Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Naši zadači [1933] - [D133]
Data direttiva: 1933
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 3-10
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 1
Tipologia della direttiva: Editoriale
Descrizione sintetica della direttiva:
L’editoriale che apre il primo numero dell’influente rivista mensile “Literaturnyj kritik” – fondata nel 1933 come organo istituzionale e, al tempo stesso, arena privilegiata del dibattito teorico sul realismo socialista – delinea con chiarezza i compiti della critica letteraria sovietica in una fase storica segnata dall’avanzata del socialismo e dalla trasformazione radicale dell’URSS sul piano economico, sociale e culturale. In questo testo, la letteratura è concepita non come mera espressione artistica, ma come potente strumento ideologico e mezzo di educazione politica delle masse. La critica, di conseguenza, non può limitarsi a un ruolo secondario o accessorio: deve diventare un’attività militante capace di analizzare in profondità i testi letterari alla luce del materialismo dialettico e della lotta di classe. Vengono inoltre denunciati i limiti della critica precedente, in particolare quella condotta dalla RAPP, accusata di scolasticismo, schematismo e incapacità di cogliere la specificità dell’arte. Sono respinte sia la prospettiva formalista, che isola gli aspetti estetici dal contenuto ideologico, sia quella positivista, priva di profondità teorica e analitica. Si insiste poi sulla necessità di una critica che parta dalla realtà e sia in grado di comprendere il senso ideologico e formale di un’opera e, insieme, di guidare gli scrittori, i quali, pur orientati verso il socialismo, non hanno ancora pienamente assimilato i compiti dell’arte sovietica. Come si legge nell’editoriale, “tali questioni di carattere generale, del tutto legittime e attuali, troveranno la loro soluzione corretta, autenticamente marxista, soltanto sulla base dell’analisi concreta delle opere letterarie e dello studio attento di tutte le tendenze che sorgono nella letteratura, di tutto ciò che in essa si configura e cresce come realmente nuovo, vivo, interessante e progressivo” (p. 6).
La critica deve saper parlare ai lettori e agli autori, favorire il processo di rieducazione dell’intelligencija, farsi interprete e guida del nuovo corso culturale. La conoscenza profonda della vita, unita alla padronanza delle forme artistiche, diventa condizione indispensabile per esercitare questa funzione. Naši zadači rappresenta dunque una dichiarazione d’intenti della redazione della rivista e, al tempo stesso, una riflessione teorica di più ampio respiro, dalla rilevanza seminale: alla critica letteraria, collocata al centro del progetto culturale sovietico, viene ufficialmente conferita una funzione strategica nella costruzione dell’uomo “nuovo” e della società socialista, fondata su un mondo e una cultura in lotta con il “vecchio” (p. 4), ossia con retaggi culturali e ideologici percepiti come “estranei” e ostili al nuovo ordine (p. 6).
Ilaria Aletto