Titolo direttiva [Anno] - [Codice direttiva]:

O dobrotnosti kritiki [28-09-1946] - [D198]

Descrizione sintetica della direttiva:

Evgenija Gal’perina prende le mosse da un intervento di Tamara Chmel’nickaja dedicato al romanzo di guerra inglese per sviluppare una riflessione più ampia sul modo in cui, nel secondo dopoguerra, la critica sovietica interpreta la letteratura occidentale. Pur riconoscendo che alcune affermazioni dell’articolo preso in esame non siano di per sé discutibili, Gal’perina sostiene che l’autrice giunga a generalizzazioni profondamente errate sui processi letterari sviluppatisi in Occidente durante gli anni della guerra.
Secondo Gal’perina, tali errori derivano da tre carenze principali: una conoscenza insufficiente del materiale letterario, l’assenza di un punto di vista sovietico autonomo e, di conseguenza, una sottomissione ideologica al materiale analizzato. Quest’ultima si manifesta in un atteggiamento di entusiasmo acritico nei confronti di tratti conservatori e reazionari della cultura occidentale, mascherati da “democrazia” e “umanesimo”. In particolare, Gal’perina rimprovera a Chmel’nickaja di non distinguere tra pensiero sovietico e pensiero borghese-democratico, finendo per sovrapporre impropriamente la coscienza dello scrittore occidentale a quella dello scrittore sovietico.
Un nodo centrale della polemica riguarda l’interpretazione dei romanzi inglesi e anglo-americani di guerra, in particolare quelli di Walter Greenwood, J. B. Priestley e John Steinbeck. Gal’perina contesta l’idea che tali opere offrano una visione politicamente unitaria e progressiva del conflitto. Al contrario, osserva come molti scrittori occidentali non abbiano colto il carattere storico specifico della guerra, producendo forme di evasione, scetticismo e indebite assimilazioni tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. In questo quadro, Gal’perina contrappone la maggiore chiarezza ideologica di James Aldridge alle posizioni ambigue, liberal-democratiche o apertamente conservatrici di altri autori occidentali.
Particolare attenzione è riservata all’analisi del romanzo Love on the Dole (1933) di Walter Greenwood, interpretato come testo emblematico della lotta ideologica per l'”inglese medio”. Con questa espressione Gal’perina non intende una categoria sociologica in senso stretto, bensì la figura del lettore comune e del soggetto borghese da orientare ideologicamente. Il personaggio di Bunting incarna, secondo l’autrice, una visione profondamente conservatrice: dietro l’apparente “semplicità” e “solidità morale” del protagonista si cela un ideale piccolo-borghese fondato sul culto della stabilità, della proprietà e sulla rinuncia al cambiamento. La dobrotnost’ (solidità, rispettabilità), lungi dall’essere un valore neutro o positivo, viene così interpretata come uno strumento demagogico, capace di presentare l’ideologia conservatrice in forme accettabili e persino attraenti per il lettore medio.
Gal’perina insiste sul fatto che questa “vecchia solidità” non rappresenta un ritorno alla classicità o al realismo autentico, bensì una strategia ideologica pienamente moderna, che utilizza forme tradizionali per fini politici attuali: la neutralizzazione del conflitto sociale e la costruzione dell’illusione di un’armonia nazionale. In questa prospettiva, la critica alla dobrotnost’ si estende a un ampio spettro di manifestazioni culturali occidentali, dalle opere storiografiche di George Macaulay Trevelyan alla poesia contemporanea, fino alla difesa dell'”alto individualismo” come rifugio privato dalle tensioni storiche.
In conclusione, Gal’perina rimprovera alla critica sovietica di lasciarsi sedurre da tali dispositivi ideologici e di non riconoscerne il carattere pseudo-democratico, venendo meno al proprio compito fondamentale: smascherare i meccanismi di mistificazione ideologica. In un contesto di acuta lotta ideologica internazionale, l’autrice rivendica la necessità di una vigilanza critica rigorosa, capace di distinguere tra realismo autentico e realismo apparente, tra democrazia reale e le sue imitazioni demagogiche, respingendo ogni forma di neutralismo o conciliazione.

Ilaria Aletto

Data direttiva: 28-09-1946

Titolo e pagina del giornale/rivista con la direttiva: "Literaturnaja gazeta", p. 2

Numero giornale/rivista con la direttiva : 040 (2303)

Tipologia della direttiva: Direttiva