Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Tvorenie Dante [P107]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

La prefazione di Deržavin si apre con citazioni di Engels e di Puškin, da cui il saggio risulta in generale più impregnato rispetto alle precedenti introduzioni al poema.

Invettiva contro la borghesia

Il critico enfatizza la colpa della borghesia fiorentina nei confronti di Dante. A differenza di Dživelegov, egli non accenna più al conflitto interiore del poeta tra la tradizione feudale e il nuovo spirito borghese; nel suo saggio, la parola “borghese” è usata esclusivamente in senso dispregiativo, ad esempio quando si riferisce all’odio crescente dell’autore dell’Inferno verso il mondo dell'”avidità borghese”. Deržavin descrive Dante come un tipico rappresentante dell'”intelligencija” fiorentina, formatosi come poeta in un periodo di transizione dalla cultura medievale alle nuove “ambizioni artistiche”. In tal modo, il critico sostituisce la precisa terminologia di classe impiegata da Dživelegov con definizioni più generiche. – cfr. le direttive: D198, D212, D214, D217

Nazionalismo

Nel Purgatorio e nel Paradiso, secondo il critico, si realizza il sogno del poeta riguardo a un unico Stato nazionale. Lo studioso elogia le idee dantesche sulla monarchia, pur con tutti i loro limiti, anche nel trattato De monarchia, raffigurando Dante come uno dei primi patrioti di uno Stato nazionale e individuando nel suo pensiero una continuità con i protagonisti del Risorgimento. Qui Deržavin si avvicina paradossalmente al mito dantesco sviluppato durante il ventennio fascista in Italia.
Inoltre, il critico non solo sottolinea i pregi della traduzione sovietica della Commedia rispetto a quelle prerivoluzionarie, menzionando il conferimento del Premio Stalin nel 1946, ma enfatizza anche i meriti della scuola traduttologica sovietica che in essa si manifestano, ripetendo per due volte l’aggettivo “russo” (“traduttore-poeta russo” e “ricchissima lingua russa”).
Queste modifiche corrispondono alle direttive del periodo di crescente nazionalismo del tardo stalinismo. – D157, D158

Intento antireligioso

Più marcata è, invece, la tendenza antireligiosa del saggio di Deržavin. Egli parla del pensiero tomista, di cui Dante sarebbe stato “prigioniero”, come di “mostruose invenzioni mistiche” che permeano gli scritti di Tommaso d’Aquino, “il più reazionario e putrefatto” teologo dell’epoca. Rappresenta la conoscenza dei classici da parte dell’Alighieri come segno dei nuovi interessi umanistici che entrano in conflitto con la scienza scolastica.

Attualizzazione politica

Egli ravvisa nell’Inferno l’esperienza personale dell’autore, quella di un “emigrato” politico perseguitato; è da notare l’uso del termine contemporaneo “èmigrant”, che evoca un’associazione con gli esuli politici del tempo (in particolare, con i comunisti europei in URSS, come Giovanni Germanetto).

In generale, la prefazione appare più generica, più politicizzata e meno erudita di quella di Dživelegov.

Kristina Landa

Collocazione paratesto: Božestvennaja Komedija - Moskva-Leningrad - GICHL - pp. 5-13

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Deržavin Konstantin Nikolaevič

Profilo autore del paratesto: Deržavin Konstantin Nikolaevič (Batumi, 1903 - Leningrado, 1956). Storico della letteratura, traduttore, critico letterario e teatrale; membro dell'Unione degli Scrittori dal 1939.

Si laureò nel 1924 presso il Dipartimento di Lingue romanze e germaniche della Facoltà di Scienze Sociali dell'Università di Leningrado. Frequentò anche i corsi di sceneggiatura di Vsevolod Mejerchol'd, ottenendo il diploma di regista. Tra il 1930 e il 1932 fu dottorando presso l'Accademia delle Scienze dell'URSS. Dal 1926 al 1930 diresse la sezione leningradese della Società pansovietica per le relazioni culturali con l'estero (VOKS). Nel 1933 fu a capo della sezione letteraria del Teatro Accademico Drammatico di Leningrado e, dal 1936, assistente del capo della Direzione per le Belle Arti presso il Comitato Esecutivo del Soviet di Leningrado.
Dal 1940 lavorò nella sezione di letterature europee dell'Istituto di Letteratura Russa "Puškinskij Dom". Nel 1950, a seguito della chiusura della sezione durante la campagna contro i "cosmopoliti", si trasferì a Mosca e fu assunto dall'Istituto di Studi Slavi dell'Accademia delle Scienze.
Tra il 1945 e il 1946 svolse un incarico in Bulgaria. Dopo la guerra tentò due volte, senza successo, di ottenere il titolo di dottore in Filologia senza discutere una tesi, presentando i propri lavori; nonostante le valutazioni positive di studiosi come Boris Reizov, Aleksandr Smirnov e Vladimir Žirmunskij, l'iter non si concluse mai positivamente.
Tra le sue pubblicazioni si annoverano una monografia su Shakespeare (1926), la prefazione alla Commedia di Dante (1950), nonché studi su Cervantes, sul teatro rivoluzionario francese e su Voltaire.

Bibliografia: Z. Plavskin, Deržavin, Konstantin Nikolaevič, in Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1972, t. 8, p. 363; A. Altšuller, Konstantin Nikolaevič Deržavin, in "Peterburgskij teatral'nyj žurnal", 2019, https://ptj.spb.ru/blog/konstantin-nikolaevich-derzhavin/; RNB. F. 1028; RGALI. F. 631, op. 39, ed.chr. 842; f. 962, op. 28, ed.chr. 1334.

Kristina Landa

Data del paratesto: 1950

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: La Divina Commedia

Data dell'opera originale: 1336 (1308-1321)

Paese dell'opera originale: Italia

Nome autore del testo originale: Alighieri Dante

Profilo autore del testo originale: Dante Alighieri (1265, Firenze - 1321, Ravenna) - poeta italiano considerato il padre della lingua italiana e il più grande fra le tre "corone" fiorentine (Dante, Petrarca, Boccaccio). Autore delle opere: Rime, Vita Nuova, Convivio, Fiore, Detto d'Amore, Commedia (in italiano volgare), De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe (in latino). Vedi https://www.danteonline.it/opere/index.php&; https://dante.dartmouth.edu/

Kristina Landa

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Božestvennaja Komedija. Raj

Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL

Nome traduttore: Lozinskij Michail Leonidovič

Profilo traduttore: Lozinskij Michail Leonidovič (1886-1955) - poeta acmeista vicino anche alle cerchie simboliste di inizio Novecento, traduttore e docente di traduzione poetica, impiegato della Biblioteca nazionale di Leningrado, collaboratore della casa editrice Vsemirnaja Literatura, amico di molti letterati e critici importanti dell'epoca, tra cui Anna Achmatova, Kornej Čukovskij e Nikolaj Anciferov. Lozinskij tradusse molti classici europei da francese, spagnolo, inglese e italiano seguendo in parte il metodo formalista proposto da Gumilev nella traduzione poetica, ossia prestando particolare attenzione alla corrispondenza tra le strutture formali del testo di partenza e quello di arrivo. Il suo capolavoro più noto in questo ambito fu la traduzione della Commedia di Dante, opera che intraprese nel 1936 e portò a termine nel 1942, pubblicando nel frattempo su diverse riviste letterarie le traduzioni di singoli canti. Anche negli anni successivi, tuttavia, non smise mai di rivedere e di integrare il suo commento scientifico al poema dantesco, principalmente a causa delle richieste degli editori determinate da quelle della censura atea del paese. La traduzione, inizialmente commissionata dalla casa editrice Academia, fu pubblicata in tre volumi da GIHL (Goslitizdat) in seguito alla chiusura di Academia nel corso delle repressioni del 1937 e alla trasmissione dei suoi progetti incompiuti all'amministrazione di GIHL. L'Inferno uscì nel 1939 accompagnato dal commento di Ivan Grevs e dalla prefazione di Aleksej Dživelegov e fu successivamente ristampato nel 1940 con il commento di Aleksandr Beleckij; il Purgatorio uscì nel 1944 e il Paradiso nel 1945, anno della fine della Seconda guerra mondiale. Le ultime due cantiche furono puntualmente corredate dalle prefazioni di Dživelegov . Quindi, nel 1950, Goslitizdat pubblicò la traduzione integrale in un unico volume con la prefazione di Konstantin Deržavin. Nel 1952 Lozinskij fu invitato a rivedere il suo commento per una nuova pubblicazione programmata dalla casa editrice di Academia Nauk, mai avvenuta. Oggi la versione canonica viene considerata l'edizione postuma del 1967 pubblicata dalla casa editrice Nauka con la prefazione di Il'ja Nikolaevič Goleniščev-Kutuzov.

Bibliografia: K. Landa, Božestvennaja Komedija v zerkalach russkich perevodov, Sankt-Peterburg, RHGA, 2020, pp. 321-427; K. Landa, Kanonizirovannyj i neprinjatyj Dante. K istorii recepcii i cenzury Božestvennoj Komedii v SSSR, "Studi Slavistici", 18 (2021), pp. 147-173; K. Landa, Le traduzioni russe della Commedia: Il Novecento e Michail Lozinskij, in Dante oltre i confini: La ricezione dell'opera dantesca nelle letteratura altre, a cura di S. Monti, Alessandria, Edizioni Dell'Orso, 2018, pp. 123-138, anche per la bibliografia.

Kristina Landa

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1950

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