Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Bajron, Džordž Gordon, lord [P196]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

La voce enciclopedica di Vladimir Friče propone una lettura di Byron pienamente coerente con l’impostazione marxista che, all’inizio degli anni Trenta, viene celebrata e normativizzata nel dibattito critico sovietico. L’interpretazione del bajronizm come fenomeno storico-ideologico, legato alla crisi della nobiltà feudale e all’ascesa della società borghese, riflette una concezione della letteratura come espressione delle strutture socio-economiche e dei conflitti di classe. In questa prospettiva, Don Juan occupa una posizione centrale: il poema è interpretato come forma privilegiata di satira storico-sociale, capace di smascherare il militarismo feudale, l’ipocrisia della reazione europea e le contraddizioni interne del liberalismo borghese, fino a configurarsi come spazio di tensione tra coscienza aristocratica in declino e orizzonte storico progressivo.
Sul piano editoriale, Friče si colloca esplicitamente nella tradizione critico-filologica prerivoluzionaria, facendo riferimento all’edizione russa delle Sočinenija di Byron pubblicata da Brokgauz-Èfron nel 1904-1905 sotto la direzione di Semen Vengerov. Tuttavia, l’impianto interpretativo della voce — per la centralità attribuita al nesso tra forma letteraria, ideologia e struttura socio-economica — risulta pienamente compatibile con i processi di ricanonizzazione sovietica dei classici occidentali avviati negli anni Venti. In questo senso, pur non richiamando direttamente le edizioni di Byron promosse dal progetto Vsemirnaja literatura (cronologicamente precedente), la voce si inscrive nello stesso orizzonte culturale di appropriazione ideologica del patrimonio letterario europeo.
In questo senso, la voce enciclopedica funziona come applicazione esemplare del modello teorico difeso e canonizzato nel discorso commemorativo e polemico di Sergej Dinamov su Friče (D213), pubblicato nel 1930, a un anno dalla morte del critico (1929). Pur non assumendo direttamente il linguaggio prescrittivo della direttiva, il testo ne incarna sul piano analitico i principi fondamentali, contribuendo a consolidare il lavoro di Friče quale riferimento metodologico centrale del literaturovedenie marxista sovietico.

Ilaria Aletto

Collocazione paratesto: Literaturnaja ènciklopedija - Moskva - OGIZ RSFSR - t. 1 - coll. 297-305

Tipologia di paratesto: Voce enciclopedica

Autore del paratesto: Friče Vladimir Maksimovič

Profilo autore del paratesto: Vladimir Maksimovič Friče (Mosca, 1870 - Mosca, 1929), critico letterario, storico della letteratura e teorico dell'arte, tra i principali esponenti del marxismo applicato agli studi letterari negli anni Venti. Accademico dell'AN SSSR, svolge un ruolo centrale nella definizione istituzionale e metodologica del literaturovedenie sovietico nel periodo immediatamente precedente alla svolta dogmatica degli anni Trenta.
Si forma all'Università di Mosca, dove si laurea nel 1894 presso la facoltà storico-filologica e avvia la carriera accademica nel campo delle letterature occidentali. Dopo il 1905 si avvicina al marxismo e partecipa all'attività politico-culturale del movimento socialdemocratico. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre assume incarichi di primo piano nel sistema culturale sovietico: lavora nel Narkompros, dirige istituti di ricerca, insegna all'Università di Mosca e all'Istituto dei Professori Rossi, presiede sezioni scientifiche presso la Komakademija ed è responsabile di riviste di rilievo, come "Literatura i marksizm".
Sul piano teorico, Friče è tradizionalmente associato al sociologismo marxista, orientamento critico che pone al centro l'analisi dei nessi tra produzione artistica, ideologia e struttura socio-economica. In questo quadro, Friče elabora una concezione della storia della letteratura come storia degli stili, intesi come espressioni di specifiche formazioni sociali, e contribuisce alla definizione di una metodologia storica dell'analisi estetica di orientamento marxista.
Nonostante il carattere talvolta schematico di alcune formulazioni, il contributo di Friče alla sistematizzazione della storia della letteratura europea in chiave marxista risulta decisivo. I suoi studi sul romanticismo, in particolare, forniscono categorie interpretative che orientano in modo duraturo la ricezione sovietica degli autori occidentali, soprattutto nella fase di 'ricanonizzazione' degli anni Venti.
La morte nel 1929, alla fine del decennio, colloca Friče in una posizione peculiare nel campo culturale sovietico: da un lato figura fondativa del literaturovedenie marxista, dall'altro riferimento teorico ricodificato in senso normativo e 'semplificato' nel dibattito critico degli anni successivi.

Bibliografia: G.A. Belaja, Friče, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A.A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 151-152; E. Dobrenko, Politièkonomija socrealizma, Moskva, Novoe literaturnoe obozrenie, 2007; N.A. Gur'janova, Russian and Soviet Views of Modern Western Art, 1890s to the Mid-1930s, I. Dorončenkov (ed.), Berkeley-Los Angeles-London, University of California Press, 2009; V. M. Friče, Chudožestvennaja literatura i kapitalizm, č. 1 (Anglija, Germanija, Avstrija, Skandinavija), Moskva, S. Skirmunt, 1906; Id., Očerki po istorii zapadno-evropejskoj literatury, Moskva, Knigoizd. Pol'za, 1908; Id., Novejšaja evropejskaja literatura (1900-1914), vyp. 1, Moskva, Tipografija MGSNH, 1919; Id., Zapadno-evropejskaja literatura XX veka v ee glavnejšich projavlenijach, Moskva-Leningrad, Gosizdat, 1926; Id., Vil'jam Šekspir, Moskva-Leningrad, Gosizdat, 1926; Marksistskoe iskusstvoznanie i V. M. Friče: sbornik statej i bibliografija, A. Alland, L. Chavkina, S. Bessarabetus, B. Zajcev (red.), Moskva, Gosizdat - Otdel voennoj literatury, 1931.

Ilaria Aletto

Data del paratesto: 1929

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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Don Juan

Data dell'opera originale: 1819–1824

Paese dell'opera originale: Regno Unito

Nome autore del testo originale: Byron George Gordon

Profilo autore del testo originale: George Noel Gordon Byron (Londra, 1788 - Missolungi, 1824), tra le voci più influenti del romanticismo europeo, esprime nella sua vita e nelle sue opere un'opposizione netta alle strutture sociali e politiche dell'Inghilterra della Restaurazione. Nato lord ma appartenente a un'aristocrazia economicamente impoverita, Byron visse un'infanzia e una giovinezza segnata dalle ristrettezze, contraddizioni che contribuirono ad alimentarne la vena polemica sin dagli anni di studi a Harrow e Cambridge. Queste premesse emergono nella satira English Bards and Scotch Reviewers (1808), in cui Byron denuncia il declino della letteratura britannica come sintomo di un malessere sociale profondo. La sua attività alla Camera dei Lord si distingue per un impegno civile concreto, che culmina nel celebre discorso del 1812 in difesa dei luddisti; si tratta di un atto di dissenso politico che lo isola dal mondo conservatore e che trova una declinazione poetica in An Ode to the Framers of the Frame Bill (1812). Con la pubblicazione di Childe Harold's Pilgrimage (1812-1818) e delle cosiddette 'poesie orientali' -- tra cui The Giaour (1813) e The Corsair (1814) -- Byron definisce l'archetipo dell'eroe ribelle e malinconico, la cui lotta contro le convenzioni riflette l'inquietudine e alle speranze deluse di un'intera generazione.
L'esilio in Europa e l'adesione ai movimenti di liberazione nazionale segnano il passaggio verso una produzione di respiro politico più ampio. Nell'epopea satirica Don Juan (1819-1824), Byron approda a un realismo critico capace di analizzare le ipocrisie del sistema europeo con una lucidità che la successiva critica marxista interpreta come anticipatrice delle grandi narrazioni sociali del XIX secolo. Opere come The Prophecy of Dante (1819) e la satira politica The Age of Bronze (1823) confermano la sua costante attenzione verso i popoli oppressi. Partecipa attivamente ai moti carbonari in Italia e, nel 1823, si reca in Grecia per sostenere l'insurrezione contro il dominio ottomano. Qui investe le proprie energie e finanze per organizzare le milizie greche, fino a morire di febbre a Missolungi nel 1824. Questa fine precoce lo trasforma in un simbolo universale di libertà nazionale.
Nel contesto russo, l'influenza di Byron è vastissima e agisce da catalizzatore per il romanticismo di Puškin e di Lermontov. Durante l'epoca staliniana, questa eredità viene riletta attraverso la lente del materialismo storico, che eleva il bajronizm da fenomeno estetico e individuale a esempio di resistenza politica. I critici sovietici, fra cui Viktor Žirmunskij, riconoscono Byron come nemico della Santa Alleanza e fautore di un radicalismo democratico. Nei paratesti di epoca staliniana, il poeta non viene celebrato solo per le sue doti liriche, ma viene descritto anche come un intellettuale che ha saputo anteporre la causa degli oppressi ai privilegi del proprio rango, diventando un modello di scrittore impegnato perfettamente integrato nel canone culturale socialista.

Ilaria Aletto

Bibliografia: N.J. Diakonova, Bajron v gody izgnanija, Leningrad, Chudožestvennaja literatura, 1974; Ead., V. Vatsuro, "No Great Mind and Generous Heart Could Avoid Byronism": Russia and Byron, in The Reception of Byron in Europe, R. Cardwell (ed.), London, Thoemmes Continuum, 2004, pp. 333-352; V. Friče, Bajron, in Literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-11, Moskva, Izd-vo Kom. Akad., 1929-1939, t. 1, 1930, coll. 298-305; M.S. Kurginjan, Bajron, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 1, 1962, coll. 402-409; L.A. Marchand, Lord Byron, in Encyclopedia Britannica, 26 Jan. 2026, https://www.britannica.com/biography/Lord-Byron-poet (consultato il 4.01.2026); The Cambridge Companion to Byron, D. Bone (ed.), Cambridge, Cambridge University Press, 2006; V.M. Žirmunskij, Bajron i Puškin, Leningrad, Nauka, 1978 [1924].

Categoria autore: Autore classico

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Titolo traduzione russa del testo originale: Don-Žuan

Collocazione traduzione: Peterburg-Moskva – Gosudarstvennoe izdatel’stvo

Nome traduttore: Kozlov Ivan Ivanovič

Profilo traduttore: Ivan Ivanovič Kozlov (1779-1840) si impose nel romanticismo russo come poeta e traduttore, svolgendo un ruolo decisivo di mediazione tra la poesia europea e la tradizione nazionale.
Di origine aristocratica, ricevette una solida educazione domestica e intraprese inizialmente la carriera militare e amministrativa, servendo nel reggimento della Guardia Izmajlovskij e, in seguito, nell'amministrazione di Mosca durante la Guerra Patriottica del 1812.
All'inizio degli anni Venti dell'Ottocento la sua vita fu segnata da una svolta radicale. Colpito da paralisi e divenuto completamente cieco nel 1821, Kozlov abbandonò la vita mondana e l'attività pubblica, trovando nella scrittura poetica una nuova forma di espressione. Proprio in questo periodo esordì con il componimento K Svetlane (A Svetlana, 1821), dando avvio a una produzione lirica fortemente introspettiva.
La sua poetica si sviluppò sotto l'influsso di Vasilij Žukovskij, con il quale condivise l'attenzione per la musicalità del verso e una concezione dell'ispirazione poetica come elevazione morale e religiosa. Un ruolo decisivo nella diffusione della sua opera ebbe la musica: numerosi testi di Kozlov ispirarono compositori come Aleksandr Aljab'ev e Aleksandr Dargomyžskij. In particolare, Večernij zvon (Campane della sera, 1827), libera rielaborazione di un testo di Thomas Moore, entrò stabilmente nel repertorio popolare russo.
Di grande rilievo è anche il contributo di Kozlov alla ricezione di Byron in Russia. Nel 1826 tradusse The Bride of Abydos (Abidosskaja nevesta), ma il suo rapporto con il byronismo fu tutt'altro che imitativo. Nel poema Černec (Il monaco, 1825), l'eroe ribelle e demoniaco tipico di Byron viene trasformato in una figura di penitente, che vive la sofferenza in chiave sentimentale e cristiana, secondo una sensibilità più raccolta e meditativa. La sua attività di traduttore si estese inoltre alla letteratura polacca: nel 1829 pubblicò una versione dei Sonety krymskie (Sonetti di Crimea) di Adam Mickiewicz, contribuendo in modo significativo alla circolazione del romanticismo europeo nello spazio culturale russo.

Bibliografia: M.P. Alekseev, Russko-anglijskie literaturnye svjazi (XVIII vek - pervaja polovina XIX veka), Moskva, Nauka, 1982; D. Blagoj, Kozlov, in Literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-11, 1929-1939, t. 5, Moskva, Izd-vo Kom. Akad., 1931, coll. 370-372; V.L. Korovin, Kozlov Ivan Ivanovič, in Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija, tt. 1-35, Moskva, Bol'šaja rossijskaja ènciklopedija, 2004-2017, t. 14, 2009, p. 422; I.I. Kozlov, Stichotvorenija, Sankt-Peterburg, Izdanie A.F. Marksa, 1892; I.I. Kozlov, Polnoe sobranie stichotvorenij, I.D. Glikman (vstup. st.), Leningrad, Sovetskij Pisatel', 1960; I.A. Ščurov, Kozlov Ivan Ivanovič, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, tt. 1-9, A.A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 3, 1966, coll. 640-641; V.A. Žukovskij, O stichotvorenijach I.I. Kozlova, in "Sovremennik", t. XVII, n. 2, Sankt-Peterburg, pp. 83-88.

Curatore dell'edizione della traduzione: Smirnov Aleksandr Aleksandrovič (vstupitel’naja stat’ja) Lozinskij Michail Leonidovič (red.)

Data dell'edizione della traduzione russa: 1923

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