Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
O socialističeskom realizme (di V. Kirpotin) [1933] - [D135]
Data direttiva: 1933
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 32-48
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 1
Tipologia della direttiva: Critica
Descrizione sintetica della direttiva:
Il saggio di Valerij Kirpotin contribuisce a delineare i fondamenti teorici del realismo socialista, ponendo la questione del rapporto tra arte e verità.
Agli occhi di Kirpotin, la borghesia ha da tempo perduto il proprio ruolo relativamente progressivo nella storia. Il suo dominio è ormai inconciliabile con lo sviluppo della letteratura e dell’arte. La letteratura borghese, ormai mercenaria e subordinata ai poteri politico ed economico, ha smarrito ciò che un tempo costituiva la sua forza: la capacità di rappresentare fedelmente, attraverso immagini artistiche, l’essenza della realtà. Finché il capitalismo si trovava ancora nella fase ascendente del proprio sviluppo, la letteratura borghese era in grado – entro certi limiti – di dire la verità sulla realtà rappresentata e non temeva di farlo. Oggi, invece, anche lo scrittore soggettivamente onesto non può più raffigurare in modo veritiero il mondo capitalistico, a meno che non si ponga in aperta opposizione ad esso, passando dalla parte della classe operaia.
Il simbolismo, nonostante la sua raffinatezza formale, ha segnato il declino della letteratura borghese russa, diventando espressione del suo tramonto. L’arte non può adempiere alla propria funzione politico-educativa se resta incomprensibile alle masse: solo attraverso forme figurative in grado di offrire una rappresentazione veritiera dell’essenza del mondo può assolvere tale compito. Il formalismo borghese, al contrario, mira a sottrarre al proletariato l’arte come strumento di lotta di classe; rappresenta dunque un nemico dell’arte stessa, portatore di un’azione ideologicamente distruttiva, come mostra la critica di Kirpotin a Viktor Šklovskij, accusato di sostenere l’“apriorismo della forma artistica” (p. 35), che conduce inevitabilmente alla rimozione o alla subordinazione del contenuto.
Solo la letteratura proletaria, creata da scrittori passati dalla parte della classe lavoratrice, possiede la forza di incarnare nei propri contenuti figurativi la verità della realtà e di farsi veicolo della coscienza socialista.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova