Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:
Itogi II Plenuma pravlenija SSP (di A. Ščerbakov) [1935] - [D197]
Data direttiva: 1935
Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnyj kritik", pp. 3-16
Numero giornale/rivista con la direttiva : Kn. 3
Tipologia della direttiva: Bilancio del plenum/Direttiva
Descrizione sintetica della direttiva:
L’articolo, firmato da Aleksandr Ščerbakov – dirigente di primo piano del Partito comunista, membro del Comitato Centrale e all’epoca segretario dell’Unione degli scrittori sovietici – inaugura il numero e presenta il secondo plenum del Consiglio dell’Unione degli scrittori come una tappa significativa nello sviluppo della letteratura sovietica e, in particolare, della critica.
Il plenum parte dalla constatazione del ritardo della critica rispetto ai compiti posti dall’epoca socialista, ma respinge come infondate le posizioni che ne negano del tutto i risultati: sotto la guida del Partito, la critica ha combattuto efficacemente le teorie ostili al marxismo-leninismo, si è rafforzata ideologicamente e ha consolidato i propri quadri dopo la liquidazione dei gruppi letterari.
Ščerbakov insiste sul fatto che la critica debba fondarsi sull’unità di forma e contenuto, unire funzione politica e analisi estetica e valutare le opere anche in base al loro contributo alla causa socialista. I principali difetti individuati sono il carattere episodico degli interventi, l’assenza di sintesi complessive sull’evoluzione letteraria, il linguaggio troppo specialistico e lo scarso sviluppo delle questioni teoriche e dell’estetica socialista.
Si richiama inoltre la necessità di un più stretto legame con la pratica della costruzione socialista, con il lettore di massa e con le letterature delle repubbliche nazionali, nonché di una partecipazione più attiva ai grandi progetti collettivi (tra cui la Storia della guerra civile e la Storia delle fabbriche).
Per la critica teatrale, Ščerbakov indica la priorità della lotta contro sociologismo volgare, l’estetismo borghese e il formalismo, e auspica la collaborazione con i drammaturghi per l’affermazione del realismo socialista sulla scena.