Komedii K. Goldoni [P045]
Collocazione paratesto: "Literaturnoe obozrenie" [rivista], 7 - pp. 40-44
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Bljumenfel'd Viktor Michajlovič
Profilo autore del paratesto:
Bljumenfel'd Viktor Michajlovič (1897 - 1978). Storico e teorico del teatro, docente dell'Università Russa Statale di Cinematografia (VGIK) e autore di saggi sulla letteratura russa e francese.
La sua tesi di dottorato fu dedicata a Denis Diderot. Collaborò alla Grande Enciclopedia Sovietica come autore di voci, e redasse commenti e prefazioni per le edizioni di opere di Diderot, Charles Perrault e Charles Nodier. Nel 1938 curò un'antologia di poeti del Rinascimento francese.
Bibliografia: RGALI. F. 1058, op.2, ed. chr. 3; f. 1230, op. 1, ed. chr. 449; f. 1364, op.3, ed. chr. 427; f. 1364, op. 4, ed. chr. 233; f. 2264, op. 1, ed. chr. 284.
Kristina Landa
Data del paratesto: 1937
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Commedie [Il servitore di due padroni; Pamela nubile; La moglie saggia; L'osteria della posta; La casa nova]
Data dell'opera originale: 1745 - 1762
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Goldoni Carlo
Profilo autore del testo originale:
Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793). Drammaturgo illuminista veneziano, riformatore della commedia dell'arte, noto soprattutto per aver rinunciato alle maschere e per aver sviluppato la commedia di carattere. Debuttò sul palcoscenico veneziano nel 1734, col dramma popolare Belisario. Le sue commedie più famose sono Il servitore di due padroni, Il cavaliere e la dama, La famiglia dell'antiquario, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo, I pettegolezzi delle donne, La moglie saggia, Le donne gelose, Le donne curiose, La serva amorosa, La locandiera, Le baruffe chiozzotte. Tra il 1745 e il 1748 esercita il mestiere di avvocato a Pisa; nel 1748 torna a Venezia. Dal 1749 inizia la lotta di Goldoni contro l'abate gesuita Pietro Chiari, e quindi contro il conte Carlo Gozzi, fervente sostenitore della commedia dell'arte. Gozzi accusa Goldoni pubblicamente di essere uno scrittore incapace e immorale e lo deride anche nelle sue fiabe. Estenuato da questo conflitto, nel 1762 Goldoni si trasferisce a Parigi dove insegna lingua italiana alla figlia di Luigi XV; il pubblico francese, abituato all'improvvisazione e alle maschere del teatro italiano, non accoglie il riformatore con benevolenza. Goldoni muore nel pieno della Rivoluzione nella miseria, privato persino della sua piccola pensione. Il teatro di Goldoni è caratterizzato da un realismo maggiore rispetto alla tradizione precedente; le commedie sono destinate a un pubblico vasto, non raffinato, spesso incolto. Il linguaggio dei personaggi, che passa dall'italiano al veneziano, sfugge ai modelli letterari in uso, rivelandosi più vicino a quello dei comuni cittadini della Serenissima; le situazioni delle commedie sono sempre determinate da concreti contesti sociali (generalmente tipici della vita quotidiana dei borghesi del Nord). Goldoni rinuncia alle trame magiche e ai motivi fiabeschi a favore dei riferimenti alla realtà del momento presente, con tutti i dettagli degli ambienti semplici (locanda, case dei pescatori, piazza), spesso considerati nei salotti dell'epoca come quelli di "basso" livello. Le sue opere contengono sempre una morale (esplicitata anche nelle introduzioni dell'autore) e non vengono mai destinate a un puro svago; Goldoni colpisce diversi vizi, tra cui l'ipocrisia, e, pur accettando le gerarchie sociali, elogia la fedeltà ai valori della tradizione borghese che, secondo l'autore, ciascuno può seguire nel proprio piccolo, ossia la ragionevolezza, l'onestà e la laboriosità.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Komedii [Sluga dvuch chozjaev; Pamela v devuškach; Blagorazumnaja dama; Počtovaja gostinica; Novaja kvartira]
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia
Nome traduttore: Dživelegov Aleksej Karpovič; Ignatov Sergej Sergeeviċ; Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna
Profilo traduttore:
Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo ""sociologico volgare"". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.
Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.
Ignatov Sergej Sergeevič (Nižnij Novgorod, 1887 - Mosca, 1959). Storico del teatro e critico letterario, autore di importanti studi sul teatro russo e occidentale.
Si laureò nel 1913 presso il Dipartimento di Lingue romanze e germaniche della Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca. Dopo la rivoluzione d'Ottobre, tra il 1921 e il 1925, diresse la sezione letteraria del Teatro da Camera di Mosca (Moskovskij kamernyj teatr). Dal 1921 insegnò storia della letteratura occidentale e del teatro presso il teatro di Vsevolod Mejerchol'd, in altri teatri e presso l'Istituto di Storia, Filosofia e Letteratura di Mosca (IFLI).
Dal 1934 insegnò presso l'Università Russa di Arti Teatrali (GITIS), ottenendo la cattedra di professore nel 1939.
Bibliografia: Ignatov Sergej Sergeevič, in Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, a cura di A. Prochorov, Мoskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1972, t. 10, stb. 70; S.G. Ignatov, Sergej Sergeevič, in Teatral'naja ènciklopedija, a cura di P.A. Markov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1963, t. 2, pp. 841-842; RGALI. F. 631, op. 39, ed.chr. 405; f. 962, op. 28, ed.chr. 1911.
Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna (Mosca, 1874 - Mosca, 1952). Poetessa, drammaturga e traduttrice. Nel 1891 fu assunta come attrice presso il Teatro Drammatico F. A. Korš di Mosca. Iniziò a scrivere e a pubblicare drammi e racconti sui periodici. Nel 1893 strinse amicizia con Anton Čechov e nel 1896 frequentò corsi presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Losanna.
Prima del 1917 pubblicò dieci raccolte di racconti, due romanzi e tre libri per l'infanzia. Dopo la rivoluzione d'Ottobre, la sua produzione originale perse interesse per la critica ufficiale; abbandonata l'attività di scrittrice e drammaturga, si dedicò esclusivamente alla traduzione letteraria.
Tradusse in totale cinquantanove opere di drammaturghi europei, tra cui Shakespeare, Goldoni, Gozzi, Molière, Calderón de la Barca, Tirso de Molina e Lope de Vega, nonché poesie di Petrarca, Robert Burns, Byron, Victor Hugo e altri.
Bibliografia: T. Ščepkina-Kupernik, Dni moej žizni, Moskva, 1928; Ead., O M.N. Ermolovoj, Moskva, 1940; Ead. Teatr v moej žizni, Moskva, Leningrad, 1948; S. Mokul'skij, О teatre, Мoskva, Iskusstvo, 1961, pp. 457-468; Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna, in Russkie pisateli 20 veka. Biografičeskij slovar', a cura di P. Nikolaev, Moskva, Bol'šaja Rossijskaja ènciklopedija; Randevu-AM, 2000, pp. 791-792; V. Makašina, Ščepkina-Kupernik Tat'jana L'vovna, in Russkaja literatura ХХ veka. Prozaiki, poèty, dramaturgi: Biobibliografičeskij slovar', Мoskva, OLMA-PRESS Invest, 2005. t. 3, pp. 783-785; RGALI. F. 571; Archivnoe sobranie Sankt-Peterburgskoj Teatral'noj biblioteki. F. 14; ОR RNB. F. 878; IRLI RAN. F. 346.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Dživelegov Aleksej Karpovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1936
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Il lettore sovietico conosce soltanto poche commedie di Goldoni, eppure il “Molière italiano”, le cui opere sono ricche tanto di comicità quanto di contenuti popolari (“narodnoe”), avrebbe diritto a una fortuna ben più ampia.
Giustificazioni
L’utilità sociale dei valori borghesi
Al suo nome è legata la riforma del teatro italiano del Settecento, che sostituì alla vecchia commedia dell’arte una commedia realistica di carattere, nella quale venivano poste questioni etiche di rilievo. La borghesia italiana, di cui Goldoni fu portavoce, intendeva definire un’etica “seria”, dimostrandone la necessità. Il compito principale della nuova commedia fu la difesa dell’istituto familiare borghese.
La riforma goldoniana realizzò la versione nazionale del teatro drammatico dell’Illuminismo borghese. Tuttavia, errano i critici che vedono in G. soltanto un difensore della morale; nel Settecento, infatti, persino i valori tipicamente borghesi, come la famiglia, la coscienza e l’etica degli affari, contribuivano, in qualche misura, all’affermazione della libertà e della democrazia. Inoltre, il riso di G. si rivolgeva spesso anche contro l’etica da lui stesso difesa; egli ne mostrava il lato oscuro, contrapponendo il realismo alla rigida morale del Domostroj.
La vicinanza al popolo
Proprio il desiderio di avvicinarsi al popolo (motivo di scherno da parte del conte Gozzi) spinse G. a ricercare un compromesso con la tradizione drammatica popolare. Egli, infatti, non distrusse la commedia dell’arte, ma la trasformò, mantenendo, al pari di Molière, un legame vitale con il retaggio letterario del Rinascimento.
Il critico rimprovera i curatori del volume per aver incluso il dramma Pamela nubile, da lui considerato un’imitazione della commedia sentimentale francese, scritta sotto la pressione della critica borghese del tempo che accusava il drammaturgo di una mancanza di pathos e sentimento.
Il lettore sovietico, al contrario, ha bisogno di un G. realista.
Kristina Landa