Titolo paratesto [Codice paratesto]:

Bernard Šou [P179]

Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":

Nel suo saggio monografico dedicato a George Bernard Shaw (75 pp.), Sergej Dinamov apre il discorso presentando lo scrittore come una figura di rottura nella letteratura inglese, ribelle e iconoclasta. La sua traiettoria artistica e intellettuale viene interpretata come espressione delle tensioni e delle ambiguità della piccola borghesia nella modernità europea, nonché dei limiti storici che ne condizionano l’azione. In questa prospettiva, la vicenda di Shaw è accostata alla storia delle inquietudini e delle sconfitte di tale classe e al suo ruolo nei conflitti sociali.
Su queste premesse Dinamov definisce la drammaturgia shawiana di impronta giornalistica, poiché strutturata come un discorso argomentativo, affidato prevalentemente alla parola e al confronto dialogico. La continuità tra il pubblicista e l’artista assume un valore decisivo: essa avrebbe permesso a Shaw di contribuire al rinnovamento del teatro inglese, mettendo in discussione il falso romanticismo borghese e assegnando alla scena una funzione ideologica. Le sue opere vengono così lette come testi attraversati da una forte tensione sociale; al tempo stesso, il critico individua il loro limite nella prospettiva piccolo-borghese dell’autore, ritenuta incapace di tradursi in una visione coerente dell’azione storica.
In questo quadro Dinamov colloca anche la critica all’umanesimo shawiano, inteso come umanesimo borghese. Fondato sui valori dell’umiltà, dell’obbedienza, del perdono e dell’amore universale, esso svolgerebbe una funzione conciliatrice, contribuendo a disinnescare il conflitto sociale e a rassicurare coloro che potrebbero opporsi all’ordine capitalistico. Da qui deriva la qualificazione di Shaw come socialista ‘opportunista’: l’irlandese critica il marxismo come antiscientifico, ma propone una forma di socialismo che non mette in discussione le basi del capitalismo.
Dinamov insiste inoltre sull’incomprensione, da parte di Shaw, del marxismo e della rivoluzione proletaria, da lui ridotti a schemi astratti o moralistici. La sua ideologia appare quindi contraddittoria: pur cogliendo il declino del sistema borghese e le fratture dell’epoca imperialista, Shaw non riesce a legare fino in fondo il proprio destino a quello della classe proletaria (cfr. D084). La sua ribellione resta così individuale e isolata, priva di una reale efficacia storica.
Al tempo stesso, Dinamov precisa che tale posizione non coincide con una difesa incondizionata dell’ordine borghese. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre si apre infatti nella traiettoria di Shaw una fase nuova che, pur non trovando ancora piena espressione nell’opera artistica — rimasta ancorata ai modelli dell’evoluzione gradualistica e dell’umanesimo — emerge con maggiore chiarezza nelle sue prese di posizione pubbliche.
In questo contesto assume un rilievo centrale la visita di Shaw in Unione Sovietica dello stesso anno (1931), interpretata come una sfida al sistema borghese occidentale e, al tempo stesso, come un invito a riconoscere l’esperienza storica del proletariato russo. Dinamov legge le dichiarazioni favorevoli di Shaw all’URSS come segno di una maturazione storica: lo scrittore giunge a identificare il capitalismo con la distruzione della cultura e di quanto di più alto l’umanità abbia prodotto, rivolgendosi infine a Lenin e alla classe operaia come agli unici possibili salvatori della cultura mondiale.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Collocazione paratesto: Bernard Šou - Moskva-Leningrad - Ogiz - Gos.izd-vo chud.lit-ry - 1931.

Tipologia di paratesto: Monografia

Autore del paratesto: Dinamov Sergej Sergeevič

Profilo autore del paratesto: Sergej Sergeevič Dinamov (Oglodkov, 1901-1939), critico letterario, caporedattore, specialista di Shakespeare e tra i primi americanisti sovietici, fu una figura di rilievo della cultura sovietica degli anni Venti e Trenta.
Entrato nel Partito comunista nel 1919, Dinamov prestò servizio nell'Armata Rossa fino al 1926. Nel 1923 iniziò l'attività di critico letterario e, nel 1926, intraprese gli studi dottorali presso l'Accademia delle Scienze Sociali (RANION), specializzandosi in letteratura inglese e americana sotto la guida di Vladimir Friče. Dopo il dottorato, divenne capo del Dipartimento di Metodologia della Letteratura all'Università Statale di Mosca (1930-1931). Nel 1930 assunse la guida di "Literaturnaja gazeta", trasformando il giornale in un punto di riferimento per la letteratura internazionale: sotto la sua direzione vennero pubblicati articoli di autori come Johannes Becher, Romain Rolland e Theodore Dreiser, con cui intrattenne anche una corrispondenza personale. Dopo una breve parentesi come vicepresidente della sezione di letteratura occidentale dell'Accademia Comunista (1931), tornò a dirigere "Literaturnaja gazeta" tra il 1932 e il 1933. Nello stesso periodo, ricoprì ruoli di rilevo nel Partito in qualità di direttore dell'Istituto dei Professori Rossi (IKP) e, dal 1932, di capo del settore artistico del Comitato centrale del Partito. Dinamov era in stretti rapporti con Maksim Gor'kij, al quale, nel 1932, dedicò il saggio M. Gor'kij i Zapad (M. Gor'kij e l'Occidente, Мoskva, Žurnal'no-gazetnoe ob''edinenie). Parallelamente, si occupò della diffusione della letteratura angloamericana in URSS, con saggi su Shaw (tra cui spicca la monografia Bernard Šou, Moskva -Leningrad, GICHL, 1931), H.G. Wells, London, Twain, Poe, Reed e Dreiser; di quest'ultimo curò la prima edizione sovietica delle opere complete. Dal 1933 Dinamov divenne caporedattore della rivista "Internacional'naja literatura", che sotto la sua guida pubblicò scritti, tra gli altri, di Hemingway e Joyce. Nel 1934, in particolare, la rivista ospitò racconti di Dreiser, Anderson e Dos Passos, mentre nel 1935 vi comparvero estratti da Brave New World di Huxley. Si occupò, insieme ad Aleksandr Smirnov, anche dell'edizione sovietica delle opere di Shakespeare in otto volumi (Academia -- Goslitizdat, 1936-1950) e fu autore di monografie sul drammaturgo inglese. Guidò inoltre la commissione anglo-americana del MORP (Organizzazione Internazionale degli Scrittori Rivoluzionari) e, in seguito, presiedé l'intera organizzazione, partecipando attivamente al Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura a Parigi nel 1935, poco prima dello scioglimento del MORP stesso.
La sua apertura verso la letteratura occidentale 'borghese' gli costò cara. Nel 1937 tentò di pubblicare in URSS The Road to Wigan Pier (1936) di George Orwell, che in quegli anni militava nelle file del Partito operaio di unificazione marxista (POUM), anti-stalinista, un fatto che compromise la posizione di Dinamov agli occhi delle autorità sovietiche. Il 26 settembre 1938 fu arrestato e trascorse sette mesi nella prigione di Lefortovo; il 15 aprile dell'anno successivo fu condannato a morte dalla Corte suprema dell'URSS con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica controrivoluzionaria e venne fucilato il giorno seguente. È sepolto nella fossa comune di Kommunarka, nella regione di Mosca. Nel 1956 è stato riabilitato. Dinamov ha lasciato un segno profondo nella critica letteraria sovietica, contribuendo alla diffusione della cultura occidentale in URSS.

Ilaria Aletto

Bibliografia
: Dinamov, in Literaturnaja ėnciklopedija: V 11 tt., 1929--1939, A.V. Lunačarskij (otv. red.), Moskva, Izd-vo Kom. Akad., 1930, t. 3, col. 310; A.N. Nikoljukin, Dinamov, in Kratkaja literaturnaja ėnciklopedija, 1962--1978, (red.) A.A. Surkov, Moskva, Sov. ėncikl., 1964, t. 2, col. 696.

Data del paratesto: 1931

Author image:

Titolo dell'opera originale tradotta in russo: An Unsocial Socialist (estratti dal romanzo); Fanny's First Play (estratti dalla commedia); aforismi e riflessioni attribuiti a Shaw

Data dell'opera originale: 1897; 1911

Paese dell'opera originale: Irlanda

Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard

Profilo autore del testo originale: George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.

Ilaria Aletto, Maria Zavyalova

Bibliografia
: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).

Categoria autore: Autore contemporaneo

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Titolo traduzione russa del testo originale: Mysli i fragmenty (“Socialist ljubitel’” izlagaet svoi vzgljady; Pervaja p’esa Fanni; Aforizmy i mysli)

Collocazione traduzione: Moskva – Žurnal’no-gazetnoe ob’edinenie (Biblioteka "Ogonek" N. 639)

Nome traduttore: N/A

Profilo traduttore: N/A

Curatore dell'edizione della traduzione: N/A

Data dell'edizione della traduzione russa: 1931

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