Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Bernard Šou [P187]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Nella sua prefazione, Petr Balašov delinea il profilo di George Bernard Shaw come una delle figure centrali del realismo critico e come il più importante autore satirico tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Il percorso creativo del drammaturgo irlandese appare complesso e attraversato da contraddizioni; secondo il critico, tuttavia, le opere migliori della sua produzione sono accomunate dalla forza di un talento satirico di eccezionale efficacia.
La drammaturgia shawiana si distingue innanzitutto, agli occhi di Balašov, per la capacità di smascherare i vizi dell’Inghilterra imperialista: l’ipocrisia della borghesia, la falsità della morale dominante e la violenza dei rapporti capitalistici occultata dietro le forme della rispettabilità sociale. In polemica con la concezione dell'”arte per l’arte”, Shaw non si sottrae alla realtà, ma porta sulla scena problemi sociali concreti e di stringente attualità (cfr. D199). Per oltre mezzo secolo lavora con continuità, costruendo un vasto corpus di opere che gli vale il riconoscimento di drammaturgo realista; e se non tutta la sua produzione è giudicata allo stesso livello, le opere più riuscite, dedicate a questioni sociali fondamentali, conservano – secondo Balašov – una persistente rilevanza.
All’interno di questo giudizio nel complesso positivo, il critico individua anche i limiti ideologici della drammaturgia shawiana. Tali limiti vengono ricondotti ai presupposti riformisti e ‘opportunistici’ del pensiero di Shaw, che gli impediscono di cogliere e rappresentare il ruolo storico del proletariato come forza decisiva del cambiamento sociale. In questa insufficienza Balašov individua il limite più significativo del realismo shawiano, senza che ciò annulli la portata della critica esercitata contro la società capitalista, destinata a rimanere uno degli aspetti più solidi e duraturi della sua opera.
In questa prospettiva, Shaw viene contrapposto ad autori come Rudyard Kipling, interprete e celebratore dell’espansione coloniale britannica e dell’ideologia della superiorità anglosassone. A differenza di Kipling, l’irlandese è presentato come un autore che sottopone l’imperialismo britannico a una critica severa, mettendone in luce contraddizioni e mistificazioni. La denuncia della realtà borghese si accompagna, secondo Balašov, alla fiducia in una possibile riforma pacifica del capitalismo, che finisce per allontanare il drammaturgo dai conflitti centrali della modernità, individuati nella lotta di classe tra proletariato e borghesia (cfr. D216, D218).
Nonostante tali contraddizioni, Balašov colloca stabilmente Shaw nel canone della letteratura mondiale come rappresentante di primo piano del realismo critico, brillante drammaturgo e pubblicista, acuto autore satirico e critico dell’ordine capitalistico. La sua opera viene così interpretata come parte integrante della tradizione letteraria progressista e come strumento di opposizione all’ideologia imperialista.
Rispetto all’edizione del 1946 della GICHL, curata da Revekka Gal’perina, Izbrannoe (Opere scelte) del 1953 mantiene invariata la selezione dei testi e dei traduttori, ma introduce la prefazione di Balašov e omette l’indicazione del curatore.

Nel 1953 l’immagine di Shaw proposta nel contesto culturale britannico e in quello sovietico risulta profondamente divergente. Nell’articolo memorialistico di George F. McCleary, Some Early Recollections of GBS (“Fortnightly Review”, February 1953), Shaw è restituito attraverso ricordi personali che ne mettono in evidenza l’ironia, il gusto per il paradosso e un atteggiamento fortemente disincantato nei confronti dell’impegno politico: il socialismo vi appare come una scelta sostenuta anzitutto da considerazioni di interesse personale e la militanza di Shaw viene descritta come priva di ogni enfasi ‘eroica’. Questa rappresentazione, che insiste sulla dimensione individuale e sulla consapevole ambiguità della posizione shawiana, contrasta con la prefazione di Balašov all’edizione sovietica delle Izbrannoe dello stesso anno, dove tali tratti vengono ricondotti a limiti ideologici di matrice riformista e opportunistica, pur senza mettere in discussione il ruolo di Shaw come esponente di primo piano del realismo critico e della tradizione letteraria progressista. Il confronto tra i due testi mostra così come, a parità cronologica, il discorso britannico lasci emergere uno Shaw problematico e non pienamente allineato, mentre quello sovietico tenda a riorganizzare le stesse ambiguità entro una cornice interpretativa ideologicamente orientata.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: Izbrannoe - Moskva - Goslitizdat - pp. 3-26.

Tipologia di paratesto: Prefazione

Autore del paratesto: Balašov Petr Stepanovič

Profilo autore del paratesto: Pëtr Stepanovič Balašov (1905, distretto di Zagorsk - 1978, Mosca), critico e studioso di letteratura inglese e angloamericana.
Dopo la laurea in storia ed etnologia, conseguita nel 1930 presso l'Università statale di Mosca, avvia nel 1933 l'attività pubblicistica. Vive e lavora stabilmente a Mosca, dove svolge attività di ricerca presso l'Istituto di letteratura mondiale dell'Accademia delle Scienze dell'URSS.
Nel 1975 ottiene il titolo di dottore in filologia con una tesi dedicata all'opera di George Bernard Shaw, intitolata Chudožestvennyj mir B. Šou (Il mondo artistico di Bernard Shaw), pubblicata già nel 1974. I suoi studi si concentrano sulla letteratura inglese e americana del Novecento, con particolare attenzione alle forme del realismo e ai rapporti tra poetica, ideologia e rappresentazione sociale. Tra gli autori analizzati con maggiore continuità figurano John Steinbeck, Seán O'Casey, James Aldridge e A.J. Cronin.
Balašov partecipa come autore al terzo volume della Istorija anglijskoj literatury (Storia della letteratura inglese), pubblicato a Mosca nel 1958 per i tipi di Chudožestvennaja literatura. Membro dell'Associazione internazionale dei critici letterari, la sua produzione critica comprende anche saggi dedicati a scrittori sovietici, apparsi sia sulla stampa specializzata nazionale sia su riviste straniere.
Tra i suoi principali contributi si segnalano: Edinstvo liričeskogo i èpičeskogo (o chudožestvennom novatorstve Šona O'Kejsi) (L'unità del lirico e dell'epico. Sull'innovazione artistica di Seán O'Casey), "Inostrannaja literatura", 1961, n. 3, pp. 214-221; Džejms Oldridž (James Aldridge), Moskva, Chudožestvennaja literatura, 1977; Bernard Šou i idealy Oktjabrja (Bernard Shaw e gli ideali dell'Ottobre), "Izvestija AN SSSR. Serija literatury i jazyka", 1971, vol. 30, fasc. 2, pp. 127-139.

Bibliografia: D.M. Urnov, Balašov P., in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 9, 1978, col. 97.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Data del paratesto: 1953

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Widower’s Houses; Mrs. Warren’s Profession; Candida; The Devil’s Disciple; Caesar and Cleopatra; John Bull’s Other Island; Major Barbara; The Shewing-Up of Blanco Posnet; The Dark Lady of the Sonnets; Pygmalion; Augustus Does His Bit; Heartbreak House; The Apple Cart; Too True To Be Good

Data dell'opera originale: 1892; 1893; 1895; 1897; 1898; 1904; 1905; 1909; 1910; 1912; 1916; 1919; 1928; 1932

Paese dell'opera originale: Irlanda

Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard

Profilo autore del testo originale: George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).

Categoria autore: Autore contemporaneo

Author image:

Titolo traduzione russa del testo originale: Izbrannoe: Doma vdovca (O.P. Cholmskaja); Professija missis Uorren (I.L. Daruzes); Kandida (S.P. Bobrov, M.P. Bogoslovskaja); Učenik d’javola (E.D. Kalašnikova); Cezar‘ i Kleopatra (S.P. Bobrov, M.P. Bogoslovskaja); Drugoj ostrov Džona Bulja (O.P. Cholmskaja); Major Barbara (I.L. Daruzes); Razoblačenie Blanko Posneta (I.L. Daruzes); Smuglaja ledi sonetov (M.F. Lorie); Pigmalion (E.D. Kalašnikova); Dom, gde razbivajutsja serdca (S.P. Bobrov, M.P. Bogoslovskaja); Avgust vypolnjaet svoj dolg (I.S. Zvavič); Teležka s jablokami (E.D. Kalašnikova); Gor‘ko, no pravda (V.M. Toper)

Collocazione traduzione: Moskva – Gozlitizdat

Nome traduttore: Bobrov Sergej Pavlovič; Bogoslovskaja Marija Pavlovna; Cholmskaja Ol’ga Petrovna; Daruzes Nina Leonidovna; Kalašnikova Evgenija Davydovna; Toper Vera Maksimovna; Isaak Semënovič Zvavič

Profilo traduttore: Sergej Pavlovič Bobrov (1889, Mosca - 1971, Mosca), poeta, prosatore, critico, traduttore e studioso di letteratura, figura di rilievo dell'avanguardia russa e uno dei protagonisti del futurismo moscovita.
Nasce in una famiglia della nobiltà di servizio: il padre è funzionario del Ministero delle Finanze, noto scacchista e editore della rivista "Šachmatnoe obozrenie", mentre la madre è scrittrice per l'infanzia. Si forma a Mosca, frequentando il Liceo Katkov, la Scuola di Pittura, Scultura e Architettura e l'Istituto Archeologico; dopo il completamento degli studi insegna matematica e statistica.
Esordisce come simbolista e partecipa al circolo di studio del ritmo poetico diretto da Andrej Belyj, riconoscendo in Valerij Brjusov il proprio maestro letterario. Al momento della pubblicazione della prima raccolta poetica, Vertogradari nad lozami (I coltivatori del vertograd sulle viti, 1913), è già vicino alle esperienze dell'arte d'avanguardia. Il volume, illustrato da Natal'ja Gončarova, esce presso l'editrice del gruppo Lirika, da lui stesso diretto.
Nel 1914, dallo scioglimento di Lirika nasce il gruppo futurista Centrifuga, attorno al quale si forma anche l'omonima casa editrice. In questi ambienti muovono i primi passi Boris Pasternak e Nikolaj Aseev. Bobrov vi partecipa come poeta, critico e illustratore.
Come poeta oscilla tra futurismo e simbolismo: Almaznye lesa (Foreste di diamante, 1917) segna un ritorno a moduli simbolisti, mentre Lira lir (Lira delle lire, 1917) viene considerata dai contemporanei una raccolta pienamente futurista. La sua poesia è caratterizzata da sperimentazioni sintattiche, da una deformazione consapevole delle strutture metriche tradizionali e da un progressivo avvicinamento al verso libero.
Figura centrale dell'ideologia dell'arte di sinistra, Bobrov si distingue per un atteggiamento critico polemico, espresso sulle riviste "Krasnaja nov'", "Pečat' i revoljucija" e "Naši dni". Nel 1921 definisce Aleksandr Blok un "poeta morto" e si oppone apertamente alla tradizione neoclassica della cosiddetta scuola pietroburghese.
Accanto alla poesia, si dedica alla narrativa. È autore di una delle prime antiutopie russe, Vosstanie mizantropov (La rivolta dei misantropi, 1922), e di romanzi utopico-satirici come Specifikacija Iditola (La specificazione dell'Iditòl, 1923) e Našedšij sokrovišče (Il cercatore di tesori, 1931), pubblicato sotto lo pseudonimo A. Jurlov. Nel secondo dopoguerra realizza opere di divulgazione scientifica per l'infanzia, tra cui Volšebnyj dvurog (Il magico bicorne, 1949) e Archimedovo leto (L'estate di Archimede, 1959).
Costante è anche la sua attività di studioso di metrica e versificazione. Nel 1915 pubblica Novoe o stichosloženii A. S. Puškina (Nuovi studi sulla versificazione di A. S. Puškin), dedicato ai problemi del ritmo poetico e alla struttura dei metri irregolari. Si occupa inoltre di teoria della traduzione poetica.
Bobrov svolge un'intensa attività di traduttore da varie lingue europee, traducendo, tra gli altri, Stendhal, Victor Hugo, Johannes R. Becher, George Bernard Shaw e Charles Dickens. Una parte significativa di questo lavoro è svolta in collaborazione con la quarta moglie, la traduttrice Marija Pavlovna Bogoslovskaja-Bobrova.
Negli anni Trenta viene colpito dalla repressione ed esiliato a Kokčetav; rientrato a Mosca, riprende l'attività letteraria. Pubblica il romanzo autobiografico Mal'čik (Il ragazzo, 1966) e la poesia Evgenij Delakrua, živopisec (Eugène Delacroix, pittore, 1971). Dopo la sua morte, l'archivio viene trasferito agli istituti statali; il corpus della sua opera rimane in larga parte ancora da esplorare criticamente.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: Bobrov, Sergej Pavlovič, in Literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-11, Moskva, Izdatel'stvo Kommunističeskoj Akademii, 1930, t. 1, col. 747; Bobrov, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962, t. 1, col. 650; V. Kazak, Bobrov Sergej Pavlovič, in Id., Leksikon russkoj literatury XX veka, Mosca, RIK Kul'tura, 1996, p. 51; E.Ju. Raskina, Bobrov Sergej Pavlovič, in Russkaja literatura XX veka. Prozaiki, poèty, dramaturgi. Biobibliografičeskij slovar', tt. 1-3., N.N. Skatov (red.), t 1, Moskva, OLMA-PRESS Invest, 2005, pp. 238-239; "Piši mne, chvostat!": Sergej Bobrov i Marija Bogoslovskaja, "Gosudarstvennyj muzej V. V. Majakovskogo", https://muzeimayakovskogo.ru/exhibitions/virtualnye/pishi-mne-khvostat/ (consultato il 5 gennaio 2026); V. Šklovskij, Skrepy gorizontov, "Nauka i žizn'", 1970, n. 5, pp. 133-135.

Marija Pavlovna Bogoslovskaja (1902-1974), traduttrice appartenente al cosiddetto collettivo Kaškin, uno dei gruppi più influenti nella storia della traduzione letteraria sovietica. È moglie del poeta, critico e studioso Sergej Pavlovič Bobrov, con il quale collabora anche in ambito traduttivo.
Si dedica prevalentemente alla narrativa anglo-americana e francese tra XIX e XX secolo, traducendo autori quali Jack London, Charles Dickens, Edgar Allan Poe, George Bernard Shaw, Honoré de Balzac, Theodore Dreiser, William Faulkner e James Joyce.
Un ruolo particolarmente significativo nella sua carriera è svolto dalla partecipazione al progetto collettivo di traduzione della raccolta joyciana Dublincy (Dubliners, 1914) fra il 1936 e il 1937. La versione russa del racconto A Little Cloud, da lei tradotto, è stata più volte indicata come esempio di alta resa stilistica e linguistica.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: "Piši mne, chvostat!": Sergej Bobrov i Marija Bogoslovskaja, "Gosudarstvennyj muzej V. V. Majakovskogo", https://muzeimayakovskogo.ru/exhibitions/virtualnye/pishi-mne-khvostat/ (consultato il 5 gennaio 2026); Russkaja odisseja Džejmsa Džojsa, E. Genieva (red.), Moskva, Rudomino, 2005, pp. 140-141.

Ol'ga Petrovna Cholmskaja (1896, Ekaterinoslav - 1977, Mosca), traduttrice, docente e teorica della traduzione.
Si laurea nel 1927 presso il Dipartimento di Biologia della Facoltà di Fisica e Matematica dell'Università Statale di Mosca e nel 1932 presso il Dipartimento di Inglese della Facoltà di Traduzione dell'Istituto Pedagogico di Lingue Straniere di Mosca.
Dal 1932 fa parte del collettivo di traduzione guidato da Ivan Kaškin, uno dei nuclei centrali della scuola sovietica di traduzione letteraria. Fino al 1957 insegna teoria e pratica della traduzione artistica presso l'Istituto Pedagogico di Lingue Straniere di Mosca e presso l'Istituto Letterario M. Gor'kij.
La sua attività si concentra prevalentemente sulla traduzione della narrativa anglo-americana e francese tra XIX e XX secolo. Traduce, tra gli altri, Charles Dickens, Thomas Hardy, Oscar Wilde, John Galsworthy, Bernard Shaw, James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner, nonché Romain Rolland, Guy de Maupassant e Prosper Mérimée, contribuendo in modo decisivo alla loro ricezione in Unione Sovietica.
Accanto all'attività traduttiva, è autrice di racconti per l'infanzia - Krasnye zvezdočki (Piccole stelle rosse, 1942), U železnodorožnoj nasypi (Presso la massicciata ferroviaria, 1942) - e di studi dedicati alla storia e alla teoria della traduzione, con particolare attenzione al problema del canone e alle controversie traduttive dell'età di Puškin (Puškin i perevodčeskie diskussii puškinskoj pory, Puškin e le discussioni traduttive dell'epoca di Puškin, 1959).

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: K.I. Čukovskij, Vysokoe iskusstvo, in Id., Sobranie sočinenij, tt. 1-15, E. Čukovskaja, P. Krjučkov (sost.)., Moskva, Agenstvo FTM, Ltd, 2012, t. 3, p. 85; I.I. Devickij, Cholmskaja, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, col. 305; N. Gal', Poklon masteram, in Ead., Slovo živoe i mertvoe, Moskva, Vremja, 2007, pp. 241-315.


Nina Leonidovna Daruzes (1899, Tomsk - 1982, Mosca), traduttrice di letteratura inglese e francese, tra le figure più autorevoli della scuola di traduzione letteraria sovietica del Novecento.
Dopo il diploma ginnasiale nel 1917, lavora come contabile e segue corsi presso la Facoltà di Scienze sociali dell'Università Statale di Mosca. Nel 1922 una grave malattia la costringe a interrompere sia l'attività lavorativa sia gli studi. Tra il 1928 e il 1929 frequenta l'Istituto di Nuove Lingue di Mosca, senza conseguire il diploma a causa di ulteriori problemi di salute. Negli stessi anni è redattrice letteraria della rivista "Litejnoe delo" (1928-1930).
Dal 1929 entra a far parte del collettivo di traduzione della scuola di Ivan Kaškin, all'interno del quale si forma professionalmente come traduttrice. Padroneggia l'inglese e il francese e possiede una solida competenza di lettura del tedesco. Dal 1930 è collaboratrice stabile della rivista "Internacional'naja literatura", presso la quale lavora fino alla chiusura del periodico durante la Seconda guerra mondiale.
La sua prima traduzione professionale è il romanzo Zemlja (1934; orig. The Good Earth, 1931) di Pearl S. Buck, cui segue un impegno continuativo nel lavoro letterario come traduttrice e revisore editoriale. Dal 1939 è membro dell'Unione degli Scrittori dell'URSS.
L'attività traduttiva di Daruzes si distingue per l'elevato livello professionale e per una notevole ricchezza stilistica. Molte sue traduzioni entrano stabilmente nel canone russo, in particolare Maugli (The Jungle Book, 1894) di Rudyard Kipling, Priključenija Toma Sojera, Priključenija Gekel'berri Finna (The Adventures of Tom Sawyer [1876], Adventures of Huckleberry Finn [1884]) di Mark Twain, nonché i racconti di O. Henry. Nel corso della sua carriera traduce inoltre opere di Charles Dickens, James Joyce, Ernest Hemingway, William Faulkner, George Bernard Shaw, Oscar Wilde, Jack London, Ambrose Bierce, Bret Harte, Richard Wright, Erskine Caldwell, Guy de Maupassant, Molière e altri autori europei e americani.
Muore a Mosca nel 1982.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: K.I. Čukovskij, Vysokoe iskusstvo, in Id., Sobranie sočinenij, tt. 1-15, E. Čukovskaja, P. Krjučkov (sost.)., Moskva, Agenstvo FTM, Ltd, 2012, t. 3, p. 85; Daruzes, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 2, 1964, col. 528; N. Gal', Poklon masteram, in Ead., Slovo živoe i mertvoe, Moskva, Vremja, 2007, pp. 241-315.

Evgenija Davydovna Kalašnikova (1906, Kiev - 1976, Mosca), traduttrice dall'inglese, figura centrale della scuola di traduzione letteraria sovietica del Novecento.
Nata a Kiev, si laurea nel 1931 all'Istituto di Lingue Straniere di Mosca. Dal 1939 è membro dell'Unione degli Scrittori dell'URSS. A partire dal 1947 ricopre l'incarico di segretaria esecutiva dell'Associazione di traduzione letteraria presso la sezione moscovita dell'Unione degli Scrittori; nel 1963 ne assume la presidenza, contribuendo in modo significativo alla definizione dei criteri professionali e istituzionali del lavoro traduttivo.
Esordisce come traduttrice nel 1934. La versione russa di A Farewell to Arms (1929, Proščaj, oružie!, trad. russa 1936) di Ernest Hemingway la afferma come una delle principali interpreti della prosa inglese del tempo; seguono altre traduzioni di narrativa angloamericana che consolidano la sua reputazione.
Nel corso degli anni successivi si dedica alla traduzione di autori canonici della letteratura inglese e statunitense, tra cui William M. Thackeray, George Bernard Shaw e Charles Dickens. Un ruolo rilevante nella sua attività occupano anche le traduzioni di Francis Scott Fitzgerald. Accanto a questi autori, traduce opere di John Updike, Ambrose Bierce, Nathaniel Hawthorne, Sinclair Lewis, Theodore Dreiser, John Steinbeck e James Aldridge, oltre a racconti di O. Henry e di James Joyce.
Le sue traduzioni si distinguono per l'equilibrio tra precisione semantica e naturalezza stilistica, e sono considerate tra i risultati più alti della traduzione letteraria sovietica del XX secolo.
Muore a Mosca nel 1976.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: K.I. Čukovskij, Vysokoe iskusstvo, in Id., Sobranie sočinenij, tt. 1-15, E. Čukovskaja, P. Krjučkov (sost.)., Moskva, Agenstvo FTM, Ltd, 2012, t. 3, p. 85; N. Gal', Poklon masteram, in Ead., Slovo živoe i mertvoe, Moskva, Vremja, 2007, pp. 241-315; V.V. Levik, Kalašnikova, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 3, 1966, col. 318.

Vera Maksimovna Toper (1890, Mosca - 1964, Mosca), traduttrice dall'inglese, dal francese e dal tedesco. È sorella di Osip Brik, critico letterario e figura di rilievo del formalismo russo.
Si forma presso i Corsi di lingue straniere intitolati a G.V. Čičerin, conclusi nel 1928. Raggiunge una più ampia visibilità nel 1935 con la pubblicazione della traduzione del romanzo The Sun Also Rises (1926) di Ernest Hemingway, apparsa in russo con il titolo Fiesta.
Nel corso della sua attività traduce numerosi autori della letteratura classica e moderna. Dall'inglese rende opere di Charles Dickens, Seán O'Casey, George Bernard Shaw, Mark Twain, Jack London, Ambrose Bierce ed Erskine Caldwell; dal francese traduce, tra gli altri, Guy de Maupassant e Prosper Mérimée; dal tedesco opere di Thomas Mann, Stefan Zweig e Franz Kafka.
Accanto all'attività traduttiva svolge un costante lavoro di formazione dei giovani traduttori e di redazione editoriale. Tra il 1963 e il 1964 cura i primi quattro volumi degli scritti teatrali di Bertolt Brecht in traduzione russa (Teatr, Moskva, Iskusstvo).

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: K.I. Čukovskij, Vysokoe iskusstvo, in Id., Sobranie sočinenij, tt. 1-15, E. Čukovskaja, P. Krjučkov (sost.)., Moskva, Agenstvo FTM, Ltd, 2012, t. 3, p. 85; I.I. Devickij, Toper V., in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 7, 1972, col. 579; N. Gal', Poklon masteram, in Ead., Slovo živoe i mertvoe, Moskva, Vremja, 2007, pp. 241-315; M. Lorie, Ob odnom chorošem perevode: Tjaželye vremena Dikkensa v perevode V.M. Topera, in Masterstvo perevoda. Sbornik, K.I. Čukovskij (gl. red.), Moskva, 1964, pp. 98-117.

Isaak Semënovič Zvavič (1904, Odessa - 1950, Taškent), storico, specialista di storia della Gran Bretagna e di geografia economica.
Dopo l'ingresso nel servizio diplomatico nel 1922, tra il 1924 e il 1927 lavora come consulente presso la rappresentanza commerciale sovietica nel Regno Unito. Durante il soggiorno britannico frequenta la Facoltà di Economia dell'Università di Londra, dove consegue la laurea nel 1926. Rientrato in URSS, dal 1928 svolge attività didattica in diversi istituti superiori di Mosca: insegna all'Istituto pedagogico statale di lingue straniere, all'Istituto pedagogico statale e, dal 1940 al 1949, è professore di storia moderna presso la Facoltà di storia dell'Università statale di Mosca. Parallelamente tiene corsi presso la Scuola diplomatica superiore e l'Accademia delle scienze sociali presso il Comitato centrale del partito.
Tra il 1932 e il 1937 è ricercatore presso l'Istituto di economia mondiale e politica mondiale; nel 1938 ottiene il titolo accademico di professore in geografia economica.
La sua attività scientifica si concentra sulla storiografia moderna e contemporanea britannica, sulla politica coloniale e sulle relazioni internazionali del Paese. Durante la Seconda guerra mondiale pubblica scritti di carattere pubblicistico e antinazista. Nel 1942 è ammesso all'Unione degli scrittori dell'URSS come traduttore e pubblicista, svolgendo un'attività di mediazione culturale legata soprattutto alla produzione storico-politica anglosassone, in continuità con i suoi interessi di ricerca.
Tra i suoi lavori più noti figurano Južnyj manor v XII-XVI stoletijach (Il manor meridionale tra XII e XVI secolo, 1934), Anglija (Inghilterra, 1936), Lejboristskaja partija Anglii, ee programma i politika (Il Partito laburista inglese: programma e politica, 1947) e Fašistskaja "geopolitika" na službe u anglo-amerikanskogo imperializma (La "geopolitica" fascista al servizio dell'imperialismo anglo-americano, 1948), oltre a numerosi articoli dedicati alla storia del movimento operaio inglese.
Nel corso degli anni Quaranta prepara in larga parte la tesi di dottorato, incentrata sulla storia diplomatica della guerra patriottica del 1812, che rimane incompiuta. A partire dal 1949 è colpito dalla campagna contro il cosmopolitismo, anche per via dei suoi rapporti con gli ambienti laburisti britannici, in particolare con Harold Laski. Allontanato dall'insegnamento, è costretto a trasferirsi a Taškent, dove muore nel 1950.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia: Zvavič, Isaak Semënovič, in Bol'šaja sovetskaja ènciklopedija, A.M. Prochorov (gl. red.), t. 9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1972, p. 406; F.A. Molok, Zvavič, Isaak Semënovič, in Istoriki Rossii XX veka. Biobibliografičeskij slovar', A.A. Černobaev (red.), t. 1, Saratov, Saratovskij gosudarstvennyj social'no-èkonomičeskij universitet, 2005, p. 342; V.V. Tichonov, "Mne net neobchodimosti nastajvat' na političeskoj važnosti takogo izdanija". Zapiska istorika I. S. Zvaviča o proekte podgotovki Kembridžskoj istorii Rossii (1943 g.), "Istoričeskij archiv", 2021, n. 4, pp. 160-163.

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1953

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