Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Bernard Šou [P178]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Nella sua prefazione, Aleksandr Dejč sottolinea come la visita di George Bernard Shaw in URSS, avvenuta nel 1931, lo stesso anno di uscita del volume, abbia contribuito in modo decisivo ad accrescere l’interesse del pubblico sovietico nei confronti dello scrittore. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, osserva Dejč, Shaw era circolato solo sporadicamente in URSS e, tra le sue opere teatrali, erano note essenzialmente Saint Joan e Pygmalion. La raccolta Mysli i fragmenty (Pensieri e frammenti) viene dunque presentata come un intervento editoriale tempestivo, volto a colmare questa lacuna mediante la proposta di estratti da opere poco conosciute e di pensieri e aforismi rappresentativi della fisionomia intellettuale dell’autore.
Secondo Dejč, Shaw comprese precocemente la natura sfruttatrice del capitalismo e aderì al movimento socialista che, negli anni Ottanta dell’Ottocento, coinvolgeva gli ambienti più avanzati dell’intelligencija inglese. Questo slancio iniziale, tuttavia, si esaurì rapidamente: quella che Dejč definisce una vera e propria “malattia del radicalismo di sinistra” (bolezn’ levizny, p. 5), fu presto superata, e Shaw approdò a una posizione riformista e gradualista, fondata sull’idea che il mondo potesse essere trasformato non attraverso la rivoluzione, ma mediante un’evoluzione progressiva. In tale prospettiva si colloca la sua partecipazione alla fondazione della Società fabiana, impegnata nella propaganda di un socialismo pacifico.
Dejč insiste sul carattere profondamente contraddittorio di questa posizione. Pur rimanendo un avversario dichiarato del capitalismo e della dittatura della grande borghesia, Shaw rifiuta la dittatura del proletariato, poiché orientato verso una concezione fortemente individualistica della libertà. Diffidente nei confronti del partito, del collettivo e dell’organizzazione delle masse, egli appare come un “socialista dilettante” (ibid.), incapace di riconoscere nella dittatura proletaria una fase storicamente necessaria nel percorso verso il socialismo (cfr. D084). Da qui deriva, secondo Dejč, il suo atteggiamento ambivalente nei confronti dell’Unione Sovietica nel periodo successivo alla Rivoluzione d’Ottobre.
In questa fase Shaw accoglie favorevolmente il crollo del capitalismo in Russia, ma oppone una netta resistenza ai metodi rivoluzionari del potere sovietico, arrivando, nella lettura del prefatore, a equiparare il marxismo coerente a una forma di fanatismo quasi religioso. Al tempo stesso, la critica shawiana paradossale e corrosiva del capitalismo, pur apparendo radicale sul piano verbale, viene di fatto assorbita dalla società borghese come una forma di autocritica non realmente pericolosa per i suoi fondamenti.
Il viaggio in Unione Sovietica segna però, agli occhi di Dejč, una svolta decisiva: Shaw vede direttamente il funzionamento del sistema sovietico, ne coglie le potenzialità creative e rimane colpito dai risultati raggiunti dal proletariato vittorioso. Il confronto tra la ‘pseudo-democrazia’ borghese e la dittatura proletaria lo conduce a riconoscere l’efficacia del progetto socialista, fondato sul ruolo centrale della classe operaia. A partire da questa esperienza, Shaw avrebbe superato le proprie esitazioni, avvicinandosi ai settori più avanzati dell’intelligencija di sinistra occidentale, sui quali la costruzione socialista dell’Unione Sovietica aveva prodotto un’impressione profonda e duratura.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: Mysli i fragmenty - Moskva - Žurnal'no-gazetnoe ob'edinenie (Biblioteka "Ogonek" N. 639) - pp. 3-9

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Dejč Aleksandr Iosifovič

Profilo autore del paratesto: Aleksandr Iosifovič Dejč (Kiev, 1893 - Mosca, 1972), scrittore, critico letterario e teatrale. Si forma a Kiev, dove compie gli studi secondari presso il Ginnasio e consegue la laurea nel 1917 alla Facoltà di storia e filologia dell'Università di Kiev. Nel secondo dopoguerra ottiene i titoli accademici di Dottore in Scienze filologiche (1945) e di Dottore in Storia dell'arte (1947).
Inizia a pubblicare nel 1910, assumendo via via un ruolo di rilievo nella vita culturale di Kiev, distinguendosi come critico teatrale e letterario. Partecipa attivamente ai dibattiti sul rapporto tra arte e ideologia nel periodo rivoluzionario; particolare risonanza suscita l'articolo polemico Krach proletarskogo iskusstva (Il crollo dell'arte proletaria, 1918). Tra la seconda metà degli anni Dieci e l'inizio degli anni Venti frequenta un ambiente artistico e intellettuale particolarmente vivace, entrando in contatto con figure centrali del teatro e delle arti visive dell'epoca, tra cui Les' Kurbas, Konstantin Mar'džanov, Aleksandr Tyšler, Aleksandra Èkster e e Il'ja Ėrenburg. Collabora con numerosi periodici, tra cui "Kievskie novosti", "Kievskie otkliki", "Kievskaja počta", "Kievskaja nedelja", "Maski" e "Kievskaja rampa".
Dal 1925 si trasferisce stabilmente a Mosca, dove dirige la redazione esteri del Žurnal'no-gazetnoe ob''edinenie e collabora con riviste di ampia diffusione come "Ogonek", "Prožektor" e "Za rubežom". In questi anni pubblica numerosi studi di storia della letteratura e del teatro, oltre a opere biografiche e critiche dedicate ad autori della tradizione europea e russa, tra cui Heinrich Heine, Pierre-Jean de Béranger, Jonathan Swift, Lord Byron, Taras Ševčenko e Lesja Ukraïnka. Parallelamente svolge un intenso lavoro di traduzione e di mediazione culturale. Traduce opere di Miguel de Cervantes, Heinrich Heine, Oscar Wilde, Bernard Shaw, Walter Hasenclever (in collaborazione con Anatolij Lunačarskij), Richard Dehmel, Rainer Maria Rilke e Novalis, contribuendo in modo significativo alla diffusione della letteratura e del teatro europei nel contesto sovietico.
Negli ultimi anni di vita perde completamente la vista, ma continua a dedicarsi allo studio e alla scrittura. Muore a Mosca nel 1972.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: A.G. Gromova, Dejč, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 2, 1964, col. 560; S. G. Šindin, P.M. Nerler, Dejč Aleksandr Iosifovič, in Mandel'štamovskaja ènciklopedija, tt. 1-2, O.A. Lekmanov (gl. red.), Moskva, ROSSPÈN, 2017, t. 1, p. 221.

Data del paratesto: 1931

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: An Unsocial Socialist (estratti dal romanzo); Fanny's First Play (estratti dalla commedia); aforismi e riflessioni attribuiti a Shaw

Data dell'opera originale: 1897; 1911

Paese dell'opera originale: Irlanda

Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard

Profilo autore del testo originale: George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).

Categoria autore: Autore contemporaneo

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Titolo traduzione russa del testo originale: Mysli i fragmenty (“Socialist ljubitel’” izlagaet svoi vzgljady; Pervaja p’esa Fanni; Aforizmy i mysli)

Collocazione traduzione: Moskva – Žurnal’no-gazetnoe ob’edinenie (Biblioteka "Ogonek" N. 639)

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1931

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