Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Istorija literatury i kritika v "Internacional'noj literature" (1937-1939 gg.) (di I. Fradkin) [1940] - [D191]
Data direttiva: 1940
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 246-262
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 7-8
Tipologia della direttiva: Critica di altri periodici letterari
Descrizione sintetica della direttiva:
Il critico e germanista Il’ja Fradkin, partendo da un passaggio del discorso di Vjačeslav Molotov alla IV sessione del Consiglio Supremo dell’URSS, individua una diffusa “miopia politica” (p. 246) che non riguarda solo la sfera politica, ma investe anche la storiografia e la critica letteraria.
A sua detta, negli anni 1937-1939, tale miopia si sarebbe manifestata in modo particolarmente evidente sulle pagine della rivista “Internacional’naja literatura”, accusata di dar voce a tendenze estranee alla concezione marxista-leninista della democrazia borghese e di praticare un atteggiamento indulgente e acritico nei confronti degli scrittori occidentali. In questo quadro Fradkin colloca l’attività critica di Evgenija Knipovič ed Elena Gal’perina, così come alcune prese di posizione redazionali della rivista, interpretate come esempi di idealizzazione della democrazia e del patriottismo borghesi, in particolare francesi. Tali orientamenti, osserva Fradkin, trovano talvolta eco anche in altri periodici, come la “Literaturnaja gazeta” (1° agosto 1939).
Sul piano storico-letterario, Fradkin denuncia una classificazione gerarchica del patrimonio classico fondata su criteri ideologicamente deformanti. Gli autori vengono implicitamente suddivisi in tre gruppi: i “progressisti-ottimisti” (p. 258), assunti come modello normativo (Victor Hugo, Émile Zola); gli scrittori ricondotti forzatamente a tale modello mediante una lettura meccanica e riduttiva (William Shakespeare, Johann Wolfgang Goethe); e infine i cosiddetti “pària” (p. 260), dichiarati senza prospettive a causa del loro presunto pessimismo, scetticismo o conservatorismo (Honoré de Balzac, Gustave Flaubert, Anatole France).
Vengono quindi esaminati diversi interventi apparsi sia su “Internacional’naja literatura” – gli articoli di Knipovič (n. 11, 1937; n. 11, 1939); l’editoriale del n. 10 (1937); i contributi di Gal’perina (n. 2, 1939; n. 9-10, 1939); la selezione di citazioni di Marx, Engels, Lenin e Stalin sulla Rivoluzione francese (“Internacional’naja literatura”, n. 5-6, 1939), nonché gli interventi di Ivan Anisimov (n. 7-8, 1939) e di T. Rokotov dedicato a Shakespeare (n. 3-4, 1939) – che su “Literaturnaja gazeta” – come l’articolo di Isaak Zvavič (n. 44, 1939).
Nel loro insieme, questi esempi sono assunti da Fradkin come sintomi di una pratica critica che sostituisce l’analisi dialettica con schemi semplificati e formule democratiche astratte, producendo una sistematica distorsione nella valutazione del realismo e dell’eredità letteraria europea.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova