Bernard Šou ešče raz govorit pravdu [P181]
Collocazione paratesto: "Večernjaja Moskva" [quotidiano], 2 - 3 janvarja
Tipologia di paratesto: Recensione messinscena
Autore del paratesto: Lunačarskij Anatolij Vasil’evič
Profilo autore del paratesto:
Anatolij Vasil'evič Lunačarskij (1875-1933) fu dal 1917 al 1929 Commissario del popolo per l'Istruzione; scrittore e drammaturgo, si distinse anche come critico letterario e teatrale, traduttore e storico dell'arte. Membro del POSDR dal 1895, aderì alla corrente bolscevica nel 1903 e partecipò attivamente alla rivoluzione del 1905-1907 e a quella d'Ottobre. Arresti ed esili ne segnarono i primi anni di militanza, durante i quali iniziò anche un'intensa attività giornalistica e critica. Collaborò a testate bolsceviche come "Proletarij" e "Vperëd", fu vicino ad Aleksandr Bogdanov e, seppur legato a Lenin, entrò presto in conflitto con lui sul piano filosofico e politico. Nel 1909 fu tra i fondatori del gruppo di estrema sinistra "Vperëd" e partecipò all'organizzazione di scuole di partito per operai russi a Capri e a Bologna. Negli anni precedenti la rivoluzione sviluppò una riflessione sul rapporto tra marxismo e religione, nota come "costruzione di Dio" (bogostroitel'stvo), esposta nei due volumi di Religija i socializm (Religione e socialismo, 1908-1911), dove sosteneva l'esigenza di affiancare alla dimensione scientifica del marxismo anche una componente etica ed estetica.
Accanto alla militanza politica, Lunačarskij coltivò sempre la scrittura e la critica letteraria. Autore di drammi a sfondo simbolico e religioso come Ivan v raju (Ivan in paradiso, 1920) e di un grande progetto di teatro storico, Oliver Kromvel' (Oliver Cromwell, 1920), dedicò numerosi saggi a Shakespeare, Goethe e ai classici russi ed europei, interpretati alla luce del marxismo. Fu direttore della sezione artistica della rivista "Obrazovanie" (1906-1908) e collaborò come recensore di letteratura dell'Europa occidentale, distinguendosi per le sue posizioni contro lo sciovinismo culturale.
Dopo la Rivoluzione d'Ottobre entrò a far parte del Consiglio dei Commissari del popolo e assunse la direzione del Narkompros, incarico che mantenne fino al 1929. In questa veste difese il patrimonio storico-artistico, incoraggiò l'editoria e la diffusione della lettura, e sostenne la traduzione dei classici mondiali attraverso il progetto di "Vsemirnaja literatura" (Letteratura universale), diretto da Gor'kij. Fu un mediatore fra Partito e intelligencija, difendendo spesso artisti e scrittori dalle repressioni e mantenendo un atteggiamento inclusivo verso differenti correnti culturali.
Negli anni successivi ricoprì altri incarichi culturali di primo piano: diresse l'Istituto di letteratura e lingua dell'Accademia comunista, l'Istituto di letteratura russa dell'Accademia delle Scienze e fu tra i curatori della Literaturnaja ėnciklopedija (Enciclopedia letteraria). Intrattenne rapporti con scrittori e intellettuali europei come Romain Rolland, George Bernard Shaw, Bertolt Brecht e H. G. Wells, divenendo una figura di spicco anche sulla scena culturale internazionale.
Nel settembre 1933 fu nominato rappresentante plenipotenziario dell'URSS in Spagna, ma non poté assumere l'incarico per motivi di salute. Morì di angina pectoris a Mentone, in Francia, nel dicembre dello stesso anno, durante il viaggio verso la sua nuova sede diplomatica.
Ilaria Aletto
Bibliografia: R. Boer, God in the World: Lenin, Hegel, and the God-Builders, "The Heythrop Journal ", 60 (2019), pp. 341-547; Ju.B. Borev, Lunačarskij, M., Molodaja gvardija, 2010; Al. Dejč, Lunačarskij, in Kratkaja literaturnaja ėnciklopedija, 1962-1978, A.A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sov. ėncikl., 1967, t. 4, pp. 448-453; S. Fitzpatrick, The Commissariat of Enlightenment: Soviet Organization of Education and the Arts under Lunacharsky. October 1917-1921, Cambridge, Cambridge University Press, 1970; Lunačarskij, in Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija: V 35 tt., 2004-2017, Ju. S. Osipov (gl. red.), Moskva, Nauč. izd. Bol'šaja rossijskaja ėnciklopedija, 2011, t. 18, pp. 139-140; Lunačarskij, in Literaturnaja ėnciklopedija: V 11 tt., 1929-1939, A.V. Lunačarskij (otv. red.), Moskva, OGIZ RSFSR, Gos. slovarno-ėncikl. izd-vo "Sov. ėncikl.", 1932, t. 6, coll. 626-635.
Data del paratesto: 1933
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: Too True To Be Good
Data dell'opera originale: 1932
Paese dell'opera originale: Irlanda
Nome autore del testo originale: Shaw George Bernard
Profilo autore del testo originale:
George Bernard Shaw (Dublino, 1856 - Ayot St Lawrence, 1950), drammaturgo irlandese, critico teatrale, giornalista, Premio Nobel per la Letteratura nel 1925. Fondatore del New Drama e del Drama of Ideas, è una delle figure centrali del teatro europeo del Novecento.
Esordisce come romanziere con una serie di opere in aperto contrasto con i principi morali e sociali dell'età vittoriana: Immaturity (1879), The Irrational Knot (1880), Love Among the Artists (1881), Cashel Byron's Profession (1882) e An Unsocial Socialist (1883). Secondo quanto dichiarato dallo stesso autore, questi manoscritti vengono inizialmente rifiutati da circa sessanta case editrici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Fin da giovane Shaw matura convinzioni socialiste e nel 1884 aderisce alla Società Fabiana, affermandosi come oratore, propagandista del fabianesimo e giornalista impegnato nel dibattito politico e culturale.
Il riconoscimento arriva con il teatro. Nel 1898 pubblica la raccolta Plays Unpleasant, che include The Philanderer (1893) e Mrs Warren's Profession (1893-1894), opere caratterizzate da una critica esplicita ai fondamenti morali ed economici della società inglese e alle sue conseguenze sociali, in particolare lo sfruttamento dei poveri e delle donne. A questa segue la raccolta Plays Pleasant, comprendente Arms and the Man (1894), Candida (1894-1895), The Man of Destiny (1895) e You Never Can Tell (1895-1896). In queste opere Shaw rielabora il melodramma, combinando l'imprevisto dell'intreccio con una motivazione sociale e una marcata analisi psicologica dei personaggi.
All'inizio del XX secolo sviluppa il cosiddetto dramma delle idee, nel quale il dialogo assume una funzione argomentativa e polemica. Questioni filosofiche, morali e psicologiche vengono affrontate in opere di generi diversi, tra cui Man and Superman (1901-1903), John Bull's Other Island (1904), la tragicommedia satirica The Doctor's Dilemma (1906) e il melodramma satirico The Shewing-up of Blanco Posnet (1909). Le opere Androcles and the Lion (1912) e Pygmalion (1912) accentuano ulteriormente la dimensione intellettuale e parabolica del suo teatro. Pygmalion è considerata una delle opere più significative di Shaw per la complessità compositiva, l'acutezza delle discussioni, l'umorismo e la precisione dello stile; nel 1939 l'autore ottiene l'Oscar per la migliore sceneggiatura del film omonimo.
Una parte rilevante della produzione shawiana è dedicata a temi storici e letterari; in questo ambito, la questione shakespeariana è affrontata nel dramma The Dark Lady of the Sonnets (1910). Le opere teatrali del periodo 1919-1930 sono caratterizzate da una riflessione filosofica sulla modernità e dal tema del giudizio della storia. Heartbreak House (1916-1919) denuncia la crisi spirituale dell'intelligencija europea alla vigilia della Prima guerra mondiale, mentre la pentalogia Back to Methuselah (1918-1920) è concepita dall'autore come un progetto filosofico-drammatico volto a rappresentare l'evoluzione creativa dell'umanità. Con The Apple Cart (1928), scritta per il primo Festival di Malvern, Shaw segna il passaggio dal dramma delle idee a una forma di dramma allegorico a forte componente intellettuale, nella quale l'argomentazione politica si combina con elementi paradossali e satirici.
Negli anni successivi Shaw concentra la propria attività su temi sociali, politici, storici e ideologici. I problemi sociali sono al centro di Too True to Be Good (1931), Village Wooing (1933), The Millionairess (1935), Buoyant Billions (1948) e Why She Would Not (1950); quelli politici in On the Rocks (1933) e Geneva (1938); i temi storici in The Six of Calais (1934) e In Good King Charles's Golden Days (1939), opera nella quale Shaw difende gli ideali umanistici e denuncia le forme di violenza e disumanizzazione prodotte dalla storia politica europea.
Negli anni Trenta manifesta apertamente simpatia per l'Unione Sovietica, che visita nel 1931, soggiornando a Mosca e incontrando Stalin. Considera l'esperienza sovietica una possibile alternativa alla crisi della civiltà borghese europea e, pur mantenendo una posizione autonoma e spesso contraddittoria, esprime più volte la convinzione che il progetto socialista rappresenti una reale speranza di rinnovamento storico. Tali prese di posizione suscitano un vivo interesse nella critica sovietica, che interpreta le sue opere tarde come una radicale condanna dell'Europa postbellica e, al tempo stesso, come testimonianza dei limiti di un intellettuale occidentale incapace di aderire pienamente al 'nuovo mondo'.
Negli ultimi testi, come Cymbeline Refinished (1937) e la farsa di burattini Shakes versus Shav (1949), Shaw torna sulla questione shakespeariana, mettendo in scena una disputa comica che si trasforma in una controversia tra drammaturghi e si conclude con il riconoscimento della supremazia di Shakespeare.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova
Bibliografia: A.A. Anikst, Šou Džordž Bernard, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), tt. 1-9, Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1962-1978, t. 8, 1975, coll. 773-777; Ch. Èmris [Hughes, Emrys], Bernard Šou, Moskva, Molodaja gvardija, 1968; O. Soboleva, A.J. Wrenn, The Only Hope of the World: George Bernard Shaw and Russia, Bern, Peter Lang, 2012; S. Weintraub, John I.M. Stewart, George Bernard Shaw, in Encyclopaedia Britannica, 29 ottobre 2025, https://www.britannica.com/biography/George-Bernard-Shaw (consultato il 4.01.2026).
Categoria autore: Autore contemporaneo
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Titolo traduzione russa del testo originale: Plocho, no pravda: Sobranie propovedej so sceny
Collocazione traduzione: Moskva-Leningrad – GICHL
Nome traduttore: Levidov Michail Julievič, Blok Ljubov’ Dmitrievna
Profilo traduttore:
Michail Julievič Levidov (Baku, 1891 - Mosca, 1942), scrittore, giornalista e critico. Inizia a pubblicare nel 1914, collaborando con la rivista "Letopis'" e con il giornale "Novaja žizn'", diretti da Maksim Gor'kij.
Dopo la Rivoluzione d'Ottobre lavora nella stampa sovietica e svolge attività di corrispondente estero per la ROSTA, operando a Reval (poi Tallinn), Londra e L'Aia. Negli anni Venti e Trenta è attivo soprattutto nel campo del giornalismo politico e della critica, pubblicando feuilleton su questioni di politica internazionale e articoli dedicati a letteratura, teatro e cinema. Collabora con importanti testate, tra cui "Pravda", "Trud", "Rabočaja gazeta" e "Leningradskaja pravda", e con la rivista d'avanguardia "LEF". Insegna inoltre letteratura presso il primo Istituto Statale di Giornalismo (Gosudarstvennyj institut žurnalistiki).
È autore di opere teatrali caratterizzate da forte tensione drammatica e impostazione polemica, tra cui il pamphlet politico Aeroplan nad gorodom (L'aeroplano sopra la città, 1934) e la commedia Azorskie ostrova (Le isole Azzorre, 1936). La sua opera principale è il libro Putešestvie v nekotorye otdalennye strany, mysli i čuvstva Džonatana Svifta, snačala issledovatelja, potom voina v neskol'kich sraženijach (Viaggio in alcuni paesi lontani, pensieri e sentimenti di Jonathan Swift, dapprima esploratore, poi guerriero in alcune battaglie, 1939), dedicato alla figura di Swift. Il volume unisce rigore saggistico e una forte componente narrativa, e si distingue per lo stile incisivo e la riflessione sulla posizione dell'artista nel contesto storico e politico contemporaneo.
Tra le altre opere si segnalano Vse ob Anglii (Tutto sull'Inghilterra, 1924), Vzgljad na Zapad (Uno sguardo sull'Occidente, 1927), Prostye istiny (Verità semplici, 1927) e Stejnic. Lasker (1936), pubblicato nella collana "Žizn' zamečatel'nych ljudej" (Vite di persone straordinarie). Per il suo spirito polemico e l'acume intellettuale Levidov è spesso soprannominato il "Bernard Shaw sovietico".
Arrestato nel giugno 1941 con l'accusa infondata di spionaggio a favore della Gran Bretagna, viene fucilato nel maggio 1942. Sarà riabilitato postumo.
Bibliografia: Ja.A. Bereznickij, Levidov, in Kratkaja literaturnaja ènciklopedija, A. A. Surkov (gl. red.), Moskva, Sovetskaja ènciklopedija, 1967, t. 4, pp. 83-84; I.A. Fateeva, Levidov Michail Julievič, in Ead., Gazetovedenie kak naučno-obrazovatel'naja škola v Rossii: 100 let spustja, Moskva, MGPU, 2020, pp. 45-46.
Ilaria Aletto, Maria Zavyalova
Ljubov' Dmitrievna Blok (neé Mendeleeva, pseudonimo Basargina; San Pietroburgo, 1881 - Leningrado, 1939), attrice, critica teatrale, traduttrice e memorialista, figura rilevante della vita culturale russa tra la fine dell'età imperiale e il primo periodo sovietico. Figlia del chimico Dmitrij Mendeleev, è nota anche come moglie del poeta simbolista Aleksandr Blok.
Dopo aver completato gli studi presso un ginnasio femminile privato di San Pietroburgo, frequenta i Corsi superiori femminili Bestužev e si forma come attrice, studiando recitazione con Marija Čitau del Teatro Aleksandrinskij. Lavora brevemente nei teatri di Vera F. Komissarževskaja e L. B. Javorskaja, recita in teatri di provincia ed è attrice nel teatro di Vsevolod Mejerchol'd. A partire dal 1914 fa parte della redazione della rivista "Ljubov' k trem apel'sinam. Žurnal doktora Dapertutto", partecipando attivamente al dibattito teatrale dell'epoca; utilizza in ambito scenico lo pseudonimo Basargina e svolge anche attività registica.
Negli anni successivi amplia i propri interessi verso la teoria e la storia del balletto. Tra gli anni Venti e Trenta pubblica numerosi articoli di critica coreutica, collabora alla diffusione degli studi sul balletto classico e partecipa alla preparazione di opere fondamentali per la teoria della danza, tra cui l'edizione di Osnovy klassičeskogo tanca (Fondamenti della danza classica, 1934) di Agrippina Vaganova. Lavora inoltre a studi confluiti postumi nel volume Klassičeskij tanec: istorija i sovremennost' (La danza classica: storia e modernità, 1987).
Accanto all'attività teatrale e critica, si dedica anche alla traduzione, in stretta relazione con i suoi interessi per il teatro e la teoria della danza. È inoltre autrice di importanti scritti memorialistici, che costituiscono una delle fonti primarie per la storia del simbolismo russo e dell'ambiente letterario tra fine Ottocento e primo Novecento. Tra i testi principali si segnalano Aleksandr Blok i ego vremja (Aleksandr Blok e il suo tempo, 1922) e I byl' i nebylicy o Bloke i o sebe (Fatti e leggende su Blok e su me stessa), pubblicato postumo (1980). In queste opere ricostruisce eventi e vicende offrendo un punto di vista interno sulla vita privata e intellettuale del poeta e sul contesto culturale dell'epoca; particolare attenzione è riservata anche al complesso rapporto con Andrej Belyj, uno dei nodi centrali del milieu simbolista.
Durante la Prima guerra mondiale presta servizio come sorella di misericordia e pubblica corrispondenze dal fronte (Iz pisem sestry miloserdija, 1914).
Muore nel 1939 a Leningrado; inizialmente sepolta nel cimitero ortodosso di Volkovo, nel 1944 le sue spoglie vengono trasferite ai Literatorskie mostki.
Bibliografia: Blok Ljubov' Dmitrievna, in Ènciklopedičeskij slovar' "Literatory Sankt-Peterburga. XX vek", O.V. Bogdanova (gl. red.), https://lavkapisateley.spb.ru/enciklopediya/b/blok--874 (ultima consultazione 05.01.2026); L. Blok, I byl' i nebylicy o Bloke i o sebe, Bremen, K-Press, 1979; Ju.E. Galanina, Ljubov' Dmitrievna Blok: Sud'ba i scena, Moskva, Progress-Plejada, 2009.
Ilaria Aletto
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1933
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
Lunačarskij racconta le sue impressioni sullo spettacolo tratto dalla pièce di Bernard Shaw Too True To Be Good visto a Berlino, al teatro sulla Stresemannstraße, con l’attore di origini italiane Alexander Moissi nel ruolo principale. Pur conoscendo le recensioni molto negative circolate sulla stampa europea, Lunačarskij difende il nuovo lavoro di Shaw, che giudica estremamente virtuoso, indice di grande inventiva e di ricchissima esperienza teatrale: non una commedia tradizionale, ma una sorta di “predica scenica” (sceničeskaja propoved’) con “idee in maschera” (idei v maskach), sostenute da dialoghi brillanti.
La sostanza dell’opera è, a suo avviso, una spietata critica rivoluzionaria della società europea del dopoguerra, in dissoluzione; anche per questo, la messinscena risulta nel complesso intelligente e divertente, feroce e giusta, e ottiene un successo pieno.
Al contempo, Lunačarskij muove due rilievi a Shaw. Il primo è che l’attacco alla scienza è superfluo e suona tanto più falso in quanto nella pièce la visione scientifica del mondo viene identificata con l’ateismo: così, a sua detta, Shaw finisce per favorire la polemica contro forme coerenti del materialismo. Il secondo rilievo riguarda ciò che Shaw non dice: dopo aver dichiarato altrove, come nel suo celebre discorso filmato, che l’Europa borghese è senza speranza e che la sua fiducia risiede nel successo della costruzione comunista, in questa pièce il drammaturgo, pur tornando a condannare l’Europa, tace sul “nuovo mondo” e sul proprio rapporto con esso. Ne emerge l’idea che Shaw abbia avuto la forza di scuotersi di dosso la polvere del vecchio mondo, ma non l’energia vitale per varcare la soglia del nuovo (cfr. D084; D196).