Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Tomazo Kampanella (1639–1939) [P074]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Tra tanti aspetti interessanti dell’articolo spicca il tema della cosiddetta “lotta di Campanella contro la reazione cattolica”. Il saggio è evidentemente scritto in polemica con gli autori italiani di quel periodo.

Nel corso degli anni Trenta e Quaranta, il teologo svizzero Romano Amerio di Lugano e il suo seguace, filologo italiano Luigi Firpo, divenuto in seguito la principale autorità negli studi campanelliani del secondo Novecento, difendono nelle loro opere l’immagine di un Campanella ortodosso, che in gioventù si era allontanato dal cattolicesimo ma, in prigione, visse una metanoia per poi rientrare completamente nel grembo della Chiesa Romana. I lavori su Campanella come cattolico ortodosso vengono pubblicati sulla “Rivista di filosofia neo-scolastica”, roccaforte dei conservatori neotomisti sotto l’egida di Padre Agostino Gemelli, il quale proclamava come compito della filosofia neotomista il ristabilire il pensiero medievale nell’ambito della civiltà contemporanea.

Un aspetto ideologico innovativo dell’articolo di Asmus consiste anche nell’accento posto sul patriottismo degli abitanti della Città del Sole, che compare qui per la prima volta nell’interpretazione sovietica di questo periodo (nei paratesti di Volgin, Dživelegov e Kazarin non risulta messo in rilievo). Amando il lavoro, scrive Asmus, i Solari amano anche la loro patria comunista; li caratterizza la prontezza a difenderla da attacchi esterni e il valore di guerrieri pronti a morire per la patria. L’accento posto da Asmus sul patriottismo dei Solari si colloca perfettamente all’interno del più ampio discorso patriottico che caratterizzava la stampa sovietica nel periodo 1937-1939. – cfr. le direttive: D030, D076, D079.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: "Pod znamenem marksizma" [rivista], 1 - pp. 76-103

Tipologia di paratesto: Articolo

Autore del paratesto: Asmus Valentin Ferdinandovič

Profilo autore del paratesto: Asmus Valentin Ferdinandovič (Kiev, 1894 - Mosca, 1975). Filosofo, storico della filosofia antica e occidentale, e studioso di letteratura. Si laureò presso il Dipartimento di Filosofia e Letteratura Russa dell'Università di Kiev nel 1919. Dagli anni Venti insegnò in diversi atenei della città. Se durante la guerra civile aveva pubblicato un articolo fortemente critico nei confronti del bolscevismo, dopo l'affermazione del potere sovietico a Kiev intraprese gli studi della filosofia marxista; la sua prima monografia fu infatti intitolata Dialektičeskij materializm i logika (Materialismo dialettico e logica). Trasferitosi a Mosca, insegnò in vari istituti e, pur accusato di "idealismo menscevico", evitò l'arresto. Negli anni Trenta si dedicò alla teoria dell'estetica e nel 1935 entrò a far parte dell'Unione degli Scrittori. Nel 1940 discusse la tesi di dottorato sull'estetica della Grecia antica, diventando il primo studioso in URSS a conseguire un dottorato in Filosofia. Dal 1939 insegnò presso il Dipartimento di Filosofia dell'Università di Mosca. Fu insignito del premio Stalin per il contributo all'edizione della Storia della filosofia in tre volumi, opera che nel 1944 fu tuttavia aspramente criticata.
A partire dal 1946 si impegnò per il riconoscimento della logica come disciplina scientifica e per il suo reinserimento nei curricula universitari. I suoi saggi su filosofi occidentali (da Platone a Cartesio, Campanella e Bergson) sono di notevole rilievo; a livello internazionale è noto soprattutto come studioso di Kant.

Bibliografia: V. Sokolov, T. Ojzerman, A. Gulyga, Z. Kamenskij, V. Smirnov, A. Subbotin, V. Žučkova, V.F. Asmus - pedagog i myslitel', "Voprosy filosofii", 1 (1995), pp. 31-51; Valentin Fedorovič Asmus, a cura di V. Žučkov, I. Blauberg, Moskva, Rosspèn, 2010; S. Korsakov, V. F. Asmus: korrektivy k obrazu, Moskva, SFK-ofis, 2017. D. Bakhurst, Consciousness and Revolution in Soviet Philosophy: From the Bolsheviks to Evald Ilyenkov (Modern European Philosophy), Cambridge, Cambidge University Press, 1991, p. 5; D. Steila, History of Philosophy in the Early Soviet Epoch, in "Rivista di storia della Filosofia", 2 (2018), pp. 217-234; RGALI. F. 631, op. 39, ed. chr. 396.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1939

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Civitas Solis (Città del Sole)

Data dell'opera originale: 1623 (1602)

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Campanella Tommaso

Profilo autore del testo originale: Campanella Tommaso (nato Giovan Battista, Stilo, 1568 - Parigi, 1639). Filosofo, scrittore e teologo italiano. Influenzato dagli scritti di Tommaso d'Aquino e Alberto Magno, entrò nell'ordine domenicano assumendo il nome di fra' Tommaso e si dedicò allo studio di Aristotele. Dopo aver letto numerosi testi classici e patristici, si appassionò alla dottrina naturalista di Bernardino Telesio, alle teorie di Galeno e Ippocrate, nonché a scritti ermetici, opere cabalistiche e di magia.
Nel 1593 Campanella fu arrestato dall'Inquisizione con l'accusa di aver discusso di fede con un ebreo convertito al cattolicesimo, inducendolo in tentazione. Venne sottoposto a tortura e incolpato di sostenere idee filosofiche pericolosamente vicine all'eresia. Dopo essere stato rilasciato dalle carceri romane, fu inviato in Calabria, dove nel 1598 assunse la guida di una congiura antispagnola. In seguito alla feroce repressione del viceré spagnolo, Campanella fu accusato di lesa maestà ed eresia e, per evitare la pena di morte, simulò la pazzia. La condanna venne commutata in carcere a vita, che il domenicano scontò in diverse fortezze napoletane.
Dopo circa ventisette anni di prigionia, Campanella fu trasferito a Roma e, dopo altri due anni di detenzione, ottenne la liberazione grazie all'appoggio di papa Urbano VIII, impressionato dalle sue competenze astrologiche. Tuttavia, nell'ottobre 1634 fu costretto a recarsi in esilio in Francia. A Parigi fu accolto con favore da Luigi XIII e dal cardinale Richelieu. Per celebrare la nascita del Delfino, il futuro Luigi XIV, nel 1638 compose un'ecloga in latino.
Tra i numerosi trattati di Campanella, molti dei quali redatti in carcere, si distinguono: Del senso delle cose e della magia (1604), in cui espone la propria concezione del mondo come organismo vivente le cui singole parti sono dotate di anima e sensibilità, e tenta di riabilitare la magia naturale dall'oblio; la Monarchia di Spagna (1600), in cui definisce le modalità per istituire una monarchia universale e riunire l'unico gregge sotto un solo pastore; e infine l'opera più celebre, La città del Sole (1602), in cui descrive il modello utopico di una città governata dai filosofi, dove tutti i beni sono comuni.

Bibliografia: L. Firpo, Campanella Tommaso, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1974, vol. 17; L. Amabile, Fra Tommaso Campanella, la sua congiura, i suoi processi e la sua pazzia, Napoli, 1882, voll. I-III; L. Amabile, Fra Tommaso Campanella ne' castelli di Napoli, in Roma e in Parigi, Napoli, 1887, voll. I-II; L. Firpo, Ricerche campanelliane, Firenze, 1947; G. Ernst, Il carcere il politico il profeta. Saggi su Tommaso Campanella, Pisa-Roma, 2002.

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Gorod Solnca

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – Academia

Nome traduttore: Petrovskij Fedor Aleksandrovič

Profilo traduttore: Petrovskij Fedor Aleksandrovič (1890 - 1978). Filologo classico, docente di lingue antiche e traduttore dei classici. Si laureò nel 1914 presso la Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Mosca e fu assunto come docente, ma venne presto licenziato. Nel 1925 fu arrestato senza accuse e liberato dopo un mese; arrestato una seconda volta nel 1929, fu accusato di aver preso parte a un presunto complotto antisovietico organizzato presso la GAChN (Accademia di Stato di Scienze Artistiche). Condannato a tre anni di esilio, fu rilasciato dopo due anni e riprese a lavorare come docente e ricercatore, diventando in seguito capo della sezione di letteratura antica presso l'Istituto di Letteratura Mondiale (IMLI AN SSSR) dell'Accademia delle Scienze dell'URSS.
Tradusse opere di Cicerone, Marziale, Giovenale, Seneca, Plauto, Lucrezio e Vitruvio, nonché l'Utopia di Thomas More e la Civitas Solis di Tommaso Campanella.

Bibliografia: M.L. Gasparov, Zapisi i vypiski, Moskva, NLO, 2021, p. 312; M. Gasparov, Petrovskij, Fedor Aleksandrovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1968, t. 5, stb. 730; https://litpamyatniki.ru/library/250; RGALI. F. 631, op. 39, ed.chr. 4526; f. 941, op. 10, ed.chr. 475; f. 2466, op. 7, ed.chr. 676; IRLI RAN. F. 562, op. 3, ed.chr. 960.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: Volgin Vjačeslav Petrovič

Data dell'edizione della traduzione russa: 1934

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