Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Dary buržuaznoj kul'tury [29-02-1936] - [D129]
Data direttiva: 29-02-1936
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 1
Numero giornale/rivista con la direttiva : 13(576)
Tipologia della direttiva: Direttiva
Descrizione sintetica della direttiva:
Articolo di A. Selivanovskij contro il formalismo nell’arte (a seguito dell’articolo sulla “Pravda” Sumbur vmesto muzyki).
Dary burzhuaznoj kultury. Sempre contro Chlebnikov e Pasternak. Chlebnikov in particolare anti-urbanista, troppo primitivismo. La nuova arte sovietica deve essere semplice e comprensibile, NON deve scadere nel primitivismo, né nel naturalismo tout-court, che sono legati al peccato formalista. Prendere esempio da Puškin, Tolstoj e Shakespeare, Hugo, Heine, che sono semplici senza essere primitivi. La “Pravda” (art. 28.01.1936) ha sollevato con acutezza la questione del formalismo. In letteratura il formalismo ha subito a suo tempo una serie di forti colpi, ma è ancora vivo e in agguato. È caratteristico che oggi il formalismo letterario cerchi di solito sostegno in campi artistici affini. Al Plenum di Minsk ho già parlato dell’articolo di N. Aseev Velemir, inserito come discussione nel n. 1 di “Literaturnyj kritik”. Il poeta Aseev è ormai infinitamente lontano dalle posizioni del formalismo. Ma il critico Aseev ha comunque scritto un articolo formalista. Secondo Aseev, Velemir Chlebnikov combinava la ragione pratica di Mičurin e Ciolkovskij, l’universalismo culturale di Leonardo da Vinci, la musicalità di Mozart e la profondità di Goethe. Questo è ciò che sarebbe Chlebnikov, se solo la sua immagine, creata da Aseev, corrispondesse alla realtà! Questa immagine di Chlebnikov Aseev vuole sostenerla con alcuni esempi tratti dai “tesori” teorici di Chlebnikov, che scrisse non solo poesie di talento, ma anche articoli sconclusionati ed eclettici.
Il compito dell’artista è quello di rendere la forma direttamente intangibile nel processo di percezione. È qui che si rivela il genio di Tolstoj. Quanto è lontana questa semplicità dalla seriatinka naturalistica ed estetizzante!
No a Joyce e agli epigoni sovietici di Joyce.