov e Valentin Kataev.
Tra il 1933 e il 1944 fu a capo della sezione artistica del Teatro Accademico Musicale Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko di Mosca (MAMT). Dal 1955 al 1962 lavorò come regista al Teatro d'Arte.
Svolse inoltre attività di docenza presso l'Istituto Russo di Arte Teatrale (GITIS), uno dei principali centri di formazione teatrale in Europa. Fu curatore dell'Enciclopedia del Teatro in cinque volumi e autore di una serie di saggi raccolti nell'opera in quattro volumi O teatre (Mosca, 1974-1977).

Bibliografia: Markov Pavel Aleksandrovič, in Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1969, vol. 15, pp. 1128-1129; Ja. Mor, Markov, Pavel Aleksandrovič, in Teatral'naja ènciklopedija, pod red. P.A. Markova, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1964, vol. 3, pp. 706-707; I. Solov'eva, Pavel Aleksandrovič Markov, https://mxat.ru/o-teatre/imena/persona/markov_p/; V. Gudkova, Teatral'naja sekcija GACHN: istorija idej i ljudej. 1921-1930, Мoskva, Novoe literaturnoe obozrenie, 2019; RGALI. F. 631, op. 39, ed. chr. 3669; IRLI. F. 369, op. 1, ed.chr. 438.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1931

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Mémoires, pour servir a l' histoire de sa vie, et a celle de son théatre

Data dell'opera originale: 1787

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Goldoni Carlo

Profilo autore del testo originale: Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793). Drammaturgo illuminista veneziano, riformatore della commedia dell'arte, noto soprattutto per aver rinunciato alle maschere e per aver sviluppato la commedia di carattere. Debuttò sul palcoscenico veneziano nel 1734, col dramma popolare Belisario. Le sue commedie più famose sono Il servitore di due padroni, Il cavaliere e la dama, La famiglia dell'antiquario, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La moglie saggia, Le donne gelose, Le donne curiose, La serva amorosa, La locandiera, Le baruffe chiozzotte. Tra il 1745 e il 1748 esercita il mestiere di avvocato a Pisa; nel 1748 torna a Venezia. Dal 1749 inizia la lotta di Goldoni contro l'abate gesuita Pietro Chiari, e quindi contro il conte Carlo Gozzi, fervente sostenitore della commedia dell'arte. Gozzi accusa Goldoni pubblicamente di essere uno scrittore incapace e immorale e lo deride anche nelle sue fiabe. Estenuato da questo conflitto, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove insegna lingua italiana alla figlia di Luigi XV; il pubblico francese, abituato all'improvvisazione e alle maschere del teatro italiano, non accoglie il riformatore con benevolenza. Goldoni muore nel pieno della Rivoluzione nella miseria, privato persino della sua piccola pensione. Il teatro di Goldoni è caratterizzato da un realismo maggiore rispetto alla tradizione precedente; le commedie sono destinate a un pubblico vasto, non raffinato, spesso incolto. Il linguaggio dei personaggi, che passa dall'italiano al veneziano, sfugge ai modelli letterari in uso, rivelandosi più vicino a quello dei comuni cittadini della Serenissima; le situazioni delle commedie sono sempre determinate da concreti contesti sociali (generalmente tipici della vita quotidiana dei borghesi del Nord). Goldoni rinuncia alle trame magiche e ai motivi fiabeschi a favore dei riferimenti alla realtà del momento presente, con tutti i dettagli degli ambienti semplici (locanda, case dei pescatori, piazza), spesso considerati nei salotti dell'epoca come quelli di "basso" livello. Le sue opere contengono sempre una morale (esplicitata anche nelle introduzioni dell'autore) e non vengono mai destinate a un puro svago; Goldoni colpisce diversi vizi, tra cui l'ipocrisia, e, pur accettando le gerarchie sociali, elogia la fedeltà ai valori della tradizione borghese che, secondo l'autore, ciascuno può seguire nel proprio piccolo, ossia la ragionevolezza, l'onestà e la laboriosità.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Memuary Karlo Goldoni, soderžaščie istoriju ego žizni i ego teatra

Collocazione traduzione: Leningrad – Academia

Nome traduttore: Mokul'skij Stefan Stefanovič

Profilo traduttore: Stefan Mokul'skij (1896-1960). Traduttore, storico del teatro e critico teatrale, docente della storia del teatro, capo della sezione della teoria e storia del teatro presso l'Istituto della storia delle belle arti dell'Accademia delle scienze dell'URSS. Nel 1918 si laurea alla facoltà di storia e filologia all'Università di Kiev, a partire dal 1923 vive e lavora a Leningrado, negli anni '40 si trasferisce a Mosca. Appartiene alla scuola teatrale "leningradese" di Gvozdev. Negli anni Trenta segue le tendenze della critica sociologica di Friče. Tra gli anni 1943-1948 è direttore del teatro GITIS a Mosca; nello stesso periodo vi insegnano studiosi rinomati come Dživelegov, Radcig, Gukovskij e altri. Viene licenziato durante la lotta contro i "cosmopoliti" con l'accusa di ''antipartiotismo". Noto soprattutto per le sue ricerche nell'ambito del teatro italiano e francese del Rinascimento e dell'Illuminismo; nell'ambito della letteratura italiana, in particolare per la curatela e la traduzione delle Memorie di Goldoni (dalla prima edizione francese custodita presso la Biblioteca Nazionale di San Pietroburgo), nonché per una serie di studi dedicati a Gozzi e Goldoni.

Bibliografia: Ju.B. Bol'šakova, Žizneopisanie S.S. Mokul'skogo, sostavlennoe im samim (1921-1949) (po neopublikovannym archivnym materialam), "Teatr. Živopis'. Kino. Muzyka", 4 (2013), pp. 9-16; RGALI F. 2342. Op.1. S.S.Mokul'skij; CGALI SPb. F. R-407. Op.1. D.207-212; CGALI SPb. F. R-371. Op. 2. D. 143. Mokul'skij Stefan Stefanovič.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: Mokul'skij Stefan Stefanovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1930

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