Antireligioznye novelly èpochi Vozroždenija (XIV-XVI vv.). Sostavila E. Višnevskaja. M. Gosudarstvennoe Antireligioznoe izdatel’stvo. 1939. 64 str. 50 kop. [P070]
Collocazione paratesto: "Istorik-marksist" [rivista], 4-5 (80-81)- pp. 147-149
Tipologia di paratesto: Recensione
Autore del paratesto: Ditja[t]kin V.
Profilo autore del paratesto: N/A
Data del paratesto: 1940
Direttive paratesto:
- D060 - Antireligioznye stichi Majakovskogo [LINK]
- D061 - Deficitnaja literatura. O massovoj chudožestevnnoj antireligioznoj knige [LINK]
- D078 - V bor'be za mir i kul'turu [LINK]
- D022 - Titolo della direttiva: non disponibile [LINK]
- D036 - Da zdravstvuet solnce, da skroetsja t'ma! (Discorso di V. Komarov, presidente dell'Accademia delle Scienze dell'URSS) [LINK]
- D049 - Vidnejšee mesto [LINK]
Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Decameron (1); Trecentonovelle (2); Facetiae (3); Novellette ed esempi morali (4); Novellino (5); Novelle (6); Novelle (7); Testamento (8) [novelle scelte]
Data dell'opera originale: 1349-1354; 1370 (1); 1392-1400; 1726 (2); 1438-1453 (3); 1868 ['400] (4); 1476 (5); 1554; 1573 (6); 1551 (7); 1525 [8]
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Boccaccio Giovanni (1); Sacchetti Franco (2); Bracciolini Poggio (3); San Bernardino da Siena (4); Masuccio Salernitano (5); Matteo Bandello (6); Girolamo Parabosco (7); Agnolo Firenzuola (8)
Profilo autore del testo originale:
(1) Boccaccio Giovanni (Certaldo/Firenze, 1313 - Certaldo, 1375). Scrittore, una delle tre "corone" della letteratura italiana insieme a Dante e Petrarca. Figlio di un mercante, fu inviato dal padre a Napoli per studiare affari e diritto canonico; nella città partenopea si dedicò invece alla letteratura, frequentando la corte di Roberto d'Angiò e componendo opere quali La caccia di Diana, Filocolo, Filostrato e Teseida.
Rientrato a Firenze, proseguì gli studi poetici, che culminarono nella stesura del Decameron (1349-1353). A quest'opera fecero da antecedenti altre composizioni come il Ninfale d'Ameto, l'Amorosa visione, l'Elegia di madonna Fiammetta e il Ninfale fiesolano. Parallelamente, Boccaccio continuò a comporre Rime per tutta la vita.
Ricoprì inoltre vari incarichi diplomatici di prestigio per conto del Comune di Firenze presso diverse corti, tra cui quella di papa Innocenzo VI ad Avignone. Nel 1350, a Firenze, incontrò Petrarca, di cui poco prima aveva scritto una biografia e di cui divenne amico e discepolo.
Una profonda crisi spirituale e intellettuale, maturata sotto l'influenza di Petrarca, segnò l'ultima fase della sua produzione letteraria. A questo periodo appartiene il Corbaccio; in seguito, l'autore abbandonò quasi del tutto la scrittura in volgare per dedicarsi a opere dotte in latino, tra cui il Buccolicum carmen, la Genealogia deorum gentilium, il De casibus virorum illustrium, il De mulieribus claris e il De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris. Risalgono alla fase tarda anche gli scritti danteschi in volgare: il Trattatello in laude di Dante e il Commento alla Divina Commedia.
Nel 1373 Boccaccio tenne la prima Lectura Dantis della storia, rivolta a un pubblico ampio, ma la interruppe al canto XVII dell'Inferno, scoraggiato dalle critiche di quanti lo rimproveravano per aver volgarizzato i concetti elevati del sommo poeta.
Bibliografia: N. Sapegno, Boccaccio Giovanni, in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1968, vol. 10; V. Branca, Giovanni Boccaccio. Profilo biografico, Firenze, 1997; M. Fiorilla, I. Iocca, Boccaccio, Roma, 2021.
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Antireligioznye novelly èpochi Vozroždenija (XIV – XVI vv.)
Collocazione traduzione: Moskva – Gosudarstvennoe antireligioznoe izdatel'stvo
Nome traduttore: N/A
Profilo traduttore: N/A
Curatore dell'edizione della traduzione: Višnevskaja Elizaveta Davydovna
Data dell'edizione della traduzione russa: 1939
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
L’importanza delle novelle antireligiose per il paese sovietico e il loro legame con il popolo – cfr. le direttive: D060, D061
Il critico afferma che la pubblicazione di questo piccolo libro sia estremamente significativa, poiché grazie ad essa milioni di cittadini sovietici potranno finalmente conoscere gli esempi più incisivi di quell’arma di cui le masse popolari si servirono per combattere i propri nemici feudali e il centro internazionale del sistema feudale: la chiesa cattolica. Gli autori delle novelle erano visceralmente legati agli interessi delle masse popolari.
L’invettiva antifascista – D078, D022, D036, D049
Il critico sostiene che i “padroni dell’Italia contemporanea” combattano le novelle rinascimentali e i loro autori. Egli ascrive le motivazioni di tale opposizione all’intento di denigrare diversi aspetti della vita culturale dell’Italia fascista:
• La differenza tra l’uomo rinascimentale, forte e audace fondatore del pensiero scientifico, e l’uomo dell’Italia mussoliniana, illetterato e incolto, ma religioso e sottomesso ai propri capi, al quale i poeti italiani – come il cantore dell’imperialismo militarista Marinetti – si affrettano a tributare lodi.
• La differenza tra i grandi filosofi italiani (Telesio, Bruno, Galileo), che ampliavano gli orizzonti del pensiero umano, e Giovanni Gentile, il quale disprezza il pensiero teorico e proclama l’azione superiore al pensiero.
• Il rafforzamento dell’amicizia tra il Campidoglio e la Santa Sede, manifestatosi nel tema centrale del Congresso italiano di filosofia del 1938, ossia il nesso tra filosofia e religione.
• La menzogna religiosa si impadronisce anche della letteratura italiana, ormai impregnata di temi mistici (D’Annunzio).
• Mentre i migliori esponenti del Rinascimento italiano, come Campanella, auspicavano la diffusione dell’istruzione, nell’Italia odierna oltre il 60% della popolazione risulta analfabeta.
• In quattro anni l’intera produzione editoriale si è più che dimezzata; le tirature, secondo un autore italiano, raggiungono raramente le 500 copie.
Confronto tra cultura sovietica e cultura fascista
A questo quadro negativo, il critico contrappone la situazione positiva dell’editoria in URSS, citando proprio l’esempio del libro recensito: la sola prima edizione ha raggiunto le 30.000 copie, tutte vendute in un solo giorno.
Kristina Landa