Ostrov pingvinov Anatolja Fransa [P145]
Collocazione paratesto: Ostrov pingvinov - GICHL - Leningrad - pp.3-16
Tipologia di paratesto: Introduzione
Autore del paratesto: Rykova Nadežda Januar'evna
Profilo autore del paratesto: Nadežda Januar'evna Rykova - (1901, Simferopol' - 1996, San Pietroburgo) - traduttrice dal francese, inglese, italiano e tedesco, critica letteraria. Di origini nobili, nata in Ucraina, dal 1916 studiò in un liceo femminile privato, nel 1919 si diplomò al ginnasio e si iscrisse alla Facoltà di Storia e Filologia dell'Università di Kiev. Nel 1923 si trasferì all'Università di Pietrogrado e nel 1925 si laureò alla facoltà di Linguistica (Fakul'tet Jazykoznanija i material'noj kult'tury Leningradskogo universiteta); nel 1927 venne accettata come traduttrice nella sezione leningradese dell'Unione dei Poeti sovietici; dal 1928 iniziò a pubblicare una serie di articoli e recensioni di letteratura straniera; nel 1930-1936 lavorò come bibliografa e bibliotecaria nella celebre Biblioteca pubblica di Leningrado, nel 1936-1941 fu redattrice nel dipartimento di stranieristica del Goslitizdat, di cui fu direttrice a partire dal 1937. Nel 1939 fu pubblicata la sua monografia Sovremennaja francuzskaja literatura (Letteratura francese contemporanea). Allo scoppio della Guerra Patriottica fu evacuata da Leningrado a Perm', dove lavorò come redattrice in una casa editrice locale. Nel marzo 1943 fu richiamata a Mosca, dove trovò lavoro presso "Chudožestvennaja literatura" e presso la TASS. Nell'autunno del 1944 viene arrestata per "propaganda antisovietica e derisione del patriottismo sovietico". Senza processo, la Rykova fu condannata a cinque anni di Gulag, da cui fu liberata nel 1949; dopo la morte di Stalin le fu permesso di tornare a Leningrado. Nel 1956 firmò un contratto con Goslitizdat per la traduzione delle opere di E. Verhaeren. Nel corso della sua vita tradusse molto, prevalentemente dal francese e dall'inglese, tra cui opere di Molière, Proust, Anatole France, Victor Hugo, tragedie di Corneille e Racine, il romanzo Le relazioni pericolose di Laclos, opere di J. Romain, Shakespeare (King John), Machiavelli (Storia di Firenze), il romanzo I vecchi e i giovani di L. Pirandello (insieme a G. Rubtsova), Noa-Noa di P. Gauguin, I quarantacinque di A. Dumas, gli Essais di Montaigne, Gli Uscocchi di Georges Sand, Il Corsaro Rosso di Fenimore Cooper, Le acque di San Ronano di Walter Scott. Numerosi articoli e recensioni di Rykova furono dedicati a scrittori sovietici. fu autrice dell'antologia Zapadnoevropejskaja lirika (1974), in vecchiaia pubblicò memorie su scrittori e intellettuali suoi contemporanei, tra cui Maksimilian Vološin e Anna Achmatova. Nel 1993 è stato pubblicato un suo libro di poesie originali, dal titolo Stichi prošedšich let. Fonte: Rykova, N. in Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011.
Data del paratesto: 1938
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: L' île des pingouins
Data dell'opera originale: 1908
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: France Anatole
Profilo autore del testo originale: Anatole France, pseudonimo di François-Anatole Thibault, (Parigi 1844 - Parigi 1924). Figlio di un libraio specializzato in testi della Rivoluzione francese, crebbe in un ambiente permeato di cultura storica e spirito critico, elementi che segnarono profondamente la sua formazione intellettuale. Dopo un'educazione classica, iniziò la carriera come bibliotecario e giornalista, affermandosi progressivamente come uno degli scrittori più raffinati della Terza Repubblica. La sua opera letteraria annovera dai romanzi come Le Crime de Sylvestre Bonnard (1881), che gli valse un grande successo, a romanzi storici come Les dieux ont soif (1912), a testi filosofici e satirici come L'Île des Pingouins (1908), feroce allegoria della storia e delle istituzioni occidentali. Negli anni della maturità, Anatole France assunse un ruolo pubblico sempre più marcato. Fu protagonista dell'affaire Dreyfus, schierandosi apertamente a favore dell'innocenza dell'accusato e difendendo i valori di giustizia, laicità e razionalismo. Questo impegno lo portò ad avvicinarsi progressivamente a posizioni socialiste e pacifiste, pur mantenendo una visione tendenzialmente umanistica e non dogmatica. I rapporti di Anatole France con la Russia furono soprattutto di natura culturale e ideologica. Ammirato dagli intellettuali russi già alla fine dell'Ottocento, fu letto e discusso negli ambienti progressisti e rivoluzionari. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, France guardò con simpatia all'evento, interpretandolo come una risposta storica alle ingiustizie sociali e all'autocrazia zarista. Pur non aderendo mai al comunismo, espresse pubblicamente il proprio sostegno alla giovane Russia sovietica, in particolare contro l'intervento militare delle potenze occidentali. Negli ultimi anni di vita, Anatole France divenne una figura di riferimento morale per il mondo sovietico: le sue opere furono tradotte e diffuse in URSS, e il suo nome associato a un ideale di intellettuale impegnato e progressista. Nel 1921 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: Ostrov pingvinov
Collocazione traduzione: Leningrad – GICHL
Nome traduttore: Vengerova Zinaida Afanas'evna
Profilo traduttore: Vengerova Zinaida Afanas'evna (Helsinki, 1867 - New York 1941) - critica letteraria, studiosa di letteratura, traduttrice. Sorella di Semën Afanas'evič Vengerov (1855-1920), noto storico della letteratura, critico letterario, bibliografo ed editore. Seconda moglie del poeta N. M. Minskij (1856-1937). Studiò lettere e filologia presso i Corsi superiori femminili di San Pietroburgo (Corsi Bestužev) dove conseguì il diploma, contemporaneamente per alcuni anni studiò come uditrice alla Sorbonne, nella specializzazione di Letterature dell'Europa occidentale. Il suo primo articolo, dedicato al poeta inglese J. Keats, fu pubblicato sulla rivista "Vestnik Evropy" nel 1891, seguirono poi numerosi articoli sui più recenti scrittori dell'Europa occidentale. Dal 1893 collaborò inoltre alle riviste "Obrazovanie", "Mir Božij", "Severnyj kur'er", "Novosti", "Novyj put'". fu autrice di un articolo sul femminismo e sulle 'libertà della donna' pubblicato su "Obrazovanie", 1898 (nn. 5-6). Redasse diverse prefazioni alle edizioni delle opere complete di Schiller e Shakespeare, curate da S. A. Vengerov. Collaborò all'Enciclopedia Brockhaus ed Efron, per la quale scrisse numerosi articoli. Fu pubblicata anche in lingue straniere: Lettres russes nel "Mercure de France" (1897-1899); Nella seconda metà degli anni 1890 si avvicinò agli scrittori orientati verso il simbolismo e i suoi articoli svolsero un ruolo determinante nella formazione del simbolismo russo. V. Ja. Brjusov definì il suo saggio suiI poeti simbolisti in Francia "una vera rivelazione". Lavorò intensamente come traduttrice letteraria, tradusse oltre 200 opere, tra cui lavori di K. Hamsun, J. Wassermann, M. Maeterlinck, A. France, B. Shaw, E. T. A. Hoffmann, A. Schnitzler, K. Meyer, J. Barrie, H. Berger e altri. Tradusse in inglese opere di L. N. Tolstoj. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre lavorò come traduttrice presso la casa editrice di M. Gor'kij, Vsemirnaja literatura, ma alla fine del 1921 emigrò (conservando la cittadinanza), visse a Berlino e collaborò con la casa editrice Skify. Nel 1925 sposò il settantenne Nikolaj Minskij. Dopo la morte del marito (a Parigi, nel 1937) si trasferì negli Stati Uniti. Da Ènciklopedičeskij slovar' Literatory Cankt-Peterburga XX-yj vek in : https://lavkapisateley.spb.ru/enciklopediya/v/vengerova-
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1938
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Rykova difende nelle prime pagine del suo paratesto il curriculum socio-politico di Anatole France (come fece già Lunačarskij, e come evitò di fare Gorev). Esplicita, senza negarle, le caratteristiche di ‘scrittore esteta’, ‘epicureo’ di Anatole France, pur mettendolo direttamente in relazione con l’opera di Henri de Regnier; la studiosa poi, seguendo una raffinata (quanto rischiosa) strategia di mediazione, già messa in atto con i suoi scritti su Marcel Proust (P024, P025) non mette a tacere i lati più controversi dello scrittore (l’estetismo di Anatole France poteva spesso essere scambiato per ‘culto degli oggetti’ e dunque ‘decadentismo’, (v. D169, D064), ma li cita esplicitamente per poi decostruirli: il gusto epicureo per le cose (‘veščizm’), l’estetismo stesso di Anatole France erano per la studiosa frutto della sua profonda cultura e del suo umanesimo, mentre il decadentismo tout-court, ricorda Rykova, era “al contrario anti-umanista”. La studiosa ricorda poi l’impegno socio-politico nelle opere letterarie di Anatole France (cita anche il romanzo della Rivoluzione francese, Les dieux ont soif, di cui difende brevemente la trama, riportandone in auge l’interpretazione del suo maestro, Anatolij Lunačarskij, si v. P143). Per quanto riguarda invece L’île des pingouins (Ostrov pingvinov) Rykova ricostruisce la trama e il senso dell’opera, che definisce storico-filosofica, di gusto illuministico. Scrive: “accolta dai lettori come una parodia della storia francese, come una beffa nei confronti della contemporaneità borghese-democratica e come una profezia sui destini futuri della Francia borghese e dell’intero mondo capitalistico, quest’opera, con sorprendente franchezza, svela tutta la ‘miseria’ della filosofia di A. France e, al tempo stesso, tutta la sua maestria — una maestria oggettivamente rivoluzionaria — di autentico satirico democratico-radicale”. Presentandosi come il cronista di un immaginario Stato di pinguini, trasformati in uomini ‘all’alba della storia’, France espone pessimisticamente, per la studiosa, “l’intero processo storico come una catena di azioni malevole, errori e illusioni degli uomini e, considerando la contemporaneità come un enorme groviglio di contraddizioni che crescono in modo catastrofico, egli preannuncia un cataclisma sociale finale, dopo il quale dovrebbe seguire… che cosa? — ahimè! — il nulla”. La critica insiste sull’ essenza di romanzo filosofico (in stile XVIII secolo) di quest’opera che è per lei prima di tutto una satira sulla politica e sulla società francese della III Repubblica, “un pamphlet contro la reazione borghese”. Pur essendo scritta alla vigilia della I guerra mondiale, questa potente satira, scrive Rykova, “non perde la sua attualità ancora oggi, quando la Reazione, nei barbari panni del fascismo, minaccia sempre più spudorata e aggressiva le componenti democratiche nella resistenza delle masse lavoratrici”; una reazione che “non si fermerà davanti a niente, come dimostrano le politiche della Germania e dell’Italia” (D076). Conlcude poi ricordando il curriculum dello scrittore “vicino al socialismo”: “France, negli ultimi anni della sua vita guardò con sempre più simpatia all’URSS, e non deve essere ricordato come un esteta, ma come uno scrittore che “aiutò l’umanità nel suo processo di liberazione”.
Alessandra Carbone