Tvorčestvo Flobera [P062]
Collocazione paratesto: Izbrannye sočinenija - Moskva - Ogiz - pp. 3-23
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Èjchengol’c Mark Davidovič
Profilo autore del paratesto:
Aleksandr Iosifovič Dejč (Kiev, 1893 - Mosca, 1972), scrittore, critico letterario e teatrale. Si forma a Kiev, dove compie gli studi secondari presso il Ginnasio e consegue la laurea nel 1917 alla Facoltà di storia e filologia dell'Università di Kiev. Nel secondo dopoguerra ottiene i titoli accademici di Dottore in Scienze filologiche (1945) e di Dottore in Storia dell'arte (1947).
Inizia a pubblicare nel 1910, assumendo via via un ruolo di rilievo nella vita culturale di Kiev, distinguendosi come critico teatrale e letterario. Partecipa attivamente ai dibattiti sul rapporto tra arte e ideologia nel periodo rivoluzionario; particolare risonanza suscita l'articolo polemico Krach proletarskogo iskusstva (Il crollo dell'arte proletaria, 1918). Tra la seconda metà degli anni Dieci e l'inizio degli anni Venti frequenta un ambiente artistico e intellettuale particolarmente vivace, entrando in contatto con figure centrali del teatro e delle arti visive dell'epoca, tra cui Les' Kurbas, Konstantin Mar'džanov, Aleksandr Tyšler, Aleksandra Èkster e e Il'ja Ėrenburg. Collabora con numerosi periodici, tra cui "Kievskie novosti", "Kievskie otkliki", "Kievskaja počta", "Kievskaja nedelja", "Maski" e "Kievskaja rampa".
Dal 1925 si trasferisce stabilmente a Mosca, dove dirige la redazione esteri del Žurnal'no-gazetnoe ob''edinenie e collabora con riviste di ampia diffusione come "Ogonek", "Prožektor" e "Za rubežom". In questi anni pubblica numerosi studi di storia della letteratura e del teatro, oltre a opere biografiche e critiche dedicate ad autori della tradizione europea e russa, tra cui Heinrich Heine, Pierre-Jean de Béranger, Jonathan Swift, Lord Byron, Taras Ševčenko e Lesja Ukraïnka. Parallelamente svolge un intenso lavoro di traduzione e di mediazione culturale. Traduce opere di Miguel de Cervantes, Heinrich Heine, Oscar Wilde, Bernard Shaw, Walter Hasenclever (in collaborazione con Anatolij Lunačarskij), Richard Dehmel, Rainer Maria Rilke e Novalis, contribuendo in modo significativo alla diffusione della letteratura e del teatro europei nel contesto sovietico.
Negli ultimi anni di vita perde completamente la vista, ma continua a dedicarsi allo studio e alla scrittura. Muore a Mosca nel 1972.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova
Bibliografia: A.G. Gromova, Dejč, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 2, 1964, col. 560; S. G. Šindin, P.M. Nerler, Dejč Aleksandr Iosifovič, in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, tt. 1-2, O.A. Lekmanov (gl. red.), Moskva, ROSSPÈN, 2017, t. 1, p. 221.
Data del paratesto: 1947
Direttive paratesto:
- D154 - Dva puti razvitija istoričeskogo romana (di A. Anikist) [LINK]
- D214 - XI Plenum pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR. Sovetskaja literatura posle postanovlenija CK VKP (b) ot 14 avgusta 1946 goda o žurnalach "Zvezda" i "Leningrad". Doklad general'nogo sekretarja SSP SSSR tovarišča A. Fadeeva [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'Education sentimentale
Data dell'opera originale: 1869
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Flaubert Gustave
Profilo autore del testo originale: Flaubert Gustave (Rouen, 1821 - Croisset 1880). Considerato uno dei maestri del realismo e del naturalismo, in contrapposizione al romanticismo, la sua poetica promuove l'idea che lo scrittore debba limitarsi a "rappresentare solamente", astenendosi da commenti personali o morali sui propri personaggi o sulle vicende narrate. Le opere maggiori di Flaubert sono Madame Bovary (1856, il romanzo fu poi giudicato e vietato per 'oltraggio alla morale e alla religione' nel 1857); L'Educazione sentimentale (versione del 1869), Sallambô (1862), Bouvard et Pécuchet (1881). Autore di prosa (racconti e romanzi). In ambito russo: conobbe Ivan Turgenev, che tradusse le sue opere (a partire dagli anni Settanta del XIX secolo), ne facilitò la ricezione e la traduzione nell'ambito culturale russo e mantenne con il collega e amico francese una fitta corrispondenza. Lo stile di Flaubert: Contrariamente a Balzac, a Stendhal e, in generale, ai narratori della prima metà dell'Ottocento, Flaubert "si astiene dal commentare gli avvenimenti raccontati e, tanto più, dall'identificarsi con uno dei personaggi della vicenda, convinto che la perfetta espressione dei fatti sia sufficiente per interpretarli. Egli rifiuta quindi di parlare di se stesso e delle sue idee, di comunicare al lettore i 'palpiti del suo cuore'; egli vuole, al contrario, 'dimenticarsi' e vivere soltanto in funzione dell'opera. Se da un lato l'immergersi totale e ascetico nella scrittura angoscia e affligge Flaubert, dall'altro gli elargisce un piacere profondo, una 'gioia voluttuosa' che considera l'unica cosa davvero soddisfacente nel deserto del vivere" (Fonte: Davide Monda in Enciclopedia Treccani Online).
Categoria autore: Autore
Author image:
Titolo traduzione russa del testo originale: Vospitanie čuvstv
Collocazione traduzione: Moskva – Ogiz
Nome traduttore: Fedorov Andrej Venediktovič
Profilo traduttore:
Federov Andrej Vladimirovič (1906 San Pietroburgo - 1997, San Pietroburgo). Traduttore, letterato, pubblicista; fu uno dei fondatori e teorici della traduzione letteraria in ambito sovietico. Visse e studiò a Pietroburgo/Leningrado, fu allievo di L.V. Ščerba, Ju. Tynjanov, V.V. Vinogradov e V.M. Žirmunskij; fu professore universitario, dal 1963 al 1979 diresse il Dipartimento di filologia tedesca dell'Università statale di Leningrado. Filologo, linguista, letterato, è autore della celebre e pionieristica monografia Iskusstvo perevoda (l'arte della traduzione), redatta insieme a Kornej Čukovskij e pubblicata nel 1930 (Leningrad, presso Academia). Il suo primo articolo fu Problemy stichotvornogo perevoda (Problemi della traduzione poetica, 1927). Autore di numerose monografie e di oltre duecento pubblicazioni sulla teoria e la pratica della traduzione, tradusse in russo molti celebri scrittori tedeschi (Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Heinrich Heine, Johann Wolfgang von Goethe, Thomas Mann, Heinrich Kleist) e francesi tra cui Marcel Proust, Guy de Maupassant, Jean-Baptiste Molière, Gustave Flaubert, Alfred de Musset.
Durante la 'Grande guerra patriottica', a partire dal 1941 fu mobilitato sul fronte occidentale, dove lavorò come traduttore e interprete, ricevendo anche una onorificenza militare. Smobilitato nel 1945 si trasferì a Mosca, dove lavorò come docente di traduzione e tecniche di traduzione in diversi Istituti universitari. Del 1953 è l'altra fondamentale opera Vvedenie v teoriju perevoda (Introduzione alla teoria della traduzione), poi ripubblicata, ampliata ed emendata successivamente (nel 1958 e nel 1968, con il titolo definitivo Osnovy obščej teorii perevoda. Lingvističeskij očerk). Dal 1956 si trasferì nuovamente a Leningrado, dove lavorò come professore universitario presso il Dipartimento di Letterature straniere e poi presso la Cattedra di Filologia e letteratura germanica dell'Università Statale di Leningrado. Si v. Literatory Sankt-Peterburga. XX vek. Ènciklopedičeskij slovar' (2020).
Curatore dell'edizione della traduzione: Èjchengol’c Mark Davidovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1947
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
I saggi del 1947 hanno un taglio più didattico-scolastico (la lingua è più semplice, frasi più corte – lo stile ricorda quello laconico delle enciclopedie letterarie); pur mantenendo le posizioni degli anni Trenta, i paratesti presentano qualche sostanziale differenza con quelli del 1933-35 sui romanzi Gospoža Bovari e Vospitanie čuvstv. Alla fine degli anni Quaranta, in un contesto in cui si esortava a sottolineare nella letteratura sovietica l’importanza della tematica industriale, Èjchengol’c nota ad esempio che “nelle opere del grande classico francese questa era pressoché assente”, e che lui vi fosse persino ostile, scrive il critico: “Flaubert escludeva l’elemento industriale dalla propria percezione estetica. Secondo lui, l’industrialismo aveva sviluppato la bruttezza sino a vette mostruose. Non si trovano motivi industriali nell’opera di Flaubert”; al contempo, non mancano nel critico alcune considerazioni riconducibili al mutato panorama sovietico, ad esempio, nell’ambito della lotta al ‘cosmopolitismo’: non sorprende che Flaubert sia definito dal critico ‘patriota’ e ‘anticosmopolita’ (si v. D154, D214) in merito ad eventi storici come la guerra Franco-prussiana: “Sebbene già dalla metà degli anni ’40 e ’50 Flaubert sottolineasse nelle sue lettere il suo cosmopolitismo, la guerra franco-prussiana del 1870 suscitò in lui un’esplosione di sentimenti patriottici. Si espresse con rabbia contro il reazionario ‘prussianesimo’ e si arruolò nella Guardia Nazionale”
Alessandra Carbone