Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

Sovetskij poet – političeskij boec (di V. Lugoskoj) [10-03-1937] - [D026]

Descrizione sintetica della direttiva:

Puškin è lo specchio della nostra poesia. In queste giornate delle celebrazioni puškiniane si è scoperto che i lettori sovietici non vogliono
magie e giochi di parole, parole fini a sé stesse, retorica raffinata, che sono i rimasugli della tradizione estetica. Al contrario, vogliono leggere versi chiari, vitali e semplici dedicati a persone coraggiose e intelligenti; versi scritti in un linguaggio chiaro, forte e comprensibile per tutti. Dobbiamo scrivere su ogni argomento come lo faceva Puškin. La perfezione della forma non significa espedienti formali, bensì la massima quantità di sentimenti e pensieri racchiusa in una quantità minima di parole. Ora dobbiamo dire la nostra parola semplice, onesta e chiara. Nei nostri versi ci deve essere una valutazione chiara e profonda di ciò che sta succedendo intorno a noi. Dobbiamo sapere con precisione se al nostro fianco abbiamo un amico o un nemico. Sentiamoci come militi. Ci vuole chiarezza assoluta. Dobbiamo ricordare che ogni nostra parola vaga, ogni discorso indefinito, ogni frase usata casualmente nella poesia, può essere immediatamente usata dal nemico. Il poeta sovietico è e sarà un combattente politico.

Data direttiva: 10-03-1937

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 4

Numero giornale/rivista con la direttiva : 13 (649)

Tipologia della direttiva: Intervento