Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

Istoričeskij roman i istoričeskaja drama [3] (di G. Lukács) [1937] - [D180]

Descrizione sintetica della direttiva:

Terza e ultima parte del ciclo di tre lunghi articoli che György Lukács dedica, sulle pagine di “Literaturnyj kritik” nel corso del 1937, alla teoria del romanzo storico. Dopo l’analisi della nascita del genere con Walter Scott e l’esame del rapporto tra romanzo e dramma nella rappresentazione della storia, questo contributo conclusivo sviluppa un confronto sistematico tra romanzo storico e dramma storico, chiarendone i differenti presupposti formali, conoscitivi e storici.
Lukács ribadisce che “il romanzo è più storico del dramma” (p. 130), poiché richiede una penetrazione storica estesa a tutte le sfere della vita rappresentata. Mentre il dramma concentra l’attenzione sulla collisione centrale e su grandi crisi storico-morali, il romanzo mira alla riproduzione storica concreta della totalità sociale, alla “pienezza degli oggetti” (ibid.) e alla complessità delle mediazioni attraverso cui la necessità storica si realizza nella vita quotidiana.
La drammaturgia storica conosce una grande fioritura nei momenti di crisi epocale, in particolare nel contesto del crollo del sistema feudale. Nei drammi di Shakespeare emergono con straordinaria chiarezza le contraddizioni interne del feudalesimo: il drammaturgo inglese coglie insieme la forza progressiva del movimento umanistico e il carattere tragico del nuovo mondo borghese, fondato sul dominio del denaro, sull’egoismo liberato e sull’assoggettamento delle masse. I suoi personaggi incarnano collisioni storico-morali di portata universale, pur senza una piena percezione della storia come processo, nel senso che sarà proprio del romanzo moderno.
Il romanzo storico di Walter Scott segna un decisivo salto qualitativo: esso introduce una visione storica consapevole, capace di rappresentare il passato come processo sociale concreto, e inaugura un nuovo livello di storicismo che influenzerà anche la drammaturgia successiva (da Puškin a Manzoni). Tuttavia, è nel romanzo — più che nel dramma — che la dialettica tra individuo e classe, tra libertà e necessità, può essere dispiegata nella sua forma più articolata.
Lukács conclude negando l’autonomia del romanzo storico come genere separato: la sua esistenza è inscindibile dallo sviluppo complessivo del romanzo e dalla capacità della letteratura di comprendere storicamente la contemporaneità. Il rapporto dello scrittore con il passato dipende sempre dal suo rapporto con il presente; per questo il romanzo storico autentico nasce solo là dove esiste una conoscenza storica matura della realtà sociale e delle sue contraddizioni.
Scritti nel corso del 1937, in una fase di forte irrigidimento normativo del dibattito estetico sovietico, i tre saggi di Lukács riaffermano una concezione storica e dialettica delle forme letterarie contro le riduzioni sociologiche e formalistiche. In questa prospettiva, il romanzo è individuato come la forma più adeguata a rendere la totalità del processo storico e la complessità delle mediazioni tra individuo, classe e sviluppo sociale, ponendosi come modello critico implicito per la riflessione sul realismo contemporaneo.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Data direttiva: 1937

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 118-147

Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 12

Tipologia della direttiva: Teoria del romanzo