Foma Kampanella. Gorod Solnca. Izd. “Academia” 1934 g. s predisloviem V.P. Volgina [P073]
Collocazione paratesto: "Pod znamenem marksizma" [rivista], 1 - pp. 202-206
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Kazarin Aleksandr Ivanovič
Profilo autore del paratesto: N/A
Data del paratesto: 1936
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Civitas Solis (Città del Sole)
Data dell'opera originale: 1623 (1602)
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Campanella Tommaso
Profilo autore del testo originale:
Campanella Tommaso (nato Giovan Battista, Stilo, 1568 - Parigi, 1639). Filosofo, scrittore e teologo italiano. Influenzato dagli scritti di Tommaso d'Aquino e Alberto Magno, entrò nell'ordine domenicano assumendo il nome di fra' Tommaso e si dedicò allo studio di Aristotele. Dopo aver letto numerosi testi classici e patristici, si appassionò alla dottrina naturalista di Bernardino Telesio, alle teorie di Galeno e Ippocrate, nonché a scritti ermetici, opere cabalistiche e di magia.
Nel 1593 Campanella fu arrestato dall'Inquisizione con l'accusa di aver discusso di fede con un ebreo convertito al cattolicesimo, inducendolo in tentazione. Venne sottoposto a tortura e incolpato di sostenere idee filosofiche pericolosamente vicine all'eresia. Dopo essere stato rilasciato dalle carceri romane, fu inviato in Calabria, dove nel 1598 assunse la guida di una congiura antispagnola. In seguito alla feroce repressione del viceré spagnolo, Campanella fu accusato di lesa maestà ed eresia e, per evitare la pena di morte, simulò la pazzia. La condanna venne commutata in carcere a vita, che il domenicano scontò in diverse fortezze napoletane.
Dopo circa ventisette anni di prigionia, Campanella fu trasferito a Roma e, dopo altri due anni di detenzione, ottenne la liberazione grazie all'appoggio di papa Urbano VIII, impressionato dalle sue competenze astrologiche. Tuttavia, nell'ottobre 1634 fu costretto a recarsi in esilio in Francia. A Parigi fu accolto con favore da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu. Per celebrare la nascita del Delfino, il futuro Luigi XIV, nel 1638 compose un'ecloga in latino.
Tra i numerosi trattati di Campanella, molti dei quali redatti in carcere, si distinguono: Del senso delle cose e della magia (1604), in cui espone la propria concezione del mondo come organismo vivente le cui singole parti sono dotate di anima e sensibilità, e tenta di riabilitare la magia naturale dall'oblio; la Monarchia di Spagna (1600), in cui definisce le modalità per istituire una monarchia universale e riunire l'unico gregge sotto un solo pastore; e infine l'opera più celebre, La città del Sole (1602), in cui descrive il modello utopico di una città governata dai filosofi, dove tutti i beni sono comuni.
Bibliografia: L. Firpo, Campanella Tommaso, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1974, vol. 17; L. Amabile, Fra Tommaso Campanella, la sua congiura, i suoi processi e la sua pazzia, Napoli, 1882, voll. I-III; L. Amabile, Fra Tommaso Campanella ne' castelli di Napoli, in Roma e in Parigi, Napoli, 1887, voll. I-II; L. Firpo, Ricerche campanelliane, Firenze, 1947; G. Ernst, Il carcere il politico il profeta. Saggi su Tommaso Campanella, Pisa-Roma, 2002.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Gorod Solnca
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia
Nome traduttore: Petrovskij Fedor Aleksandrovič
Profilo traduttore:
Petrovskij Fedor Aleksandrovič (1890 - 1978). Filologo classico, docente di lingue antiche e traduttore dei classici. Si laureò nel 1914 presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca e fu assunto come docente, ma venne presto licenziato. Nel 1925 fu arrestato senza accuse e liberato dopo un mese; arrestato una seconda volta nel 1929, fu accusato di aver preso parte a un presunto complotto antisovietico organizzato presso la GAChN (Accademia di Stato di Scienze Artistiche). Condannato a tre anni di esilio, fu rilasciato dopo due anni e riprese a lavorare come docente e ricercatore, diventando in seguito capo della sezione di letteratura antica presso l'Istituto di Letteratura Mondiale (IMLI AN SSSR) dell'Accademia delle Scienze dell'URSS.
Tradusse opere di Cicerone, Marziale, Giovenale, Seneca, Plauto, Lucrezio e Vitruvio, nonché l'Utopia di Thomas More e la Civitas Solis di Tommaso Campanella.
Bibliografia: M.L. Gasparov, Zapisi i vypiski, Moskva, NLO, 2021, p. 312; M. Gasparov, Petrovskij, Fedor Aleksandrovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1968, t. 5, stb. 730; https://litpamyatniki.ru/library/250; RGALI. F. 631, op. 39, ed.chr. 4526; f. 941, op. 10, ed.chr. 475; f. 2466, op. 7, ed.chr. 676; IRLI RAN. F. 562, op. 3, ed.chr. 960.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: Volgin Vjačeslav Petrovič
Data dell'edizione della traduzione russa: 1934
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Kazarin definisce la Civitas Solis uno dei modelli più riusciti della letteratura utopica. Afferma che in quest’opera sia rappresentata con massima chiarezza l’ideologia delle masse contadine italiane di fine Cinquecento – inizio Seicento. Il critico riprende e sviluppa le tesi esposte nella prefazione da Volgin (P071), il quale, a suo avviso, aveva prestato scarsa attenzione alla filosofia di Campanella. Kazarin si richiama inoltre all’autorità di Engels, il quale considerava le dottrine utopiche dell’epoca feudale come una manifestazione della lotta dei plebei dell’Europa occidentale contro i propri sfruttatori, tanto feudali quanto borghesi.
Kazarin richiama quindi l’attenzione del lettore sul panteismo di Campanella. Sbagliano coloro che lo descrivono come idealista, poiché egli si trovava senza dubbio sulla via del materialismo. La sua dottrina dell’anima mundi era diretta contro la filosofia scolastica della chiesa, la quale aveva creato un abisso tra materia e spirito. I cittadini della Civitas Solis, sebbene religiosi, non sono affatto cristiani; nella sua opera, Campanella espone il proprio panteismo, che considerava il sistema metafisico più progressista dell’epoca.
Affiancandolo a Bruno e Galileo, Kazarin sostiene che Campanella, pur non essendo un razionalista in senso stretto, vada considerato un predecessore di Cartesio e di Leibniz. Il suo sogno di un’unità politica del mondo intero lo avvicina anche a Machiavelli, con la sua idea dell’unità d’Italia, che costituiva un’esigenza primaria della borghesia, la quale poteva liberarsi dai feudatari solo all’interno di uno Stato centralizzato.
Tra i molti aspetti secondari, l’elemento essenziale della Civitas Solis è la dottrina sui vantaggi di un ordine sociale che abolisca la proprietà privata e lo sfruttamento, e stabilisca la parità tra i sessi. Il carattere dell’opera è indubbiamente rivoluzionario.
Kristina Landa