Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Ėnciklopedija vul'garnoj sociologii (di L. Denisova) [1937] - [D177]
Data direttiva: 1937
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 133-150
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 5
Tipologia della direttiva: Critica
Descrizione sintetica della direttiva:
L. Denisova riprende e sviluppa la posizione assunta dalla “Pravda”: il giornale ha smascherato errori macroscopici e casi di vero e proprio “contrabbando controrivoluzionario” (p. 133) nelle voci della Literaturnaja ènciklopedija (Enciclopedia letteraria), osservando come la penetrazione di simili valutazioni e teorie ostili sia resa possibile dall’impostazione complessivamente viziata da principi sociologici volgari, che distorcono e banalizzano il marxismo. Una situazione analoga, secondo Denisova, caratterizza anche la sezione letteraria della Bol’šaja sovetskaja ènciklopedija (Grande Enciclopedia Sovietica)
La critica di Denisova colpisce, in particolare, Isaak Nusinov, Aleksandr Cejtlin e Dmitrij Mirskij, autori delle voci teoriche centrali (rispettivamente, di Literatura, Literaturovedenie e Realizm). Nusinov e Cejtlin marginalizzano Marx, Engels e Lenin come fondamento dell’estetica marxista, sostituendoli con schemi positivistici e sociologistici. Mirskij, muovendosi nello stesso orizzonte della sociologia volgare, riconduce l’intera storia del realismo allo sviluppo della borghesia e nega che i grandi realisti critici del capitalismo possano superare la propria determinazione di classe e approdare a una prospettiva proletaria, separando così il realismo dalla lotta di classe concreta.
Tali distorsioni emergono con particolare evidenza anche nella valutazione dei criteri artistici: l’incapacità di distinguere tra vero e falso, grande e meschino, artistico e non artistico deriva dall’adozione di un criterio idealistico e antirealistico. Emblematico è il caso dell’interpretazione di Pirandello proposta da Stefan Mokul’skij, in cui il contenuto ideologico reazionario viene separato e compensato dall’esaltazione della maestria formale pirandelliana, portando a una valorizzazione del formalismo persino più netta di quella dei formalisti stessi.
Ilaria Aletto
Maria Zavyalova