Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Istoričeskij roman i krizis buržuaznogo realizma (di G. Lukács) [1938] - [D182]
Data direttiva: 1938
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 59-90
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 3
Tipologia della direttiva: Teoria del romanzo
Descrizione sintetica della direttiva:
Per i paesi dell’Europa occidentale, la Rivoluzione parigina del giugno 1848 ha determinato un mutamento radicale della situazione sociale; in particolare, l’insurrezione ha segnato il primo grande scontro armato tra proletariato e borghesia, rappresentando un punto di svolta nella percezione borghese della storia, con la crisi dell’idea di progresso e il conseguente ripiegamento ideologico.
Su questa base prende forma una concezione proletaria della storia, intesa da Lukács come superamento critico e sviluppo ulteriore della scienza storica borghese. Questo contributo – il primo di due articoli dedicati alla crisi del romanzo storico e del realismo borghese – ricostruisce gli effetti del ‘dopo 1848’ nella storiografia e nell’estetica europea — da Marx e Guizot a Carlyle, Ranke, Burckhardt, Nietzsche, Taine, Gobineau e Croce — mostrando come la perdita di una visione storica dialettica produca, nel romanzo storico e nel realismo, la dissoluzione del nesso organico fra storia e vita sociale, la modernizzazione psicologica del passato e la riduzione della storia a decorazione esotica.
In ambito letterario l’analisi si concentra in particolare su Scott e Balzac, che il critico contrappone alle forme tarde del genere in Flaubert (con Salammbô e la polemica con Sainte-Beuve), Zola, Brandes, Maupassant e Jacobsen. Parallelamente, Lukács interpreta lo sviluppo capitalistico come processo che comporta non solo l’impoverimento e la volgarizzazione della vita, ma anche una sua crescente barbarizzazione: la letteratura borghese della seconda metà dell’Ottocento privilegia sempre più la resa sessuale-fisiologica della passione amorosa a scapito della passione stessa, in netto contrasto con la sobrietà di Shakespeare, Goethe e Balzac.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova