Roman-panflet Mopassana [P138]
Collocazione paratesto: Gi de Mopassan - Polnoe sobranie sočinenij - T. VI - GICHL - Moskva - pp. 332-347
Tipologia di paratesto: Postfazione
Autore del paratesto: Danilin Jurij Ivanovič
Profilo autore del paratesto: Danilin Jurij Ivanovič (1897-1985) -- letterato sovietico, critico, traduttore, dottore in filologia (1938), professore (dal 1943). Le opere principali di Danilin sono dedicate alla storia della letteratura e del teatro dell'epoca della Comune di Parigi. Tra queste: Teatral'naja žizn' epochi Parižskoj Kommuny (1936), Poety Parižskoj Kommuny (1947), Parižskaja Kommuna i francuzskij teatr (1963). Dedicò una monografia-biografia a Maupassant (1951). Sotto la direzione di Danilin furono pubblicate le raccolte delle opere di Béranger e Maupassant. I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti della critica occidentale, in particolare in Francia. Fonte: Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011.
Data del paratesto: 1947
Direttive paratesto:
- D155 - Pervyj vsesojuznyj s''ezd sovetskich pisatelej. Stenografičeskij otčet. [LINK]
- D153 - Po leninskomu puti (di V. Ermilov) [LINK]
- D149 - Rezoljucija Presidiuma Pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR ot 4 sentjabrja 1946 g [LINK]
- D182 - Istoričeskij roman i krizis buržuaznogo realizma (di G. Lukács) [LINK]
- D214 - XI Plenum pravlenija Sojuza sovetskich pisatelej SSSR. Sovetskaja literatura posle postanovlenija CK VKP (b) ot 14 avgusta 1946 goda o žurnalach "Zvezda" i "Leningrad". Doklad general'nogo sekretarja SSP SSSR tovarišča A. Fadeeva [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Bel-Ami
Data dell'opera originale: 1885
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Maupassant Guy De
Profilo autore del testo originale: Guy de Maupassant (1850-1893) fu uno dei principali narratori francesi dell'Ottocento e una figura centrale della prosa naturalista. Nato il 5 agosto 1850 al castello di Miromesnil, in Normandia, ricevette un'educazione segnata in modo decisivo dall'influenza materna: la madre, donna colta e intelligente, era legata da antica amicizia a Gustave Flaubert. Proprio attraverso una lunga e rigorosa frequentazione con Flaubert, Maupassant assimilò una concezione severa della scrittura, fondata sulla disciplina formale, sull'esattezza dello stile e sull'adesione concreta alla realtà. Trasferitosi a Parigi dopo l'esperienza traumatica della guerra franco-prussiana del 1870-71, Maupassant lavorò dapprima al Ministero della Marina e poi a quello dell'Istruzione. Nel decennio 1871-1880 condusse una vita apparentemente lontana dalla letteratura, dedicandosi allo sport, ai piaceri mondani e a relazioni sentimentali disordinate. In realtà, questo periodo costituì una lunga fase di preparazione, durante la quale affinò le proprie capacità sotto la guida di Flaubert e osservò con attenzione l'ambiente burocratico e la società letteraria parigina. Finalmente, nel 1880, trentenne, il M. esordiva con Boule de suif, pubblicata nella famosa raccolta delle Soirées de Médan: sei novelle di sei scrittori "naturalisti", capeggiati da Émile Zola in persona (tra cui Zola, Maupassant, Huysmans). Boule de suif, che fu battezzata capolavoro dal Flaubert, inaugurava un decennio di continua attività del M. - l'opera vastissima di lui è tutta compresa, appunto, tra gli anni 1880 e 1890; Le raccolte di novelle costituiscono indubbiamente il maggior titolo di gloria del M.: La Maison Tellier (1881), Mademoiselle Fifi e Contes de la bécasse (1883); Clair de lune, Les soeurs Rondoli, Yvette, Miss Harriett, M. Parent (1884); Contes du jour et de la nuit (1885); La petite Roque e Toine (1886); Le Horla (1887); Le rosier de madame Husson (1888); La main gauche (1889); L'inutile beauté (1890). I sei romanzi si seguono in quest'ordine: Une vie (1883); Bel-Ami (1885); Mont-Oriol (1887); Pierre et Jean (1888); Fort comme la mort (1889); Notre coeur (1890). Aveva poco più di quarant'anni quando avvertì i primi sintomi del male che doveva in breve tempo abbatterlo e distruggerlo. Nel gennaio del 1892, trovandosi nella sua villa di Cannes, si ferì gravemente alla gola, trascorse l'ultimo periodo della sua vita in una clinica, morendo a Parigi il 6 luglio 1893. il M. è uno dei maggiori rappresentanti della scuola "naturalista" che tenne il campo della prosa narrativa negli ultimi trent'anni dell'Ottocento. Sul piano estetico, Maupassant è generalmente considerato il rappresentante più coerente del naturalismo narrativo, più vicino dell'esuberante Zola all'ideale di una rappresentazione impersonale e oggettiva. Tuttavia, la sua opera supera spesso i limiti del metodo naturalista, M. s'avvicina al vagheggiato e irraggiungibile ideale della rappresentazione impassibile, riuscendo talvolta a celarsi veramente, e quasi ad annientarsi, nella realtà rappresentata. Ben si raffigurò egli una volta in un suo personaggio, il romanziere Lamarthe, il quale coglieva le immagini, le attitudini e i gesti "avec la précision d'un appareil photographique". S'intende che questa fotografica precisione si dimostra oggi piuttosto una ragione di debolezza che di forza; e difatti quella parte dell'opera in cui il canone naturalistico è applicato rigorosamente pare invecchiata, e già cade nell'oblio. Invece si leggono sempre con commossa ammirazione quelle novelle e quelle parti di romanzo in cui il M., involontariamente, ha lasciato trasparire il senso tragico della morte e del nulla ch'egli portava in sé, commisto con l'ardore del piacere carnale, la sua beffarda ironia di misantropo, e l'adorante amore della natura.
Categoria autore: Autore
Author image:
Titolo traduzione russa del testo originale: Milyj drug
Collocazione traduzione: Moskva – GICHL
Nome traduttore: Ljubimov Nikolaj Michajlovič
Profilo traduttore: Nikolaj Michajlovič Ljubimov (Mosca 1912- Mosca 1992) è stato un traduttore sovietico; traduceva dal francese, dallo spagnolo, dall'italiano e da altre lingue. Autore di memorie in più volumi. Ljubimov tradusse oltre due dozzine di importanti romanzi e opere teatrali. Curò le edizioni delle opere complete di V. Hugo, A. Daudet e P. Mérimée, pubblicate nella Biblioteca "Ogonek".
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1947
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Questo romanzo è considerato dalla critica sovietica un ‘roman-pamphlet’. Riprendendo le posizioni di Gor’kij del 1934 sul Bel-ami (v. D155 e P141) la critica dei tardi anni Quaranta esaspera gli aspetti idiosincratici del romanzo e la figura del suo anti-eroe Georges Duroy, concentrandosi principalmente sulla problematica coloniale-imperialista e sulla critica al solo apparente liberalismo e democratismo occidentale (l’illusione di un giornalismo libero e variegato, in realtà sottomesso alle necessità del Capitale e della speculazione finanziaria), al quale non si deve dimostrare servile ammirazione ( si v. D149 , D214). Nel suo ampio articolo in postfazione, il critico Danilin, sempre attento all’approccio filologico per lo studio dell’opera, avverte il lettore sovietico che purtroppo la critica francese “è ancora molto indietro riguardo all’ analisi testuale e di ricostruzione compositiva del romanzo”. L’opera è per lo studioso un potente affresco sociale, una denuncia dell’ambiente filisteo, venduto, del mondo del giornalismo contemporaneo (vi rivede la situazione infelice del giovane Zola prima del grande successo letterario); si tratta insomma di un “roman vseobščej prostitucii” (una prostituzione generale) della società francese contemporanea, dove tutto si vende e tutto si compra, dalle grazie di Rachel ai favori delle dame dell’alta società (Clotilde), ma anche e soprattutto, scrive Danilin, “nell’esposizione della psicologia degli uomini-prostituti, sia essa incarnata nelle avventure amorose del protagonista Georges Duroy, sia di altri uomini-prostituti del dittico Baroche-Mathieu” per poi allargarsi a macchia d’olio in “tutto il mondo variopinto della prostituzione giornalistica, della prostituzione dell’aristocrazia nobiliare, del mondo della Legge (il commissario di polizia), sino all’apoteosi nella prostituzione della Chiesa (il vescovo)”; del personaggio di Georges Duroy Danilin insiste nel sottolineare la portata realistica, si tratta infatti non di un eroe insolito, ma per citare Marx ed Engels, di un “personaggio tipico in circostanze tipiche” [tipičeskij charakter v tipičeskich obstojatel’stvach’, v. D153]. Come già accennato, per lo studioso, il nucleo, l’autentico significato del romanzo, sta nella sua “feroce critica al colonialismo, all’imperialismo e alla conseguente speculazione finanziaria”, vi si vede infatti al centro un episodio riguardante la colonizzazione del Marocco (la spedizione di Tangeri), che è “addirittura profetizzata dal Maupassant, sulla base delle recenti azioni militari a Tunisi: non vi fu alcuna spedizione a Tangeri negli anni ’70-’80 descritti da Maupassant, sebbene il Marocco “interessasse” il nascente imperialismo francese già dalla metà del XIX secolo. L’occupazione del Marocco da parte della Francia (insieme alla Spagna) avvenne solo dopo la guerra imperialista del 1914-1918″. Nota dunque Danilin quanto nella descrizione di questa spedizione, che Maupassant tratteggiò con abbondanza di dettagli realistici, “l’inganno dell’opinione pubblica e della Camera dei deputati, la campagna stampa pilotata, la sporca speculazione di borsa che arricchiva una manciata di speculatori finanziari, ministri e editori di giornali ufficiali — rivelò ancora una volta il metodo creativo di Maupassant. Egli creò un’opera realistica basandosi su alcuni fatti analoghi avvenuti all’inizio degli anni ’80, principalmente sulle circostanze dell’occupazione della Tunisia da parte della Francia nel 1881”. Il critico, inoltre, come tradizione in questo tipo di paratesti, punta l’indice sull’incapacità del lettore/della critica occidentale di capire il vero significato dell’opera, che viene dunque travisato (v. D182), esasperando solo il lato erotico della storia. Scrive Danilin che “nella tradizionale concezione filistea Bel-Ami sarebbe soltanto un romanzo sulle avventure amorose e le conquiste da alcova di Duroy”, una semplice “raccolta di galanti e erotiche scappatelle. Il ruolo centrale del tema amoroso e dei motivi erotici nel romanzo è indiscutibile, ma la loro funzione risulta prevalentemente strumentale: nella maggior parte dei casi, tali situazioni servono invece a smascherare l’eroe negativo (Duroy) o l’ambiente sociale che lo circonda — la sua misera morale, la sua angoscia, i suoi pregiudizi, la volgarità e la deformazione dei suoi interessi.”
Alessandra Carbone