Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Bernard Šou [P180]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Nel suo articolo, György Lukács richiama l’attenzione sulle dichiarazioni con cui George Bernard Shaw riconosce i risultati della politica economica e sociale sovietica durante il primo Piano quinquennale, soprattutto se messi a confronto con la crisi del capitalismo e con l’incapacità delle sue classi dirigenti di reagire in modo efficace.
Il contrasto tra la pianificazione sovietica e il fallimento del sistema capitalistico colpisce profondamente Shaw e lo induce a formulare una valutazione nel complesso favorevole dell’esperienza dell’URSS. Questa apertura, tuttavia, rimane secondo Lukács circoscritta. Shaw continua infatti a muoversi entro l’orizzonte del fabianesimo, fondato sull’idea di un socialismo realizzabile solo attraverso un processo graduale. In seguito alla visita in Unione Sovietica del 1931, il drammaturgo modifica dunque in parte il proprio giudizio, riconoscendo i risultati concreti della pianificazione, senza però mettere in discussione le basi teoriche della propria posizione.
Lukács osserva poi che Shaw prende atto dei fatti, ma li accoglie entro limiti concettuali che restano sostanzialmente invariati. In questa tensione individua una contraddizione centrale: la forza intellettuale e artistica di Shaw deriva dalla sua critica del capitalismo, ma si accompagna al rifiuto del socialismo scientifico. Da qui prende forma la questione che attraversa l’intero articolo: fino a che punto Shaw riesce effettivamente a superare i confini del socialismo borghese? (cfr. D196)
Pur dichiarandosi socialista sin dall’infanzia, Shaw non sviluppa infatti un rapporto reale con il proletariato né con la lotta di classe. Lukács lo definisce perciò un socialista borghese, radicale nella denuncia del capitalismo ma orientato a una sua trasformazione riformista, non rivoluzionaria, e per questo distante da Marx.
In questa prospettiva, la frattura decisiva della società moderna non si configura, per Shaw, tra sfruttatori e sfruttati, bensì tra ricchi e poveri. Egli affronta tale conflitto con intensa tensione morale, senza però cogliere le contraddizioni strutturali più profonde del capitalismo. Ne risulta una posizione ambigua: pur animato da una critica severa dell’ordine borghese, il suo pensiero resta legato alle forme superficiali della coscienza borghese e non riesce a stabilire un rapporto, né teorico né pratico, con la lotta rivoluzionaria del proletariato.

Collocazione paratesto: "Literatura mirovoj revoljucii" [rivista], 1 - pp. 90-95.

Tipologia di paratesto: Articolo

Autore del paratesto: Lukács György

Profilo autore del paratesto: György Lukács (György Bernát Löwinger; 1885, Budapest - 1971, Budapest), filosofo, teorico della letteratura e critico ungherese, una delle figure centrali della storia intellettuale del Novecento.
Nato in una famiglia dell'alta borghesia finanziaria, studia diritto e filosofia a Budapest, Berlino e Kolozsvár (oggi Cluj-Napoca). Tra il 1906 e il 1910 vive prevalentemente a Berlino, dove segue le lezioni di Wilhelm Dilthey ed entra in contatto con l'ambiente intellettuale legato a Georg Simmel. A questa fase appartiene la sua prima produzione, ancora inserita nell'orizzonte dell'idealismo e della Lebensphilosophie, che comprende A modern dráma fejlődésének története (Storia dello sviluppo del dramma moderno, 1911) e la raccolta saggistica Lélek és a formák (Anima e forme, 1910).
Tra il 1912 e il 1917 soggiorna a Heidelberg, dove è attivo nel circolo di Max Weber. In questo periodo elabora un progetto, rimasto incompiuto, su Dostoevskij, dal quale prende tuttavia forma Die Theorie des Romans (Teoria del romanzo, 1916), in cui il romanzo è concepito come espressione paradigmatica della modernità, segnata dalla perdita di un orizzonte unitario di senso e dalla crisi dell'individuo.
Durante la Prima guerra mondiale partecipa a gruppi marxisti clandestini; nel 1918 aderisce al Partito comunista ungherese ed entra nel Comitato centrale. Nel 1919 ricopre incarichi di governo nella Repubblica Ungherese come vice-commissario e poi commissario del popolo all'istruzione. Dopo la caduta del regime emigra prima in Austria e poi in Germania, subendo diverse condanne in contumacia da parte del regime di Miklós Horthy.
Nel 1923 pubblica Geschichte und Klassenbewusstsein (Storia e coscienza di classe), opera fondamentale del marxismo del Novecento, che analizza il capitalismo come sistema di reificazione generalizzata e attribuisce al proletariato il ruolo di soggetto storico in grado di comprendere e trasformare la totalità sociale.
Negli anni Trenta Lukács si dedica soprattutto alla critica letteraria e all'estetica. Tra il 1933 e il 1945 vive a Mosca, dove lavora presso l'Istituto di Filosofia dell'Accademia delle Scienze dell'URSS e collabora alla rivista "Literaturnyj kritik" insieme a Michail Lifšic. In questo periodo elabora la teoria del "grande realismo", concepito come alternativa sia al formalismo sia alle avanguardie moderniste, e come strumento privilegiato di conoscenza della realtà storica. A questi anni risalgono studi quali Istoričeskij roman (Il romanzo storico, 1937), K istorii realizma (Per una storia del realismo, 1939), Gёte (Goethe, 1937) e Deutsche Literatur im Zeitalter des Imperialismus (La letteratura tedesca nell'epoca dell'imperialismo, 1945).
Dopo il rientro in Ungheria, nel 1945, è professore all'Università di Budapest, membro dell'Accademia ungherese delle scienze e deputato al parlamento. Nel 1956, durante la rivolta del Paese, entra nel governo di Imre Nagy come ministro della cultura; dopo la repressione viene detenuto in Romania fino al 1957.
Negli anni successivi si concentra sulla sistematizzazione del proprio pensiero filosofico. Tra le opere tarde si distinguono Die Zerstörung der Vernunft (La distruzione della ragione, 1954), dedicata alla critica dell'irrazionalismo nella filosofia europea moderna, e la monumentale Ästhetik (Estetica, voll. I-II, 1963). A queste si affianca lo scritto, incompiuto e pubblicato postumo, Zur Ontologie des gesellschaftlichen Seins (Ontologia dell'essere sociale).

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: Lukács in questione. Storia e coscienza di classe cento anni dopo, R. Morani (a cura di), Napoli, Orthotes, 2024; A.N. Dmitriev, Marksizm bez proletariata: Georg Lukač i rannjaja Frankfurtskaja škola (1920-1930-e gg.), Sankt-Peterburg-Moskva, Evropejskij universitet v Sankt-Peterburge - Letnij sad, 2004; M. Lifšic, G. Lukács, Perepiska 1931-1970, Moskva, Grundrisse, 2011; M. Löwy, Georg Lukács. From Romanticism to Bolshevism, London-New York, Verso, 1979; Guido Oldrini, György Lukács e i problemi del marxismo del Novecento, Reggio Calabria, La Città del Sole, 2009; I.A. Sac, Lukač, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1967, t. 4, pp. 442-443; S.N. Zemljanoj, Lukač Dërd', in Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija: naučno-obrazovatel'nyj portal, https://bigenc.ru/c/lukach-d-iord-91c9f1/?v=8051862, 08.08.2023 (consultato il 05.01.2026).

Data del paratesto: 1932

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: An Unsocial Socialist (estratti dal romanzo); Fanny's First Play (estratti dalla commedia); aforismi e riflessioni attribuiti a Shaw

Data dell'opera originale: 1897; 1911

Paese dell'opera originale: Irlanda

Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard

Profilo autore del testo originale: George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).

Categoria autore: Autore contemporaneo

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Titolo traduzione russa del testo originale: Mysli i fragmenty (“Socialist ljubitel’” izlagaet svoi vzgljady; Pervaja p’esa Fanni; Aforizmy i mysli)

Collocazione traduzione: Moskva – Žurnal’no-gazetnoe ob’edinenie (Biblioteka "Ogonek" N. 639)

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1931

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