Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Istorija našego sovremennika [P064]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

In questo articolo Jakov Frid traccia un importante parallelo tra Frédéric Moreau, eroe (o anti-eroe) del romanzo di Flaubert L’éducation sentimentale, e la letteratura francese contemporanea (riportando sia paralleli con autori francesi contemporanei ‘amici’, ad esempio Paul Nizan o François Mauriac), sia con autori giudicabili alieni alla cultura sovietica (Marcel Proust) o interessanti, seppure controversi (L.F. Céline), per la forte criticità nei confronti del mondo occidentale (colonialismo, razzismo, capitalismo selvaggio). Frid rifletteva in particolare sulla stretta parentela tra l’eroe del romanzo francese contemporaneo, che appare spesso a suo avviso come un automa-meccanicizzato, un robot privo di quell’elemento di umanità irripetibile (‘nepovtorimoe ličnoe’), e al contempo contraddistinto da alcuni tratti di ‘appassimento’ e passività di questi stessi protagonisti (Frid parla volentieri di ‘vjalost” o di personaggio ‘vjalyj’). In particolare cita il libro di Paul Nizan Antoine Bloyé (1933), in cui il protagonista osserva il tema della morte (la bara), della vacuità esistenziale all’interno di un milieu piccolo-borghese, analizzando il vuoto interiore del protagonista e il suo confronto con i “fantasmi” del dovere, dell’amore e del successo; cita poi il romanzo François Mauriac Le noeud de Vipères (1932), in cui di nuovo ritorna il tema del successo, della sterilità del denaro e della decadenza borghese nel personaggio del ricco avvocato; l’elemento della critica sociale, che Frid riconosce a questi due scrittori, nei cui personaggi principali individua la discendenza a partire da Frédéric Moreau, è secondo il recensore prevalente e condivisibile, avvicina la letteratura francese, sia nei classici, che nei contemporanei, alla letteratura russa (D120, D015). Di segno opposto è invece la diretta discendenza da Moreau per l’autore Marcel Proust, in particolare nel personaggio di Swann, che sarà altrettanto ‘appassito’ (‘vjalyj’), e inutile (D014), o nell’ ‘annoiato-automa’ Bardamu, nel romanzo di Céline Voyage au bout de la nuit.

Collocazione paratesto: "Literaturnyj kritik" [rivista], 10 - pp. 116-149

Tipologia di paratesto: Articolo

Autore del paratesto: Frid Jakov Vladimirovič

Profilo autore del paratesto: Frid Jakov Vladimirovič (1903, Odessa - 1986, Mosca). Si laurea in filologie e letterature straniere presso il 'Vysšij literaturno-chudožestvennyj institut V.Ja. Brjusov' di Mosca nel 1925. Pubblicista e critico letterario comincia a pubblicare a partire dagli anni Venti articoli riguardanti le letterature occidentali. Particolarmente attivo dagli anni Trenta sulle riviste "Literaturnyj kritik" e "Internacional'naja literatura", vi espone una visione ortodossa marxista, e, poi, militante real-socialista della letteratura e dell'arte (tratta spesso opere di letterature occidentali, per lo più di francesistica). Dalla fine degli anni Cinquanta comincia a pubblicare lavori di più ampio respiro, come la monografia Stendal'. Očerk žizni i tvorčestva (Mosca, 1958, dal taglio biografico-critico). Fonte: Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971.

Data del paratesto: 1935

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L'Education sentimentale

Data dell'opera originale: 1869

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Flaubert Gustave

Profilo autore del testo originale: Flaubert Gustave (Rouen, 1821 - Croisset 1880). Considerato uno dei maestri del realismo e del naturalismo, in contrapposizione al romanticismo, la sua poetica promuove l'idea che lo scrittore debba limitarsi a "rappresentare solamente", astenendosi da commenti personali o morali sui propri personaggi o sulle vicende narrate. Le opere maggiori di Flaubert sono Madame Bovary (1856, il romanzo fu poi giudicato e vietato per 'oltraggio alla morale e alla religione' nel 1857); L'Educazione sentimentale (versione del 1869), Sallambô (1862), Bouvard et Pécuchet (1881). Autore di prosa (racconti e romanzi). In ambito russo: conobbe Ivan Turgenev, che tradusse le sue opere (a partire dagli anni Settanta del XIX secolo), ne facilitò la ricezione e la traduzione nell'ambito culturale russo e mantenne con il collega e amico francese una fitta corrispondenza. Lo stile di Flaubert: Contrariamente a Balzac, a Stendhal e, in generale, ai narratori della prima metà dell'Ottocento, Flaubert "si astiene dal commentare gli avvenimenti raccontati e, tanto più, dall'identificarsi con uno dei personaggi della vicenda, convinto che la perfetta espressione dei fatti sia sufficiente per interpretarli. Egli rifiuta quindi di parlare di se stesso e delle sue idee, di comunicare al lettore i 'palpiti del suo cuore'; egli vuole, al contrario, 'dimenticarsi' e vivere soltanto in funzione dell'opera. Se da un lato l'immergersi totale e ascetico nella scrittura angoscia e affligge Flaubert, dall'altro gli elargisce un piacere profondo, una 'gioia voluttuosa' che considera l'unica cosa davvero soddisfacente nel deserto del vivere" (Fonte: Davide Monda in Enciclopedia Treccani Online).

Categoria autore: Autore

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Titolo traduzione russa del testo originale: Vospitanie čuvstv

Collocazione traduzione: Moskva

Nome traduttore: Usov Dmitrij Sergeevič; Fedorov Andrej Venediktovič

Profilo traduttore: Dmitrij Sergeevič Usov (1896-1943, scriveva anche con lo pseudonimo di 'Dmitrievskij') fu un poeta e traduttore russo. Germanista, francesista, studiò all'Università di Mosca, dove esordì come poeta, traduttore e critico, e svolse attività accademica e didattica in diverse istituzioni, soprattutto ad Astrachan' e poi a Mosca, insegnando letteratura, teoria del verso e traduzione. Tradusse poesia e prosa dal tedesco e dal francese e collaborò a importanti progetti lessicografici.
Nel 1935 fu arrestato all'interno dell'inchiesta riguardante il cosiddetto "caso dei lessicografi", e condannato a cinque anni di lavori forzati; anche la moglie fu deportata. Liberato nel 1940, visse tra Asia Centrale e Tashkent, dove continuò a insegnare. Morì nel 1943 per insufficienza cardiaca. Fu riabilitato ufficialmente nel 1989. Fonti: Nešumova, T. F. Usov, Dmitrij Sergeevič in Russkie pisateli, 1800-1917: Bibliografičeskij slovar', pod. red. B. F. Egorov. -- Moskva: Bol'šaja sovetskaja enciklopedija; San Pietroburgo: Nestor-Istorija, 2019. -- Vol. 6: S-Č. -- pp. 379-381.

Data dell'edizione della traduzione russa: 1935

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