Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Roman nravov “Vospitanie čuvstv” [P061]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

L’appropriazione culturale delle opere di Flaubert continua con la pubblicazione del Terzo tomo delle opere complete, iniziata nel 1933 con Madame Bovary (Gospoža Bovari). In quest’opera “del Flaubert più maturo” Ejchengol’c sottolinea concetti già espressi nel suo articolo introduttivo a Madame Bovary (si v. scheda n. P059), combinandoli con l’analisi del nuovo romanzo. Il commento nella prima parte analizza il personaggio principale, il ‘lišnij čelovek’ (‘uomo superfluo’) Fréderic Moreau, del quale si sottolinea la stessa tendenza romanticheggiante e lo stesso bovarismo di Emma. Scrive infatti Ejchengol’c: “Le ispirazioni letterarie degli ideali amorosi del nostro eroe sono evidenti: la donna amata da Moreau somigliava a una donna tratta dai libri dei romantici — dalle opere del giovane Goethe, di Chateaubriand, di Musset, di Byron. Soprattutto egli venerava con passione: Werther, René, Frank, Lara, Lelia e altre figure più mediocri lo affascinavano quasi allo stesso modo. La passiva, sognante indole di Frédéric spesso si alterna a un desiderio d’attività, ma è portatrice di un identico carattere romantico-avventuroso: Frédéric vuole diventare, di volta in volta, un cacciatore nordamericano, un servitore di un pascià orientale, e così via”. Quasi subito il critico lascia da parte le avventure del giovane uomo per concentrarsi sul contesto storico, sottolineando come questo romanzo, ambientato durante le rivoluzioni del 1848 in Francia, abbia un significato storico-politico più evidente e pregnante rispetto a Madame Bovary, e, come sottolinea anche il critico Jakov Frid sul “Literaturnyj kritik” (si vedano le schede n.P064 e P065) “Tutti i critici sovietici sono d’accordo nel sottolineare che “dalle opere di Marx si evince con assoluta precisione quanto sia veritiera la rappresentazione della Francia degli anni ’40 e ’50 nel romanzo L’educazione sentimentale“. Ejchengol’c, però, tramite la descrizione che Flaubert fa del personaggio del banchiere Dambreuse, sottolinea come qui, come altrove più e più volte, sia da notare il carattere essenzialmente satirico (e dunque, non così ‘impersonale’, o totalmente ‘obiettivo’) dello stile dello scrittore francese, che viene considerato dalla critica sovietica di quegli anni uno ‘smascheratore’ della borghesia, un antiromantik, in un’appropriazione culturale che insiste sull’insofferenza e intransigenza flaubertiana nei confronti della borghesia (gli viene affibbiato l’epiteto di buržazofob). Al contempo però il critico si contraddice, ed è costretto a considerare Flaubert anche “un perfetto esemplare della propria classe sociale”, un ‘borghesofobo’ che non riesce e non potrà mai condannare fino in fondo la propria appartenenza sociale di classe, e che non riesce infatti a “nascondere il proprio sentimento antidemocratico” (ad esempio, durante la descrizione dell’assalto al Palazzo delle Tuileries). Ejchengol’c è dunque costretto ad ammettere che non è possibile determinare sino in fondo quale sia la visione del mondo (il concetto di mirovozzrenie, così caro alla critica letteraria sovietica di quegli anni) o il pensiero politico dello scrittore, riportando a suffragio di questa affermazione una celebre citazione da una lettera di Flaubert a George Sand: “i patrioti non mi perdoneranno questo libro, né lo faranno i reazionari”. Per concludere, Èjchengo’lc commenta il romanzo L’Éducation sentimentale, nella sua traduzione russa, riferendosi quasi esclusivamente al contesto storico e al comportamento sociale del protagonista e dei personaggi principali, ignorando del tutto le vicissitudini personali e la linea di trama romantico-sentimentale di Frédéric Moreau, Madame Arnoux, Rosanette, Madame Dambreuse, eccetera. Nel sottolineare il carattere prevalentemente satirico dello stile di Flaubert egli nega, anche qui, qualsiasi forma di tragizm (elemento tragico), in questo forse citando alcune delle voci della critica francese contemporanea a Flaubert (le recensioni al romanzo vennero pubblicate in calce all’edizione L. Colbert, del 1910, citata come fonte principale dal critico sovietico), che intendevano il romanzo come “une satire composée de récits” (“Journal des débats”, 14 dicembre 1869); il critico però evita di citare molte altre recensioni, come quella della stessa G. Sand, che parla invece in termini molto diversi, sottolineando la tragedia della mediocrità umana nel romanzo: “Flaubert peint le courant brutal, l’obstacle, la faiblesse ou l’inconstance des lutteurs, la vie comme elle est, c’est-à-dire, médiocre. Son héros […] conçoit un idéal et ne le saisit jamais; la réalité l’empoigne et le roule sans pouvoir l’abrutir”. Nel suo commento Èjchengol’c si rifà poi evidentemente, come già accennato, alle discussioni sul mirovozzrenie (‘visione del mondo’, v. D144) e sull’importanza dei classici della letteratura mondiale per la nuova letteratura sovietica, già presenti nel 1933 (articolo di Anisimov sulla “Novaja Gazeta”, D088), e poi nelle discussioni su “Literaturnyj Kritik” e “Literaturnaka gazeta” del 1934-1935 (D007, D008, D117, D120), in lotta contro il ‘volgare approccio sociologico’ (‘vul’garnyj sociologizm’, v. D015) e, naturalmente, in promozione dei principi del realismo socialista (D014). Tali snodi critici, anche in Èjchengol’c, sono dunque sempre volti a sottolineare costantemente che, all’interno di una cultura occidentale” marcia, in decadenza”, era solo nello spazio sovietico, all’interno delle sue nuove coordinate culturali, che poteva essere compreso il ‘vero’ e ‘corretto’ significato dei classici della cultura, della letteratura e dell’arte.
Alessandra Carbone

Collocazione paratesto: Sobranie sočinenij v 10 tt. (1933-1938) - Tom 3. Vospitanie čuvstv - Moskva-Leningrad - GICHL - pp. 479-506

Tipologia di paratesto: Postfazione

Autore del paratesto: Èjchengol’c Mark Davidovič

Profilo autore del paratesto: Èjchengol'c Mark Davidovič (Kremenčug, 1889 - Mosca, 1953). Storico della letteratura e traduttore. Proveniente da una famiglia ebraico-ucraina della media borghesia (il padre era giurista), studiò lingue e letterature romanze all'Università di Mosca, laureandosi nel 1914 con una specializzazione in letteratura francese. Durante gli studi, come era consuetudine nel periodo, ebbe modo di viaggiare e perfezionarsi all'estero, in particolare in Francia e in Italia. Dal 1918 collaborò con il Narkompros (Commissariato del Popolo per l'Istruzione) e nel contempo insegnò in diversi atenei, tenendo un corso di Letteratura europeo-occidentale presso l'Università di Mosca e l'Institut Krasnoj Professury. Lavorò inoltre come redattore e revisore per le case editrici Gosizdat e GICHL, occupandosi in particolare della letteratura francese. I suoi principali contributi scientifici sono dedicati all'opera di Gustave Flaubert e di Émile Zola. Di quest'ultimo curò la prima edizione delle Opere (Sobranie sočinenij, 1928-1935) e gli dedicò la monografia Tvorčeskaja laboratorija Èmilja Zola (1940). Fu inoltre curatore e prefatore delle Opere di Gustave Flaubert (Sobranie sočinenij v 10 tt., 1933-1938, di cui uscirono solo otto volumi) e di una selezione di testi dello stesso autore (G. Flaubert, Izbrannye sočinenija, 1947). Stretto collaboratore e amico di Anatolij Lunačarskij, che lo stimava molto, con lui curò l'edizione di questi grandi classici francesi dell'Ottocento (si veda, al riguardo, la corrispondenza di Lunačarskij).

Bibliografia: F.S. Narkir'er, Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971, stb. 1136; Èjchengol'c, Mark Davidovič, in Pisateli sovremennoj èpochi. Bio-bibliografičeskij slovar' russkich pisatelej XX veka, pod red. B.P. Koz'mina, Moskva, GAChN, 1928, p. 275; RGALI. F. 596, op. 1, ed. chr. 110.

Kristina Landa, Alessandra Carbone

Data del paratesto: 1935

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'Education sentimentale

Data dell'opera originale: 1869

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Flaubert Gustave

Profilo autore del testo originale: Flaubert Gustave (Rouen, 1821 - Croisset 1880). Considerato uno dei maestri del realismo e del naturalismo, in contrapposizione al romanticismo, la sua poetica promuove l'idea che lo scrittore debba limitarsi a "rappresentare solamente", astenendosi da commenti personali o morali sui propri personaggi o sulle vicende narrate. Le opere maggiori di Flaubert sono Madame Bovary (1856, il romanzo fu poi giudicato e vietato per 'oltraggio alla morale e alla religione' nel 1857); L'Educazione sentimentale (versione del 1869), Sallambô (1862), Bouvard et Pécuchet (1881). Autore di prosa (racconti e romanzi). In ambito russo: conobbe Ivan Turgenev, che tradusse le sue opere (a partire dagli anni Settanta del XIX secolo), ne facilitò la ricezione e la traduzione nell'ambito culturale russo e mantenne con il collega e amico francese una fitta corrispondenza. Lo stile di Flaubert: Contrariamente a Balzac, a Stendhal e, in generale, ai narratori della prima metà dell'Ottocento, Flaubert "si astiene dal commentare gli avvenimenti raccontati e, tanto più, dall'identificarsi con uno dei personaggi della vicenda, convinto che la perfetta espressione dei fatti sia sufficiente per interpretarli. Egli rifiuta quindi di parlare di se stesso e delle sue idee, di comunicare al lettore i 'palpiti del suo cuore'; egli vuole, al contrario, 'dimenticarsi' e vivere soltanto in funzione dell'opera. Se da un lato l'immergersi totale e ascetico nella scrittura angoscia e affligge Flaubert, dall'altro gli elargisce un piacere profondo, una 'gioia voluttuosa' che considera l'unica cosa davvero soddisfacente nel deserto del vivere" (Fonte: Davide Monda in Enciclopedia Treccani Online).

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Vospitanie čuvstv

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL

Nome traduttore: Usov Dmitrij Sergeevič

Profilo traduttore: Dmitrij Sergeevič Usov (1896-1943, scriveva anche con lo pseudonimo di 'Dmitrievskij') fu un poeta e traduttore russo. Germanista, francesista, studiò all'Università di Mosca, dove esordì come poeta, traduttore e critico, e svolse attività accademica e didattica in diverse istituzioni, soprattutto ad Astrachan' e poi a Mosca, insegnando letteratura, teoria del verso e traduzione. Tradusse poesia e prosa dal tedesco e dal francese e collaborò a importanti progetti lessicografici.
Nel 1935 fu arrestato all'interno dell'inchiesta riguardante il cosiddetto "caso dei lessicografi", e condannato a cinque anni di lavori forzati; anche la moglie fu deportata. Liberato nel 1940, visse tra Asia Centrale e Tashkent, dove continuò a insegnare. Morì nel 1943 per insufficienza cardiaca. Fu riabilitato ufficialmente nel 1989. Fonti: Nešumova, T. F. Usov, Dmitrij Sergeevič in Russkie pisateli, 1800-1917: Bibliografičeskij slovar', pod. red. B. F. Egorov. -- Moskva: Bol'šaja sovetskaja enciklopedija; San Pietroburgo: Nestor-Istorija, 2019. -- Vol. 6: S-Č. -- pp. 379-381.

Curatore dell'edizione della traduzione: Èjchengol’c Mark Davidovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1935

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