Kommentarij. Gospoža Bovari [P060]
Collocazione paratesto: Izbrannye sočinenija - Moskva - Ogiz - pp. 620-625
Tipologia di paratesto: Postfazione
Autore del paratesto: Èjchengol’c Mark Davidovič
Profilo autore del paratesto:
Èjchengol'c Mark Davidovič (Kremenčug, 1889 - Mosca, 1953). Storico della letteratura e traduttore. Proveniente da una famiglia ebraico-ucraina della media borghesia (il padre era giurista), studiò lingue e letterature romanze all'Università di Mosca, laureandosi nel 1914 con una specializzazione in letteratura francese. Durante gli studi, come era consuetudine nel periodo, ebbe modo di viaggiare e perfezionarsi all'estero, in particolare in Francia e in Italia. Dal 1918 collaborò con il Narkompros (Commissariato del Popolo per l'Istruzione) e nel contempo insegnò in diversi atenei, tenendo un corso di Letteratura europeo-occidentale presso l'Università di Mosca e l'Institut Krasnoj Professury. Lavorò inoltre come redattore e revisore per le case editrici Gosizdat e GICHL, occupandosi in particolare della letteratura francese. I suoi principali contributi scientifici sono dedicati all'opera di Gustave Flaubert e di Émile Zola. Di quest'ultimo curò la prima edizione delle Opere (Sobranie sočinenij, 1928-1935) e gli dedicò la monografia Tvorčeskaja laboratorija Èmilja Zola (1940). Fu inoltre curatore e prefatore delle Opere di Gustave Flaubert (Sobranie sočinenij v 10 tt., 1933-1938, di cui uscirono solo otto volumi) e di una selezione di testi dello stesso autore (G. Flaubert, Izbrannye sočinenija, 1947). Stretto collaboratore e amico di Anatolij Lunačarskij, che lo stimava molto, con lui curò l'edizione di questi grandi classici francesi dell'Ottocento (si veda, al riguardo, la corrispondenza di Lunačarskij).
Bibliografia: F.S. Narkir'er, Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971, stb. 1136; Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Pisateli sovremennoj èpochi. Bio-bibliografičeskij slovar' russkich pisatelej XX veka, pod red. B.P. Koz'mina, Moskva, GAChN, 1928, p. 275; RGALI. F. 596, op. 1, ed. chr. 110.
Kristina Landa, Alessandra Carbone
Data del paratesto: 1947
Direttive paratesto:
- D149 - Rezoljucija Presidiuma Pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR ot 4 sentjabrja 1946 g [LINK]
- D154 - Dva puti razvitija istoričeskogo romana (di A. Anikist) [LINK]
- D214 - XI Plenum pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR. Sovetskaja literatura posle postanovlenija CK VKP (b) ot 14 avgusta 1946 goda o žurnalach "Zvezda" i "Leningrad". Doklad general'nogo sekretarja SSP SSSR tovarišča A. Fadeeva [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Madame Bovary
Data dell'opera originale: 1857
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Flaubert Gustave
Profilo autore del testo originale: Flaubert Gustave (Rouen, 1821 - Croisset 1880). Considerato uno dei maestri del realismo e del naturalismo, in contrapposizione al romanticismo, la sua poetica promuove l'idea che lo scrittore debba limitarsi a "rappresentare solamente", astenendosi da commenti personali o morali sui propri personaggi o sulle vicende narrate. Le opere maggiori di Flaubert sono Madame Bovary (1856, il romanzo fu poi giudicato e vietato per 'oltraggio alla morale e alla religione' nel 1857); L'Educazione sentimentale (versione del 1869), Sallambô (1862), Bouvard et Pécuchet (1881). Autore di prosa (racconti e romanzi). In ambito russo: conobbe Ivan Turgenev, che tradusse le sue opere (a partire dagli anni Settanta del XIX secolo), ne facilitò la ricezione e la traduzione nell'ambito culturale russo e mantenne con il collega e amico francese una fitta corrispondenza. Lo stile di Flaubert: Contrariamente a Balzac, a Stendhal e, in generale, ai narratori della prima metà dell'Ottocento, Flaubert "si astiene dal commentare gli avvenimenti raccontati e, tanto più, dall'identificarsi con uno dei personaggi della vicenda, convinto che la perfetta espressione dei fatti sia sufficiente per interpretarli. Egli rifiuta quindi di parlare di se stesso e delle sue idee, di comunicare al lettore i 'palpiti del suo cuore'; egli vuole, al contrario, 'dimenticarsi' e vivere soltanto in funzione dell'opera. Se da un lato l'immergersi totale e ascetico nella scrittura angoscia e affligge Flaubert, dall'altro gli elargisce un piacere profondo, una 'gioia voluttuosa' che considera l'unica cosa davvero soddisfacente nel deserto del vivere" (Fonte: Davide Monda in Enciclopedia Treccani Online).
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Gospoža Bovari
Collocazione traduzione: Moskva – Ogiz
Nome traduttore: Romm Aleksandr Il'ič
Profilo traduttore: Romm Aleksandr Il'ič (1898, San Pietroburgo - Soči, 1943). Letterato, poeta, traduttore sovietico, nasce in una famiglia borghese della Capitale dell'impero (il padre era un medico, vicino alle attività rivoluzionarie di stampo Social-democratico di inizio secolo); visse e studiò a Mosca, dive si laureò presso il Dipartimento di Storia e filologia nel 1922; membro del celebre Circolo linguistico di Mosca, fece parte del presidium, collaborò ed ebbe discussioni scientifiche in particolare con Roman Jakobson e Michail Bachtin; tradusse in russo il Cours de Linguistique générale di Ferdinand De Saussure (la traduzione non fu tuttavia completata, si v. in merito i lavori di M. Čudakova e E.A. Toddes). Mobilitato sul fronte sud-occidentale durante la Grande Guerra Patriottica (servì in Marina, nella Flotta del Mar Nero) morì nel 1943 in circostanze poco chiare (alcune fonti parlano di suicidio). Negli anni Trenta e primi anni Quaranta lavorò come traduttore dalle lingue occidentali, tradusse, fra le altre, opere di Flaubert, Zola, Wells; poesie di Villon, Goethe, Heine, André Chénier, Baudelaire, Aragon. Si v. in inglese, la ricostruzione biografica all'analisi delle traduzioni di Romm a cura Elena Zemskova (Soviet translator Aleksander Romm. An experience of Literary Depersonalization, Higher School of Economics, 2016 Research Paper No. WP BRP 15/LS/2016, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=2760908
Curatore dell'edizione della traduzione: Èjchengol’c Mark Davidovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1947
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
La posizione della critica sovietica nei confronti del ‘classico’ Flaubert rimane invariata, l’appropriazione culturale di questo scrittore come esempio letterario di realismo, insieme a Balzac, a Stendhal e Zola è piena e non pone particolari problemi alla ricezione nella cultura letteraria real-socialista del periodo post-bellico, purché sia “al servizio del popolo” (si v. D149, D.153, D154) e in chiave “anticosmopolita” (D214). Possiamo però notare che, nel confermare le posizioni già espresse nell’articolo introduttivo a Madame Bovary nell’edizione del 1933 (si veda scheda P059), Mark Ejchengol’c in questo paratesto di fine anni Quaranta insiste particolarmente sulla ben nota categoria engelsiana della tipičnost‘, rimandando ulteriormente il commento del romanzo alla teoria marxista della più pura acqua e alla mediazione degli scritti di Engels sul realismo, già operata nel 1932 a proposito di Balzac (v. P150). Scrive infatti Èjchengol’c nel suo articolo, con stile e taglio piuttosto laconico, quasi di enciclopedica estrema sintesi: “Il realismo implica, oltre alla veridicità dei dettagli, la fedeltà nella rappresentazione di caratteri tipici in circostanze tipiche” , per cui “I personaggi di Flaubert soddisfano pienamente tali requisiti. Flaubert stesso infatti scriveva: ‘Probabilmente, in questo preciso istante, la mia povera Bovary sta soffrendo e piangendo in venti villaggi francesi contemporaneamente (1853)'”.
Alessandra Carbone