Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
O predislovjach i posleslovijach vvobščhe i o dvuch romanach v častnosti [15-11-1937] - [D048]
Data direttiva: 15-11-1937
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 3
Numero giornale/rivista con la direttiva : 62 (698)
Tipologia della direttiva: Direttiva
Descrizione sintetica della direttiva:
Le prefazioni e le postfazioni nei libri degli autori stranieri pubblicati in russo sono senz’altro utili e importanti. Anche se le opere parlano per sé stesse e i loro autori sono famosi, il lettore sarà lieto di trovare nel libro un articolo che gli spieghi per bene l’idea principale dell’opera, il suo valore artistico, il suo luogo nella letteratura e nell’arte di questo scrittore. Soprattutto è importante se l’autore è poco noto allo scrittore sovietico. Purtroppo, molte volte le prefazioni vengono scritte più per il bene delle case editrici che dei lettori. In alcuni casi (riporta l’esempio di Claude Aveline) la casa editrice pubblica solo l’introduzione dello stesso scrittore alla propria opera senza una prefazione sovietica che illustri la crescita ideologica dell’autore, le radici della sua ideologia che lo fa unire alle schiere della lotta antifascista. In altri casi, il che è ancora peggio, la casa editrice pubblica il libro con una prefazione/postfazione mentre quel libro non andrebbe pubblicato affatto. In questo caso (l’esempio di Roger Versel), l’autore della postfazione dovrebbe mettere in rilievo tutti i difetti del libro, anziché tentare di inventare giustificazioni. Il libro di Versel rappresenta un esempio palese di come una casa editrice cerchi di giustificare la pubblicazione di un libro. Inoltre, la prefazione o la postfazione andrebbe sempre considerata come un articolo critico. Anche in questo caso dobbiamo comportarci come degli implacabili critici sovietici. E allora non avremo più il problema delle prefazioni in cui una conclusione decisa sia sostituita da suggerimenti lirici.