O Social’nych kornjach realizma Bal’zaka [P153]
Collocazione paratesto: Iz istorii realizma XIX veka na Zapade. Sbornik statej pod red. F. Šillera - GICHL - Moskva - pp.20-87.
Tipologia di paratesto: Testo didattico
Autore del paratesto: Četunova Natal'ja Ivanovna
Profilo autore del paratesto: Četunova Natal'ja Ivanovna (Noginsk 1901 - Moskva 1983); scrittrice, docente, pubblicista; conseguì il dottorato in lettere e filologia, fu membro dell'Unione degli scrittori dell'URSS, membro del Fondo letterario dell'URSS. Si laureò presso la Facoltà di Filologia dell'Istituto Pedagogico Statale di Mosca intitolato a V.I. Lenin (1926-1930) e completò il dottorato presso lo stesso istituto (1931-1936). Dal 1936 al 1938 è stata docente presso l'Istituto pedagogico regionale di Mosca, nel 1941 ricercatrice presso l'Istituto di letteratura mondiale intitolato ad A.M. Gorkij; sfollata a causa della guerra, dal 1941 al 1943 fu insegnante in una scuola in Uzbekistan. Lavorò per GICHL (dal 1943). Negli anni '50 lavorò per le riviste "Znamja", 'Moskva' e "Literaturnaja gazeta". Membro dell'Unione degli scrittori dell'URSS dal 1936. Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija (M. 2012)
Data del paratesto: 1934
Direttive paratesto:
- D142 - Sovetskaja chudožestvennaja literatura ot XVI do XVII s"ezda (di P. Judin) [LINK]
- D144 - Socialističeskij realizm i problema mirovozzrenija i metoda (di I. Nusinov) [LINK]
- D134 - Lenin i nekotorye voprosy literaturnoj kritiki (di P. Judin) [LINK]
- D139 - Mirovozzrenie i metod v chudožestvennom tvorčestve (di M. Rozental') [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: N/A
Data dell'opera originale: 1829-1850
Paese dell'opera originale: Francia
Nome autore del testo originale: Balzac Honoré de
Profilo autore del testo originale: Honoré de Balzac (nato Honoré Balzac, 1799-1850) occupa una posizione centrale nella storia del romanzo europeo dell'Ottocento, in virtù della vastità, dell'ambizione e della coerenza del progetto narrativo de La Comédie humaine. Nato a Tours in una famiglia della borghesia provinciale, Balzac si formò inizialmente in ambito giuridico, ma abbandonò presto la carriera forense per dedicarsi alla letteratura. Dopo esordi difficili e tentativi fallimentari in vari generi, raggiunse il successo negli anni Trenta dell'Ottocento, imponendosi come uno dei massimi interpreti del realismo moderno. La Comédie humaine, concepita come un ciclo unitario di oltre novanta opere tra romanzi e racconti, mira a rappresentare in modo sistematico la società francese post-rivoluzionaria, analizzandone le dinamiche economiche, sociali e morali. Balzac organizza questo vasto corpus in Studi di costume, Studi filosofici e Studi analitici. Tra le opere principali si ricordano Le Père Goriot (1835), Eugénie Grandet (1833), Illusions perdues (1837-1843) e Splendeurs et misères des courtisanes (1847). Elemento innovativo fondamentale è la ricomparsa dei personaggi da un romanzo all'altro, espediente che rafforza l'illusione di una realtà narrativa coerente e interconnessa. Il realismo balzachiano si distingue per l'attenzione minuziosa ai dettagli materiali - ambienti, abiti, denaro - e per la rappresentazione delle passioni umane, in particolare dell'ambizione e dell'avidità, viste come forze motrici della società moderna. Pur spesso accusato di eccessi descrittivi e di uno stile talvolta diseguale, Balzac esercitò un'influenza duratura sul romanzo europeo, ponendo le basi per lo sviluppo del realismo e del naturalismo. La ricezione delle opere di Balzac in Russia nel XIX secolo fu precoce e significativa. Già negli anni Trenta e Quaranta, le sue opere circolavano in traduzione, spesso parziale o adattata, e venivano lette con grande interesse negli ambienti intellettuali. Critici come Vissarion Belinskij riconobbero in Balzac un osservatore penetrante della società borghese e un modello per la narrativa realista, pur sottolineandone talvolta il pessimismo e l'orientamento conservatore. Balzac fu apprezzato in Russia soprattutto per la sua capacità di svelare i meccanismi sociali e le contraddizioni morali del capitalismo emergente, temi percepiti come rilevanti anche nel contesto russo. Nel tardo XIX e nei primi anni del XX secolo, la fortuna di Balzac continuò a crescere. Scrittori come Turgenev, Dostoevskij (che mosse i primi passi nel mondo letterario traducendo in russo Eugénie Grandet) e Tolstoj, pur sviluppando poetiche autonome, dialogarono implicitamente con il suo modello narrativo, in particolare per quanto riguarda la costruzione dei personaggi e l'analisi della società. Nei primi decenni del Novecento, Balzac venne progressivamente canonizzato in Russia come classico del realismo europeo e già all'indomani dell'Ottobre fu al centro del dibattico critico e storico-lettario: dal 1918 si trovò al centro dei progetti editoriali delle traduzioni di letteratura occidentale (si v. il progetto di M. Gor'kij 'Vsemirnaja literatura' - 'letteratura universale'); forte delle celebri parole di Engels su Balzac (in particolare la lettera a Margaret Harkness del 1888), la giovane critica sovietica lo trasformò in una vera e propria icona della maestria stilistica ('masterstvo') e in un campione del realismo letterario; con alterne posizioni e interpretazioni l'opera di Balzac venne sempree chiamata - per tutti gli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del XX secolo, a contribuire alla formazione del romanzo russo contemporaneo e alla riflessione critica sul ruolo sociale della letteratura
Categoria autore: Autore
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Titolo traduzione russa del testo originale: N/A
Collocazione traduzione: Moskva – GICHL
Nome traduttore: N/A
Profilo traduttore: N/A
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1934
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Il tema della ‘visione del mondo'[mirovozzrenie] di Balzac è stato più volte affrontato nei lavori di Natal’ja Četunova del 1933-1934 (poco prima che dilagasse l’annosa polemica sull’ ‘approccio sociologico volgare’ (‘vul’garnyj sociologizm’) nella metà degli anni Trenta. La problematica del ‘Vul’garnyj sociologizm’ è infatti un altro fondamentale punto di svolta della critica letteraria sovietica, come evidenziato, fra gli altri, da E. Dobrenko e G. Tihanov (eds) in Istorija russkoj literaturnoj kritiki. Sovetskaja i postsovetskaja èpochi, Moskva: NLO, 2011); la posizione di Četunova è uno dei primi esempi di tale approccio, poiché mette effettivamente al centro la provenienza di classe e la ‘visione del mondo’ [mirovozzrenie] di Balzac come imprescindibile, problematica caratteristica dello scrittore, e si pone in contrapposizione con le posizioni di V.R. Grib, espresse nei suoi articoli e contributi in quegli stessi anni (si vedano in proposito i lavori di sintesi degli studiosi sovietici degli anni Sessanta sulla critica balzacchiana in lingua russa; T.V. Kočetkova Tvorčestvo Bal’zaka i bal’zakovedenie posle Velikoj oktrjab’skoj socialističeskoj revoljucii in Trudy gos. Biblioteki Latviiskoj SSR, Riga 1964, pp. 113-162 e V.T. Dančenko Onore de Bal’zak. Bibliografija russkich perevodov i kritičeskoj literatury na russkom jazyke 1830-1964, M. 1965). Per capire la posizione della letteratura sovietica post-1930 nei confronti di un autore come Balzac, tradotto e mediato nella cultura russa praticamente quasi in contemporanea con l’uscita delle sue opere in Francia, canonizzato già nel XIX secolo dagli articoli del critico progressista Vissarion Belinskij, e riproposto nel 1918 da Gor’kij come uno degli autori di punta (se non il principlae) per il progetto di ‘Vsemirnaja literatura’ (v. P149), è di particolare importanza il climax di studi e discussioni teoriche che si ha nel 1933-1935, in particolare riguardo al dibattito sul realismo letterario, sul realismo socialista, e sul valore/importanza della provenienza di classe e della ‘visione del mondo’ di un dato scrittore, fosse egli anche lontano nel passato (v. D142, D144). il contributo in questione del 1934 di Četunova è, al contrario di quello di Franc Šiller (P150, 1932), decisamente polemico nei confronti della ‘visione’ di Balzac e delle sue posizioni sociali e di classe: sebbene anche Četunova si basasse comunque sulle affermazioni di Marx ed Engels su Balzac come scrittore straordinario “per la profonda comprensione dei rapporti reali”, le sue conclusioni differivano sostanzialmente da quelle a cui giungeva Šiller (P150), e a cui giungerà poi il collega V. R. Grib nello stesso anno (v. P154); se Grib infatti parlerà del carattere fondamentale [principial’nyj] della critica della società borghese nell’opera di Balzac, di una critica profonda, che scuote le fondamenta stesse della società capitalista (qui e di seguito il corsivo è mio, A.C.), Četunova, più vicina a D134 e D139, nel suo articolo riteneva invece che “il punto di partenza della visione del mondo di Balzac sia il riconoscimento della realtà borghese come l’unica razionale e logica”, e che “Balzac, nella critica della borghesia, “non riesce ad oltrepassare mai i limiti dei principi fondamentali borghesi“. La stessa posizione veniva espressa da Četunova anche nell’articolo sul realismo di Balzac (O realizme Bal’zaka) ancora del ’33 (in “Literaturnyj kritik”, n. 7): “Dire tutta la verità sul capitalismo — scrive l’autrice dell’articolo — significa sottoporre a critica le basi stesse della sua esistenza, e questo gli artisti borghesi (tra cui, naturalmente, Balzac) non potevano e non volevano farlo” (p.79).
Alessandra Carbone