Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Academia (di L. Kamenev) [23-12-1933] - [D001]
Data direttiva: 23-12-1933
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 3
Numero giornale/rivista con la direttiva : 59 (314)
Tipologia della direttiva: Dichiarazione della casa editrice
Descrizione sintetica della direttiva:
Un anno fa Stalin delineò il nuovo obiettivo del paese sovietico con lo slogan “appropriarsi delle tecnologie”. Questo riguarda anche il lavoro della casa editrice Academia. La letteratura mondiale con le sue migliori opere è un tesoro di cui dobbiamo appropriarci per costruire la nuova coscienza dell’uomo della società senza classi. Nessuna casa editrice del vecchio mondo avrebbe mai potuto rivolgersi alla letteratura mondiale con scopi simili. Il nostro obiettivo è appropriarci della cultura mondiale della parola artistica e, attraverso la sua ricezione critica, metterla al servizio della costruzione socialista. Per realizzare tale obiettivo, dobbiamo fornire ai lettori sovietici i testi canonici della letteratura mondiale corredata da illustrazioni e commenti che siano degni di queste opere e al contempo mostrino il loro luogo nella storia drammatica della cultura umana. Il lavoro della casa editrice si svilupperà secondo un piano più strutturato. Innanzitutto, pubblicheremo i classici nelle nuove traduzioni sovietiche, affinché possano contribuire alla costruzione della nuova cultura socialista, il che sarebbe impossibile se ripubblicassimo le vecchie traduzioni o i vecchi commenti. Purtroppo non abbiamo ancora pronte tutte le traduzioni, pertanto la casa editrice collabora con i traduttori al fine di preparare le nuove edizioni. È fondamentale anche la stesura dei nuovi commenti critici alle opere dei classici, commenti che spieghino il loro valore nella storia del pensiero umano e della lotta sociale e che siano basati sulla dottrina di Marx, Engels, Lenin e Stalin; il lavoro in questo ambito è del tutto innovativo ed è nella sua fase iniziale. Tale commento può essere elaborato solo grazie agli sforzi comuni dei vecchi esperti di letteratura e dei giovani studiosi marxisti. Ecco perché è così complicato l’obiettivo di pubblicare i classici come Dante, Balzac o Shakespeare nel nostro paese. Tuttavia, non ci arrendiamo e lavoriamo a un tale commento che non solo renda i classici più accessibili ai nostri lettori, ma li aiuti anche a orientarsi in quella lotta di classe che ha generato le opere classiche e a trovare un collegamento tra la lotta attuale per la società socialista e i capolavori dei secoli passati. In secondo luogo, dovremo presentare ai lettori le opere tradotte degli autori secondari che hanno descritto le fasi critiche e/o rivoluzionarie della storia dell’umanità, al fine di restituire alla memoria la letteratura democratica e rivoluzionaria che viene ignorata dalla critica letteraria borghese e non viene pubblicata in occidente. La biblioteca di Academia deve rappresentare una catena ininterrotta dal primo Medioevo fino alla poesia proletaria di inizio Novecento nell’ambito di due generi: lirica e romanzo. Non dobbiamo rinunciare all’erotismo del romanzo e della novella borghese poiché è nato in opposizione alla “virtù” e all'”ascesi” dei generi della letteratura cavalleresca. In altre condizioni sociali sarebbe pornografia, ma in questo caso si tratta di realismo. Dedichiamo anche un ampio spazio ai drammi dei secoli passati per motivi ideologici. Dobbiamo lottare contro le opere del passato con i nostri metodi dialettici materialisti e, vincendo ciò che ci è ostile, assorbire e rielaborare ciò di cui abbiamo bisogno.