Dante i ego “Komedija” [P100]
Collocazione paratesto: Božestvennaja Komedija. Ad - Leningrad - GICHL - pp. 3-18
Tipologia di paratesto: Prefazione
Autore del paratesto: Dživelegov Aleksej Karpovič
Profilo autore del paratesto:
Dživelegov Aleksej Karpovič (1975, Nachičevan'-na-Donu -1952, Mosca) - esperto di storia e letteratura del Rinascimento e del teatro italiano, autore della prima monografia sovietica su Dante, che negli anni Trenta e Quaranta viene considerato lo studioso più autorevole nell'ambito dell'italianistica in URSS e fino al 1937 dirige la collana di letteratura italiana presso Academia. Prima della rivoluzione d'Ottobre fu membro del partito democratico-costituzionale; anche nella Russia zarista applicò l'approccio storico e sociologico allo studio delle opere letterarie. Nel periodo staliniano applica il metodo marxista, anche se non la sua analisi non si riduce mai a quella del metodo "sociologico volgare". Il talento di Dživelegov di comporre ""le prefazioni sociologiche"" venne riconosciuto, in particolare, dal traduttore Michail Lozinskij che chiese allo studioso di corredare la sua traduzione della Vita di Cellini da una prefazione dettagliata.
Bibliografia: M. Andreev, A.K. Dživelegov, in Id., Literatura Italii. Temy i personaži, Moskva, RGGU, 2008, pp. 308-318; RGALI. F. 2032. Dživelegov A.K.
Kristina Landa
Data del paratesto: 1939
Direttive paratesto:
- D006 - Stil' – èto tema (di S. Mstislavskij) [LINK]
- D010 - Učit'sja u Šekspira (di S. Dinamov) [LINK]
- D011 - O teorii literatury (di D. Timofeev) [LINK]
- D012 - Dnevnik Literaturnoj gazety [LINK]
- D068 - Literaturnaja žizn' fabrik i zavodov [LINK]
- D078 - V bor'be za mir i kul'turu [LINK]
- D121 - Otkrytoe pis'mo A.S. Serafimoviču (di M. Gor'kij) [LINK]
- D122 - O jazyke (di M. Gor'kij) [LINK]
- D123 - Za kul'turu jazyka [LINK]
- D193 - Fridrich Ėngel's i voprosy literatury (k 120-letiju so dnja roždenija) (di G. Fridlender) [LINK]
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Titolo dell'opera originale tradotta in russo: La Divina Commedia. Inferno
Data dell'opera originale: 1336 (1308-1321)
Paese dell'opera originale: Italia
Nome autore del testo originale: Alighieri Dante
Profilo autore del testo originale:
Dante Alighieri (1265, Firenze - 1321, Ravenna) - poeta italiano considerato il padre della lingua italiana e il più grande fra le tre "corone" fiorentine (Dante, Petrarca, Boccaccio). Autore delle opere: Rime, Vita Nuova, Convivio, Fiore, Detto d'Amore, Commedia (in italiano volgare), De vulgari eloquentia, Monarchia, Epistole, Egloghe (in latino). Vedi https://www.danteonline.it/opere/index.php&; https://dante.dartmouth.edu/
Kristina Landa
Categoria autore: Autore classico
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Titolo traduzione russa del testo originale: Božestvennaja Komedija. Ad
Collocazione traduzione: Leningrad – GICHL
Nome traduttore: Lozinskij Michail Leonidovič
Profilo traduttore:
Lozinskij Michail Leonidovič (1886-1955) - poeta acmeista vicino anche alle cerchie simboliste di inizio Novecento, traduttore e docente di traduzione poetica, impiegato della Biblioteca nazionale di Leningrado, collaboratore della casa editrice Vsemirnaja Literatura, amico di molti letterati e critici importanti dell'epoca, tra cui Anna Achmatova, Kornej Čukovskij e Nikolaj Anciferov. Lozinskij tradusse molti classici europei da francese, spagnolo, inglese e italiano seguendo in parte il metodo formalista proposto da Gumilev nella traduzione poetica, ossia prestando particolare attenzione alla corrispondenza tra le strutture formali del testo di partenza e quello di arrivo. Il suo capolavoro più noto in questo ambito fu la traduzione della Commedia di Dante, opera che intraprese nel 1936 e portò a termine nel 1942, pubblicando nel frattempo su diverse riviste letterarie le traduzioni di singoli canti. Anche negli anni successivi, tuttavia, non smise mai di rivedere e di integrare il suo commento scientifico al poema dantesco, principalmente a causa delle richieste degli editori determinate da quelle della censura atea del paese. La traduzione, inizialmente commissionata dalla casa editrice Academia, fu pubblicata in tre volumi da GIHL (Goslitizdat) in seguito alla chiusura di Academia nel corso delle repressioni del 1937 e alla trasmissione dei suoi progetti incompiuti all'amministrazione di GIHL. L'Inferno uscì nel 1939 accompagnato dal commento di Ivan Grevs e dalla prefazione di Aleksej Dživelegov e fu successivamente ristampato nel 1940 con il commento di Aleksandr Beleckij; il Purgatorio uscì nel 1944 e il Paradiso nel 1945, anno della fine della Seconda guerra mondiale. Le ultime due cantiche furono puntualmente corredate dalle prefazioni di Dživelegov . Quindi, nel 1950, Goslitizdat pubblicò la traduzione integrale in un unico volume con la prefazione di Konstantin Deržavin. Nel 1952 Lozinskij fu invitato a rivedere il suo commento per una nuova pubblicazione programmata dalla casa editrice di Academia Nauk, mai avvenuta. Oggi la versione canonica viene considerata l'edizione postuma del 1967 pubblicata dalla casa editrice Nauka con la prefazione di Il'ja Nikolaevič Goleniščev-Kutuzov.
Bibliografia: K. Landa, Božestvennaja Komedija v zerkalach russkich perevodov, Sankt-Peterburg, RHGA, 2020, pp. 321-427; K. Landa, Kanonizirovannyj i neprinjatyj Dante. K istorii recepcii i cenzury Božestvennoj Komedii v SSSR, "Studi Slavistici", 18 (2021), pp. 147-173; K. Landa, Le traduzioni russe della Commedia: Il Novecento e Michail Lozinskij, in Dante oltre i confini: La ricezione dell'opera dantesca nelle letteratura altre, a cura di S. Monti, Alessandria, Edizioni Dell'Orso, 2018, pp. 123-138, anche per la bibliografia.
Kristina Landa
Curatore dell'edizione della traduzione: N/A
Data dell'edizione della traduzione russa: 1939
Descrizione sintetica della relazione "paratesto - direttive":
In questo articolo Dživelegov riprende molte posizioni del suo libro su Dante del 1933 (P005). Le direttive a cui si possono ricollegare le tesi che seguono sono: D006; D011; D012; D068; D078; D121; D122; D123.
Esordisce affermando che, per il lettore contemporaneo, D. è uno dei classici più difficili da comprendere, a differenza di Omero, Shakespeare, Molière, Cervantes, Goethe e Puškin.
Per capire la Commedia e la sua attualità per noi oggi, è necessario conoscere innanzitutto l’epoca in cui visse l’autore fiorentino.
Lo studioso riporta la famosa citazione di Engels, che definiva D. come l’ultimo poeta del Medioevo e il primo poeta dell’età moderna. Descrive poi l’epoca di D. come un periodo di grandi passioni e aspre controversie sociali, tra feudatari e borghesi, tra cattolici fedeli ed eretici, controversie che nutrirono la sua opera.
Chiarezza e semplicità del linguaggio – cfr. D010
Dopo aver riportato i fatti salienti della biografia del poeta, Dživelegov loda D. innanzitutto per la sua scelta del volgare per le opere più significative, scelta che il critico motiva con una regola generale: se uno scrittore vuole influenzare i propri concittadini, deve infatti rinunciare alla lingua aulica degli eruditi e parlare una lingua chiara per tutti.
Secondo il critico, nella sua arte poetica D. perseguiva due obiettivi: semplicità e concretezza sensibile (osjazatel’nost’). La semplicità espressiva fu l’obiettivo primario del poeta fiorentino nella Commedia. Poiché il testo era già troppo carico di significati, la semplicità sintattica, lessicale e retorica appariva infatti una condizione imprescindibile della narrazione. Le traduzioni, purtroppo, non rendono questo aspetto, seppure restituiscono le immagini, che sono estremamente precise e concrete. Rendere chiare cose insolite, mai viste e fantastiche è un procedimento artistico specifico di D., che andrebbe analizzato in ogni suo dettaglio tecnico.
Captatio benevolentiae del lettore sovietico
Spiegando il misticismo numerico nella Commedia, lo studioso insiste soprattutto sull’abilità (lovkost’) quasi degna di giocoliere con cui D. costruisce tutte le corrispondenze numeriche nel poema.
Il conflitto interiore di Dante e il suo realismo
D. in quanto teologo, filosofo e politico appartiene al passato, ma D. artista è figlio della nuova cultura borghese, donde il suo realismo. Il conflitto interiore di D. tra la cultura feudale e la nuova sensibilità borghese, che lo tormentò per tutta la vita a causa del suo esilio (figlio di un libero comune, fu costretto a operare presso le corti nobiliari), non è risolto nel poema ma viene rivelato in ogni sua sfaccettatura. La grandiosa allegoria scolastica che la Commedia rappresenta viene rianimata da uno smisurato spirito poetico basato sulla nuova sensibilità borghese, che infrange gli schemi astratti ed esalta i nuovi valori sociali. L’interesse di D. per la realtà, la natura e l’uomo è ciò che più di ogni altra cosa lo distingue dal Medioevo. L’amore che egli descrive non è platonico o mistico, ma reale. I personaggi femminili “reali” nel poema sono tre: Francesca, Pia e Piccarda. D. è lontano dalla percezione ascetica della donna ed esalta l’amore carnale. Oltre all’amore, altri sentimenti da lui sperimentati e considerati dagli scolastici come peccaminosi sono il desiderio di gloria e la curiosità. Le famose parole di Ulisse rappresentano un manifesto del più nobile umanesimo, dotato di un significato universale.
Polemica antireligiosa
Formalmente D. è un cattolico fedele, ma di fatto nutre idee molto libere in materia di religione; spesso, infatti, non condanna l’eresia in nome della libertà della mente umana.
Kristina Landa