Posleslovie [P134]
Collocazione paratesto: Črevo Pariža - GICHL - Moskva - pp.344-347
Tipologia di paratesto: Postfazione
Autore del paratesto: Zubareva K.
Profilo autore del paratesto: N/A
Data del paratesto: 1949
Direttive paratesto:
- D157 - Protiv antipatriotičeskoj kritiki! [LINK]
- D158 - Ljubov' k Rodine! Nenavist' k kosmopolitam! [LINK]
- D159 - Otricatel'nye obrazy i neprimirimost' pisatelja [LINK]
- D214 - XI Plenum pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR. Sovetskaja literatura posle postanovlenija CK VKP (b) ot 14 avgusta 1946 goda o žurnalach "Zvezda" i "Leningrad". Doklad general'nogo sekretarja SSP SSSR tovarišča A. Fadeeva [LINK]
- D215 - Ukrepljat' i razvivat' lučšie nacional'nye tradicii [LINK]
- D216 - Italija nakanune vyborov [LINK]
- D217 - Ljubov' k Rodine, nenavist' k kosmopolitam! [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Le ventre de Paris
Data dell'opera originale: 1873
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Zola Émile
Profilo autore del testo originale: Émile Zola (1840-1902) è stato uno dei maggiori romanzieri francesi dell'Ottocento e il principale teorico del naturalismo, corrente letteraria che mirava a rappresentare la realtà con rigore scientifico, osservazione diretta e attenzione ai condizionamenti sociali, ambientali, biologici. Nato a Parigi ma cresciuto ad Aix-en-Provence, Zola visse un'infanzia segnata da difficoltà economiche dopo la morte del padre. Trasferitosi a Parigi nel 1858, lavorò come impiegato e pubblicitario presso l'editore Hachette, esperienza che gli permise di entrare in contatto con l'ambiente culturale della capitale. Intanto iniziò a collaborare come giornalista e critico d'arte, attività che mantenne per tutta la vita. Il suo primo successo narrativo fu Thérèse Raquin (1867), romanzo che mostrava già l'intento di applicare alla letteratura un metodo quasi scientifico. Ma l'ambizioso progetto della sua vita fu il ciclo romanzesco Les Rougon-Macquart, composto da venti romanzi pubblicati tra il 1871 e il 1893, in cui attraverso la storia di una famiglia (e sue derivazioni) durante il Secondo Impero, Zola studiò e raccontò i meccanismi sociali, economici e psicologici che determinano il destino degli individui. Tra i titoli più celebri spiccano L'Assommoir, Nana, Germinal, La Bête humaine, ma anche Au Bonheur des Dames, Le ventre de Paris, L'Argent. Zola svolse un ruolo importante nella vita pubblica francese, il momento più noto fu il suo intervento nel caso Dreyfus: nel 1898 pubblicò sulla stampa la famosa lettera aperta J'accuse…!, con cui denunciò l'antisemitismo e le irregolarità giudiziarie del processo al capitano Alfred Dreyfus. L'articolo gli valse un processo per diffamazione e lo costrinse all'esilio in Inghilterra per quasi un anno.
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Črevo Pariža
Collocazione traduzione: Moskva – GICHL
Nome traduttore: Lindegren Aleksandra Nikolaevna
Profilo traduttore: Lindegren Aleksandra Nikolaevna (? - 1911) Poetessa, scrittrice, traduttrice di epoca pre-rivoluzionaria (scrisse sotto diversi pseudonimi, come A. L. Gren, L. Gren, Leonard Gren e altri), traduttrice dall'inglese, dal francese e dal tedesco. Nata nella famiglia del medico distrettuale Nikolai Osipovič Lindegren nella città di Čistopol'. Ha collaborato con le riviste: "Rodina", "Vestnik inostrannoy literatury"; ha tradotto opere di Paul Bourget, É. Zola, V. Hugo, Balzac, W. Scott, Conan Doyle, C. Dickens, M. Twain, H. Heine. il Morì il 7 dicembre (24 novembre secondo il calendario giuliano) 1911. Fonti: Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, a cura di A. Surkov, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1971.
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1949
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
In questo paratesto del 1949 nella brevissima postfazione militante di K. Zubareva, si notano strategie di appropriazione dei ‘classici’ già ampiamente viste sia per Zola, sia per altri scrittori nel periodo 1946 – 1953. In questo caso si sottolinea sinteticamente “il significato”, “il valore” del romanzo per il pubblico sovietico contemporaneo: “la rivelazione della vera natura dei borghesi apparentemente ‘perbene’ costituisce l’enorme significato denunciatorio del romanzo. L’autore è riuscito a mostrare tutta la stupidità, il vuoto morale dei borghesi, che si manifestano in tutte le loro azioni, la loro astuzia e avidità”. Vi si nota poi un discreto scarto rispetto al paratesto precedente (P133, l’introduzione di Mark Èjchengol’c, 1937) per quanto riguarda il personaggio di Florent: al contrario della valutazione, da parte di Èjchengol’c, di questo eroe, tutto sommato positiva, nella ben più severa analisi di Zubareva lo si giudicherà poco più che un vano sognatore, un personaggio completamente inesperto politicamente, dilettantistico nelle sue intenzioni e nei suoi discorsi progressisti, in definitiva, passivo; nota infatti la critica: “Florent partecipa al circolo delle ‘persone con convinzioni’, che si riuniscono nella taverna Lebigre. […] ma queste ‘persone con convinzioni’ sono in realtà assolutamente vacue e innocue per il governo di Luigi Napoleone Bonaparte. Si tratta di semplici sognatori come Florent, insegnanti, o piccoli lavoratori indignati, tormentati dalla miseria, ma sostanzialmente impotenti. Se intendiamo i processi di trasformazione del sistema politico, quella ‘gente delle convinzioni’ si rivela, in sostanza, completamente ignara della vita, lontana dall’idea di un vero cambiamento rivoluzionario dell’ordine esistente”. Anche il giudizio di Zola su Florent (e la costruzione del suo personaggio) sono passati al setaccio fine: non sfuggono qui le ironie, le prese di distanza dello scrittore riguardo al suo eroe, si citano passi in cui l’autore stesso tratteggia, bonario, “il repubblicanesimo totalmente casuale del suo eroe”, che sceglie, qui si cita Zola direttamente, di “farsi repubblicano per delusione, come le ragazze, disperate dalla vita, prendono il velo e si rinchiudono in monastero”. L’errore storico-politico è dello stesso Zola, sottolinea Zubareva, poiché “pur smascherando Florent, egli non è in grado di contrapporgli l’immagine di un vero rivoluzionario. Non comprendendo il significato storico mondiale della Comune di Parigi e della lotta rivoluzionaria del proletariato, Zola si è dimostrato incapace di caratterizzare i protagonisti dell’azione rivoluzionaria”. In ogni caso la valutazione finale da parte della critica è positiva, ‘salva’ lo scrittore e il suo romanzo, permettendone la mediazione, che avviene tramite le consuete formule stilistiche di simili paratesti, che prima ‘giudicano’, ‘smascherano’, poi ‘inglobano’ l’opera a uso del lettore sovietico contemporaneo: “Tuttavia, il romanzo di Zola è una di quelle opere importanti della letteratura borghese che descrive in modo veritiero e indignato i costumi della borghesia ottusa e avida, la quale non sa che mettere al primo posto i propri interessi personali. Leggendo il romanzo, il lettore sovietico ricorderà involontariamente quei circoli della borghesia francese reazionaria che ancora oggi tradiscono gli interessi del popolo francese con la stessa egoistica sfacciataggine che avevano ai tempi del Secondo Impero”: qui sono di nuovo evidenti i riferimenti a direttive come D157, D158. Alessandra Carbone