Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Andre Žid v Afrike [P069]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Jakov Frid propone una recensione-articolo sulla ripubblicazione del reportage di André Gide dal Congo (il libro era già stato pubblicato nel 1931 da Federacija, ma era passato inosservato, perché precedente alla nuova auctoritas sovietica dello scrittore francese, v. P068). Dunque il critico osserva che André Gide si recò nell’Africa equatoriale dopo aver lavorato a Les Faux-monnayeurs (I falsari), un’opera che Jakov Frid giudica molto significativa, in cui Gide “cercò di fornire un’immagine accurata della società francese contemporanea”. Per il critico lo stesso desiderio “di massima accuratezza e realismo” guidò Gide anche quando scrisse i suoi appunti di viaggio. Nota che lo scrittore dedicò i suoi taccuini africani a Joseph Conrad, ma osserva che “essi non assomigliano alle opere africane di Conrad, poiché a Gide era estranea l’idea, tipica di Conrad, di fedeltà al proprio dovere di ‘servitori della civiltà’ (agenti del capitalismo nelle colonie)”. Egli, secondo Frid, senza essere “apertamente anticolonialista”, è però libero nel suo giudizio, è obiettivo; lo sguardo con cui A. Gide osserva gli abitanti di quei luoghi, gli indigeni quelle terre, è autentico e “colmo del desiderio di comprendere”. Scrive il critico sovietico, infatti, paragonando quest’opera a scritti simili di altri scrittori occidentali: “quest’opera non ha niente in comune con l’esotismo negrofobico [Sic.!: ‘negrofobskij’] di Paul Morand o con l’esotismo negrofilo [‘negrofil’stvo’] di Jean-Richard Bloch”. Semplicemente, secondo il critico sovietico, “Gide era andato a casa degli indigeni per vedere ciò che c’era, non ciò che avrebbe voluto vedere”. Successivamente Frid esprime un giudizio negatrivo sulla critica sovietica ex-RAPP (liquidata dal Postanovlenie del 23 aprile 1932, v. D108) che ancora l’anno prima era contraddistinta da un approccio scorretto, ed “era purtroppo ostacolata da molti fattori che impedivano di vedere i fenomeni letterari in atto, in fase di sviluppo. Pertanto, quando nel 1931 i quaderni africani di Gide furono pubblicati da Federacija, non abbiamo compreso appieno il significato di questi appunti”. Egli sostiene che i critici sovietici non sono riusciti a scorgere “quale posto occupassero questi libri nel percorso di A. Gide, così speciale, così individuale, non abbiamo visto che già in essi c’era una sostanza esplosiva, che un ulteriore scontro con la vita avrebbe potuto portare a un’esplosione, a una rottura con la borghesia. Ed ecco André Gide è adesso con noi”. Frid riporta anche le entusiastiche parole di André Gide dai suoi Diari: “Se fosse necessaria la mia vita per garantire il successo dell’URSS, la darei immediatamente”, e osserva “così dice uno degli scrittori più raffinati del mondo, invecchiato sul malinconico Parnaso della cultura capitalista e apparentemente destinato a morire su di esso”. La riscoperta di Gide è dunque per il critico Jakov Frid “Un fenomeno di enorme portata: nessun grande artista veramente umano rimarrà dalla parte della borghesia nell’epoca delle sue ultime battaglie contro il proletariato. I migliori esponenti dell’Occidente borghese uno dopo l’altro fuggono dall’atmosfera mortale della cultura borghese morente”. Aggiunge che tutti loro “raffinati individualisti”, sono guidati verso il proletariato dalla stessa cosa: nella loro coscienza “viene eliminata la contraddizione, prima inesistente, tra la fioritura della personalità e il socialismo”; Conclude Frid dicendo che André Gide, che pensa in termini di ampia umanità, esalta il collettivismo proletario, scrive invece che “i piccoli individualisti, irrimediabilmente deformati dal capitalismo, preoccupati solo dai loro comodi appartamenti, recitano a memoria il catechismo nietzscheano del fascismo”.

Collocazione paratesto: "Literaturnyj kritik"

Tipologia di paratesto: Articolo

Autore del paratesto: Frid Jakov Vladimirovič

Profilo autore del paratesto: Frid Jakov Vladimirovič (1903, Odessa - 1986, Mosca). Si laurea in filologie e letterature straniere presso il 'Vysšij literaturno-chudožestvennyj institut V.Ja. Brjusov' di Mosca nel 1925. Pubblicista e critico letterario comincia a pubblicare a partire dagli anni Venti articoli riguardanti le letterature occidentali. Particolarmente attivo dagli anni Trenta sulle riviste "Literaturnyj kritik" e "Internacional'naja literatura", vi espone una visione ortodossa marxista, e, poi, militante real-socialista della letteratura e dell'arte (tratta spesso opere di letterature occidentali, per lo più di francesistica). Dalla fine degli anni Cinquanta comincia a pubblicare lavori di più ampio respiro, come la monografia Stendal'. Očerk žizni i tvorčestva (Mosca, 1958, dal taglio biografico-critico). Fonte: Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971.

Data del paratesto: 1934

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Voyage au Congo, suivi du Retour du Tchad

Data dell'opera originale: 1929

Paese dell'opera originale: Francia

Nome autore del testo originale: Gide André

Profilo autore del testo originale: André Gide (Parigi, 22 novembre 1869 - Parigi, 19 febbraio 1951) fu una delle figure centrali della letteratura francese del Novecento, premio Nobel per la Letteratura nel 1947. La sua opera, segnata da un costante interrogarsi morale, dall'attenzione all'individuo e da una tensione tra libertà e responsabilità, ebbe anche un rilevante risvolto politico e internazionale, in particolare nei rapporti con la Russia sovietica. Dopo gli esordi simbolisti, Gide si impose con testi come Les Nourritures terrestres (1897), L'Immoraliste (1902), La Symphonie pastorale (1919) e il romanzo sperimentale Les Faux-Monnayeurs (1925). Negli anni Venti e nei primi anni Trenta mostrò un crescente interesse per il comunismo, considerato una possibile alternativa morale e sociale alla crisi del capitalismo europeo. Questo orientamento lo avvicinò all'Unione Sovietica, che egli guardava con simpatia come a un laboratorio storico di rinnovamento. Nel giugno-agosto 1936 Gide visitò l'URSS su invito ufficiale dell'Unione degli Scrittori Sovietici. Il viaggio lo condusse a Mosca, Leningrado, Kiev, Tbilisi e in altre città, permettendogli un contatto diretto con le istituzioni culturali e con la vita quotidiana del paese. L'esperienza, tuttavia, ebbe un esito profondamente deludente. Nel saggio Retour de l'URSS (1936) Gide espresse una critica netta al conformismo ideologico, alla repressione della libertà intellettuale e al culto della personalità staliniano. Le sue posizioni furono ulteriormente precisate in Retouches à mon retour de l'URSS (1937). Questi scritti provocarono una rottura con gli ambienti comunisti francesi e suscitarono dure reazioni ufficiali in URSS, dove l'opera di Gide venne progressivamente censurata.

Categoria autore: Autore

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Vozvraščenie s ozera Čada

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL

Nome traduttore: Frankovskij Adrian Antonovič

Profilo traduttore: Adrian Antonovič Frankovskij, intellettuale, traduttore di origine ucraina, tra i più importanti nei primi decenni dell'Unione sovietica, nacque nel 1888 nel villaggio di Lobačev, vicino a Kiev. Nel 1911 si laureò presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di San Pietroburgo. Insegnò nelle scuole secondarie e presso l'Istituto degli insegnanti di Leningrado, trasformato nel 1918 in 2° Istituto pedagogico. Dal 1924 fu scrittore e traduttore professionista. Le sue traduzioni, soprattutto dal francese e dall'inglese, ancora oggi conservano il loro valore artistico e vengono ripubblicato. Visse sempre a Leningrado. Dai romanzieri inglesi del XVII-XVIII secolo tradusse J. Swift, G. Fielding, L. Sterne, dal francese del XVIII secolo - D. Diderot, dagli autori del Novecento - R. Rolland, Romain Rolland, André Gide, M. Proust. L'iniziativa di tradurre Marcel Proust fu un merito importante di Frankovskij: alla fine degli anni Venti pubblicò nella sua traduzione la prima parte del romanzo-epopea Alla ricerca del tempo perduto. Negli anni Trenta, Frankovskij partecipò sia come traduttore che come curatore alla pubblicazione delle Opere di Proust. Il primo e il terzo volume (GIChL 1934-1938). Morì nel febbraio 1942, durante il primo, durissimo, assedio di Leningrado.

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1934

Nuova ricerca
  • Paese dell'opera originale